martedì 9 febbraio 2016

RECENSIONE: "VENUTO AL MONDO" di Margaret Mazzantini

Salve a tutti viaggialettori,
esordisco sul blog con la recensione di un libro che decisamente è stato tra i miei preferiti in assoluto del 2015. Nonostante sia martedì grasso e si dovrebbe essere allegri e scherzosi io spero che pur parlando di questo libro, diciamo così non propriamente allegro, non vi porti tristezza ma anzi vi spinga subito a leggerlo...Ma partiamo subito e BUONA LETTURA!!!




 TRAMA: Gemma è una cinquantenne soddisfatta e appagata che, in occasione di una mostra fotografica su Sarajevo, si ritrova a ripercorrere gli anni della sua giovinezza fino all'incontro con Diego, autore di alcune delle fotografie esposte nella mostra in questione e grande amore della sua vita. A distanza di venti anni, Gemma racconta la storia della sua vita, del suo matrimonio finito, della relazione con Diego ma anche della sua rinascita da una situazione difficile. Diego e Gemma si ritrovano ad affrontare problemi grandi che offrono molti spunti di riflessione: le difficoltà economiche, la maternità la guerra oltre alle problematiche legate alla creazione di un nuovo nucleo familiare.   

Titolo:Venuto al mondo
Autore: Margaret Mazzantini
Casa Editrice: Mondadori
Anno: 2008
Pag: 533
Prezzo: 15,00 euro
                                         
                                  
       VALUTAZIONE:


E' passato un po' di tempo ormai da quando ho letto l'ultima pagina di questo romanzo, ed è incredibile il modo in cui ne sono rimasta coinvolta e scossa a tal punto che continuo ancora a pensare alla sorte dei personaggi. 
Non si può parlare di un libro d'amore strappalacrime, sebbene di lacrime se ne versino e neanche poche. E' la storia di un amore tra due persone che incarnano due realtà completamente diverse tra loro: Gemma, che è anche la narratrice degli eventi, rappresenta tutto ciò che di normale e ordinario possa esserci. All'epoca dei fatti che vengono raccontati, Gemma ha 29 anni e si trova a Sarajevo in occasione delle olimpiadi invernali del 1984. Diego, più piccolo di lei di qualche anno (24 anni), è un giovane fotografo free lance. 
Il colpo di fulmine che li travolge completamente dà il via ad una serie di eventi che non coinvolgono solamente loro due ma anche altri personaggi grazie ai quali la Mazzantini presenta varie realtà presenti nel romanzo.
Specificare la loro età potrebbe risultare come un dato superfluo, ma proprio la differenza, se vogliamo minima, che c'è tra loro risulta essere un problema:

" Aveva il terrore che io potessi stancarmi della sua invadenza, del bisogno fisico che aveva di me, di toccarmi in continuazione come un bambino. Anche la notte dormiva incollato alla mia schiena, mi ritrovavo tutta sudata, la sua saliva nei capelli. Aspettavo il giorno in cui lui avrebbe cominciato a ritirarsi naturalmente nella sua parte di letto. Invece no, se si allontanava era per sbaglio o scacciato da me durante le notti di afa. Appena se ne accorgeva, anche nel sonno, tornava da me"

Lo sfondo di tutti gli eventi importanti della vicenda è Sarajevo, città che permette a Gemma (e ovviamente alla Mazzantini) di trovare il collegamento tra la sua vita passata e presente senza che si creino degli stacchi eccessivamente netti tra le due realtà temporali.
La storia si articola in due periodi il presente del 2008 e il passato dal 1984 al 1992, periodi che si intersecano magistralmente grazie ad una scrittura che non è mai troppo smielata o troppo dura, ma realistica , come realistici sono i personaggi che la scrittrice porta davanti ai nostri occhi.
La Mazzantini riesce a ricreare, attraverso le parole di Gemma, una realtà struggente, violenta, crudele e spietata e allo stesso tempo talmente coinvolgente e travolgente che inevitabilmente si prosegue la lettura per sapere il destino dei protagonisti.Gli eventi e le tematiche affrontate sono tante, molto reali e toccanti tutte in modo diverso ovviamente.
Il primo grande tema è quello dell'AMORE, per il proprio partner, per i figli, per la propria famiglia, per gli amici ma anche per coloro che le grandi difficoltà o il "bisogno" ti portano ad incontrare. E' infatti l'amore e le sue sfaccettature ad essere motore di tutta la vicenda.
Secondo tema importante è la MATERNITÀ. Maternità cercata, sperata, desiderata così ardentemente da portare Gemma a compiere gesti, che alcuni potrebbero considerare inconsulti, altri un atto, in un certo senso, dovuto alla vita che nasce.
Ultimo grande tema è la GUERRA IN BOSNIA. Le descrizioni che la scrittrice ci offre sono ben dettagliate ma questo non vuol dire che siano pesanti o noiose. Ci viene offerto un quadro perfetto e lungimirante sulla sofferenza patita dagli abitanti di una città, Sarajevo appunto, martoriata, di abitanti che lottano per sopravvivere e di coloro che nonostante le difficoltà si sono recati lì per offrire il loro aiuto, il loro conforto. Si viene a conoscenza di una guerra che non ha nulla di inferiore rispetto alle altre più note. 

"[...] Poi imparammo a dormire, a sprofondare nel sonno pur di uscire per qualche ora da quel Lager. [...] Imparammo a riconoscere la gola roca dei kalashnikov, il sibilo delle granate, il botto del mortaio e poi quel sibilo. [...] Imparammo a muoverci. A correre come lepri nelle zone scoperte: le fessure tra i palazzi, gli incroci da cui si vedevano le colline."
  
"Non bisogna fermarsi a guardare... lasciare agli occhi il tempo di vedere, di affezionarsi. E' questo che bisogna imparare. Non dare ai morti il tempo di rivelarsi, di diventare reali, bisogna tirare dritto, non discernere un corpo da un sacco di sabbia, ma lasciarseli dietro, indistinti, allontanarli dal vero, guardare solo la propria strada. Solo così si può resistere. Non dando ai morti un nome, un cappotto, un colore di capelli. Lasciarli. Imparare a scansarli già da lontano, fingere di non averli visti. Fingere che non ci siano. Perché se ti fermi, se te li lasci scivolare dentro... allora inevitabilmente rallenti il passo" 


La città di Sarajevo che la guerra ha distrutto e dilaniato in ogni sua parte è la stessa che ha favorito l'incontro tra Gemma e Diego nel 1984 ed è la stessa città che nel 2008 cerca di guardare alla guerra solo come un incubo del passato, nonostante i suoi strascichi siano ancora ben visibili.
Nel parlare dei personaggi, non so ben dirvi quale mi abbia rapito il cuore. Di ognuno di loro ci sono state cose che mi sono piaciute moltissimo e altre che mi hanno fatto storcere il naso, ovviamente non può esserci la perfezione, ma una cosa che posso dire è che la Mazzantini è riuscita a farli materializzare davanti ai miei occhi facendomi diventare parte di una realtà che ancora oggi mi rende legata a quel mondo.
Le emozioni che si provano nel leggere il libro sono molteplici, dalla gioia nel vedere due anime che si trovano, allo sconforto nella loro impossibilità a diventare genitori (l'infertilità è filo conduttore di tutta la vicenda). La paura della guerra e il terrore di non ritrovarsi mai più. Accanto a queste ovviamente l'ammirazione, almeno per me, verso due persone che decidono di affrontare una guerra volontariamente, anche se questa stessa guerra non coinvolge la loro terra che li richiama lì per un senso profondo dell'amicizia.  
Presenza importante in questo senso è Gojko, poeta, guida turistica e grande amico dei nostri due protagonisti e la sua famiglia (la madre e la sorella Sebina, figlioccia di Gemma e Diego). Ogni protagonista del romanzo è riuscito a coinvolgermi al punto tale da immedesimarmi nei loro pensieri e questo mi ha portato spesso a dovermi fermare per assimilare tutti gli eventi e prendere una boccata d'aria, soprattutto nella parte dedicata alla guerra. 
A lettura ultimata ho dovuto rendermi conto che sono stata solamente una spettatrice esterna degli eventi narrati e non ho potuto dare loro alcun aiuto o conforto.
Da non sottovalutare la chiusura finale del romanzo che permette ai vari personaggi di ritrovare un nuovo equilibrio per le loro vite dal passato così travagliato, si ha, infatti, tramite loro questa sensazione palpabile di serenità, di qualcosa che si aggiusta, in cui ogni cosa va al suo posto in modo totalmente inaspettato.

Bene cari lettori, mi sono appena resa conto che forse è stato un esordio fiume, ma le cose da dire erano e sarebbero molte ma il rischio spoiler è sempre alto, quindi mi fermo qui.
Ovviamente è un libro che consiglio a chiunque avesse voglia di un romanzo emotivamente molto forte, ma anche coloro che vogliono conoscere la Mazzantini, o per chi, come me è stato già conquistato da "Non ti muovere" perché sicuramente non rimarrà deluso in nessuno caso. 

Spero che la recensione vi sia piaciuta, fatemi sapere se lo avete letto, se vi è piaciuta la recensione e se vi è stata utile per la scelta di una prossima lettura ... Alla prossima!!!   






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