venerdì 31 marzo 2017

RECENSIONE "SPLENDORE" di MARGARET MAZZANTINI

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


Anche per questo venerdì, nonché ultimo giorno del mese di Marzo, vi parlo di una lettura dedicata ad una delle sfide che sto facendo, in questo caso si tratta della MADE IN ITALY BOOKS CHALLENGE con l'obiettivo mensile che mi chiedeva di LEGGERE UN LIBRO DI UN AUTORE DI CUI HAI GIA' LETTO ALTRE OPERE. Io ho scelto di leggere l'ultimo libro che ho a disposizione nella mia libreria scritto da un'autrice che mi piace tantissimo. 
Vi racconto come è stata la mia esperienza con questo romanzo nel post qui sotto, quindi l'unica cosa che mi resta da fare è quella di augurarvi una BUONA LETTURA!!!




TRAMA: Guido e Costantino abitano nello stesso palazzo, il primo è figlio di un dermatologo, il secondo del portiere dello stabile. Guido è invidioso della famiglia di Costantino perché lui è sempre da solo in una grande casa vuota, mentre Costantino è ricercato e considerato dai suoi familiari. La loro esistenza si fa più vicina negli anni, vanno a scuola insieme e lì imparano a conoscersi e a diventare amici. Un'amicizia che cresce fino a trasformarsi in qualcosa di travolgente, sconvolgente e intenso, qualcosa che li accompagnerà per tutta la vita, anche se in modo diverso.

Titolo: Splendore
Autore: Margaret Mazzantini
Casa Editrice: Mondadori
Anno: 2015 (Ristampa)
Pag: 311
Prezzo: 13,00 euro




VALUTAZIONE:



Quest'anno sto facendo tante cose nuove in relazione al modo di approcciarmi alla lettura, la prima di tutte è sicuramente quella di partecipare attivamente a delle sfide di lettura che, non so neanche io come, sto riuscendo a portare avanti abbastanza decentemente. La seconda cosa è lasciare i libri senza portarne a termine la lettura. Ne leggo magari un centinaio di pagine e poi se mi accorgo che non mi stanno prendendo finisco con l'abbandonarli e metterli da parte aspettando un momento migliore per terminarli. Questa cosa è successa troppo spesso ultimamente e, seppure mi ha sempre dato molto fastidio farlo, non riesco proprio ad evitarlo, in alcuni casi specialmente.
Ora, tutta questa premessa per dire che ci stavo provando anche con Splendore della Mazzantini, autrice che adoro per la carica emotiva che riempie le pagine dei suoi libri e che riesce a coinvolgermi talmente tanto da farmi sentire parte delle storie stesse.
Ho letto in tutto quattro libri suoi, ma solamente uno ho già recensito qui sul blog, VENUTO AL MONDO  , poi tantissimi anni fa ho letto sia IL CATINO DI ZINCO che NON TI MUOVERE e tutti mi hanno lasciato qualcosa, pur raccontando delle storie molto diverse tra loro.

In Splendore ci troviamo a seguire le vicende di Guido, un ragazzo appartenente alla borghesia romana, presumo della fine degli anni 50 inizio 60, che si trova a doversi confrontare con un ragazzino che ha la sua età e che, però, è il figlio del portiere. Dico PERO' non tanto per voler fare una classificazione sociale, ma semplicemente per rappresentare il punto di vista del Guido ragazzino che vedeva, proprio nella posizione di Costantino, una sorta di muro, un ostacolo. Da qui nasce un "odio" che si confonde con l'invidia, che si confonde con l'incomprensione e che non fa ben capire cosa ci sia tra i due ragazzini. Nonostante la ritrosia iniziale di Guido, i due crescendo diventano amici e poi sempre qualcosa di più. Bhè, se vi servisse ancora una ulteriore chiarificazione, si, in questo libro si racconta di una storia d'amore omosessuale, e di due visioni diverse dell'amore in tale senso.

Il libro segue la vita di Guido dalla pubertà fino alla vecchiaia, se così potremmo dire parlando di un sessantenne, più o meno. Seguiamo la vita di un uomo che attraversa varie epoche abbracciando tutti gli eccessi e le stravaganze degli anni 70, la paura e la diffusione dell'HIV negli anni 80/90, la pace ritrovata con un matrimonio felice e la riscoperta di se stessi e di quello che realmente si è.
Una storia lunga decenni che ha portato Guido a vivere a Londra e sentirsi più libero di vivere anche la sua sessualità lontano dalle restrizioni mentali che potevano esserci in Italia. Non è un caso, infatti, che a differenza di Guido, Costantino viva in maniera più soffocante e problematica il suo essere omosessuale.

"Lo guardavo da dietro, ed è una delle immagini che sempre porterò con me, quel capo grosso e acerbo, la testa bieca, la mano libera inerte come un rastrello abbandonato contro un covone di fieno. Spiate da dietro le persone portano il peso del loro destino, come se nella parte che non possono vedere di se stessi si addensassero tutte le sofferenze, i pensieri, le speranze individuali e quelle di tutte le generazioni precedenti che paiono accanirsi contro l'ultimo testimone, lo spingono in avanti ma intanto sembrano ridere di lui, della sconfitta che egli ripeterà."

La narrazione segue due filoni narrativi diversi ma paralleli perché, se da una parte c'è la storia di Guido e di eventi che vive lui direttamente, dall'altro c'è la narrazione dell'amore che Guido prova per Costantino e di come viene vissuto da entrambi.
La vita di Guido è costellata da continue sofferenze legate ad una famiglia assente, al non sentirsi parte del mondo, al dover vivere sempre di eccessi illudendosi che quella sia la strada giusta per superare i suoi dolori. Guido, però, è anche un uomo che riesce a trovare la felicità in età adulta e lo fa in una donna, Izumi, e sua figlia Leni che diventerà anche figlia di Guido a tutti gli effetti. 
Izumi è l'unica con la quale Guido riesce a parlare di se e di tutto quello che riguarda la sua vita e la sua omosessualità. Una donna che va a colmare i vuoti che Guido ha avuto e continua ad avere nella sua vita, soprattutto quelli dovuti alla perdita di persone a lui molto care.
Nella vita di Guido, però, una parte importante è legata a Costantino un amore profondo, intenso, viscerale, quasi un'ossessione che si risveglia ogni volta che c'è un dolore, ogni volta che c'è un ricordo, ogni volta che un evento del quotidiano lo porta ad immaginare come potrebbe essere la loro vita insieme.
Guido è la passione, è l'amore profondo, è il cuore di una relazione che sembra essere portata avanti solo da lui. Costantino è più introverso, è più cupo, a volte più spaventato di vivere qualcosa che potrebbe essere molto più grande di lui.

Due visioni diverse di uno stesso travolgente sentimento che viene nascosto, celato, castrato perché la società non è pronta, la loro famiglia non è pronta, e forse, soprattutto per quanto riguarda Costantino, anche loro non sono pronti. 
Quello che la Mazzantini ci racconta è anche la storia del coraggio di vivere i propri sentimenti all'aperto nonostante le difficoltà e i pregiudizi delle persone che arrivano a distruggere qualcosa che è stato costruito con fatica e devozione.
Dico devozione, si, perché è quello che ho trovato in Guido, sicuramente il mio personaggio preferito nella storia, accanto a Leni, sua figlia/figliastra.


"Io e Guido non avremmo mai potuto avere un figlio nostro. Gli uomini non possono fare i figli. Era un pensiero assurdo, eppure era il solo che riuscivo a generare. Sapevo che l'unica persona al mondo con la quale avrei desiderato fare un figlio era lui. Quella privazione alla quale non avevo mai pensato adesso definiva la mia omosessualità. E mi sembrava di accogliere un urlo molto più profondo, l'impotenza di tutti gli uomini che fanno l'amore e sanno che il loro orgasmo non potrà mai fecondare la creatura che amano."


Guido è un amante innamorato, divertente, appassionato, è devoto e costante nel suo amore, fino alla fine, fino alla conclusione, fino al ripensamento, fino all'abbandono.
Guido è quanto di bello ci sia nell'amore tra due persone che scoprono di tenere l'uno all'altro anche nel momento in cui la cosa sembra assurda e impossibile. 
In realtà mi è piaciuto molto anche Costantino, il suo essere tormentato ma allo stesso tempo il suo non riuscire a stare senza l'altro.
Nelle varie fasi della loro vita Guido e Costantino diventano presenze costanti sia fisicamente sia mentalmente. In ogni cosa che gli succede l'uno è l'ancora di salvezza per l'altro, anche se questo significa non vivere mai effettivamente la loro storia, tranne in pochissimi giorni che mi hanno trasmesso tenerezza e dolcezza.

Per quanto mi riguarda ancora una volta la Mazzantini mi ha regalato emozioni forti che poche volte sono riuscita a vivere attraverso le pagine di un libro. 
Una storia che, devo ammettere, inizialmente non mi aveva affatto coinvolto, soprattutto perché si utilizzava un linguaggio che mi dava molto fastidio leggere. Con questo non voglio dire che le parolacce non le leggo se le trovo sui libri, ma ci sono stati dei passaggi iniziali che mi davano proprio un senso di fastidio fisico che mi ha portato a non capire il motivo della loro presenza lì. Fortunatamente ho continuato a leggere ed ho ritrovato la mia autrice.

Splendore è un libro che fa riflettere su quanto l'amore abbia così tante sfaccettature che non è possibile catalogarle, sul fatto che i figli non sono necessariamente quelli che si fanno, ma anche quelli che pur essendo fatti da altri ci ritroviamo a vivere e a conoscere e a sentire parte di noi, comunque. Che l'amicizia è sentirsi accettati, capiti e compresi e non essere continuamente giudicati o emarginati per quello che gli altri vorrebbero vedere in te.
Ancora una volta l'autrice è riuscita a calarsi nei panni di un uomo, ad indagarne l'animo, a dare voce alla sua intimità, al suo essere e farlo come se non ci fossero differenze tra uomini e donne, voglio dire che apprezzo molto la sua capacità di calarsi nei panni di uomini e rappresentarli così magnificamente, ecco.


"Leni si stende a prendere il sole. Costantino mi raccoglie la mano, me la bacia. Giovanni è li accanto a noi, ma lui è un testimone muto. Questo fatto me lo rende caro, il fatto che lui ceda ma non si stupisca di nulla. Il suo mondo è migliore del nostro. Il muro che ha dentro non ha giudizio ma soltanto passione e dolore. Lo sguardo degli animali che hanno già visto la vita molte volte."

Insomma se non si è ancora capito il libro mi è piaciuto moltissimo e seppure ho avuto qualche riserva inizialmente poi ho continuato a rimanere legata a Guido e alle sue emozioni. Io ve lo consiglio se amate le storie intense, coinvolgenti e che vi catturino. A questo aggiungeteci che si tratta di una autrice italiana che affronta sempre tematiche molto importanti e lo fa con una veridicità che ogni volta mi lascia senza fiato.
Questa è una delle cose che amo di più dell'autrice, il fatto che riesca a fare in modo che la tensione narrativa ed il bagaglio emotivo non siano accumulati tutti in un unico punto della storia, ma ci siano vari momenti in cui le emozioni vengono dosate dall'andamento stesso della storia.

Leggete questo libro, se non lo avete fatto ancora, e se volete approcciarvi alla scrittrice, soprattutto perché non si tratta di un volume enorme come poteva essere Venuto al mondo. Io sicuramente voglio recuperare anche NESSUNO SI SALVA DA SOLO e MANOLA che, ho visto, hanno ristampato da poco nella versione Mondadori, quindi prima o poi recupererò anche quelli.
Per adesso credo di avervi raccontato tutto, ho cercato di non anticiparvi nulla e se l'ho fatto mi scuso, spero che vogliate leggerlo, prima o poi!
Intanto se qualcuno di voi lo ha letto fatemi sapere cosa ne avete pensato, se vi è piaciuto oppure no, se la Mazzantini è un'autrice che vi piace o vi sta antipatica, insomma tutto quello che volete raccontarmi fatelo nei commenti e io sarò felice di rispondervi :-)

Vi saluto amici miei cari, vi mando un abbraccio e vi auguro di fare bellissime letture!!!

4 commenti:

  1. Ciao:) Questo libro mi ha ispirata dal momento della pubblicazione, poi fra una cosa e l'altra me lo sono persaxD L'argomento mi interessa moltissimo e con la tua recensione molto accurata sono riuscita a farmene un'idea piuttosto precisa. Credo proprio che lo recupererò in biblioteca:-*

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    1. Ciao :-) Sono contenta che ti sia piaciuta :-) E' una lettura intensa come tutte quelle della Mazzantini, ma la adoro proprio per questo :-) Fammi sapere cosa ne pensi appena lo leggerai!

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  2. Uao Mikla, che recensione! :O
    Sembra davvero emozionante e profondo, e il modo in cui lo hai recensito mi ha fatto venir voglia di essere travolta da questa storia! Aggiungo subito in WL ^^

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    1. Ciao Valentina :-) Grazie mi fa piacere averti dato un nuovo spunto di lettura!!!
      Io adoro la Mazzantini, almeno per adesso i libri che ho letto suoi mi sono piaciuti tutti e li consiglio tutti, quindi fai tu, dopo SPLENDORE non ti arrendere e leggi altro :-)

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