lunedì 14 maggio 2018

GRAPHIC NOVEL "SILVERWOOD LAKE" di SIMONA BINNI

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

In queste giornate che sembrano riportarci indietro nel grigio autunno/inverno, ho deciso di riprendere in mano la rubrica delle Graphic Novel con una lettura che mi è piaciuta moltissimo. Ve ne parlo meglio nel post... BUONA LETTURA!!!


TRAMA: Diego parte per un luogo sconosciuto in cerca di pace interiore: Silverwood Lake, un' "oasi" in cui tutti coloro che vivono lì si fermano il tempo di cui hanno bisogno.
Diego è tormentato da un dolore di cui conosce solamente la sua personale natura, non tutta la verità.
Ma lì ci sono Celeste, Ted e altri personaggi che come lui cercano delle risposte ai loro dolori.
Una storia malinconica, dolorosa resa in modo delicato.

Titolo: Silverwood Lake 
Autore: Simona Binni
Casa Editrice: Tunué
Anno:2016
Prezzo: 16,90 euro
Pag: 167






VALUTAZIONE:



Quando ho visto per la prima volta questa Graphic Novel ho pensato subito di volerla leggere, mi incuriosiva la visione di questo cane che sul lago vede qualcosa, o aspetta qualcuno. Una visione di speranza, abbandono, malinconia... Non so... Credo che le cose si fondano in questa lettura.
Una storia di dolore, una storia che lo raccoglie in diverse forme e lo trasforma in forza di andare avanti, nonostante tutto.

Simona Binni, una ragazza dolcissima e simpatica che ho avuto la fortuna di conoscere alla fiera dell'editoria indipendente a Roma, è riuscita a farmi innamorare della sua storia in un batti baleno.
Tutti i personaggi di cui parla sono così reali e veritieri che non ho potuto fare a meno di sentirmi coinvolta nelle loro storie.






Diego è un uomo che convive da anni con un dolore che non è mai riuscito del tutto a superare. Una perdita che ha condizionato la sua vita e le sue scelte lasciandolo privo di senso di appartenenza a qualcosa che è per lui importante: la capacità di costruire una propria famiglia.
Diego, con la sua ricerca di verità, ci porta a Silverwood Lake con la speranza di ricostruire la sua storia e cercare una soluzione di pace.
Il modo che usa per raggiungere il suo obiettivo è quello di conoscere il dolore degli altri.







A Silverwood Lake, infatti, tutti hanno un dolore da affrontare pur avendolo messo da parte per sopravvivergli.
Silverwood Lake è un luogo in cui poter affrontare i propri demoni, dargli un nome, dare una assoluzione pace al tormento che li attanaglia. Un luogo in cui si aspetta: un padre, il perdono, la forza di andare avanti, la capacità e la possibilità di raggiungere i propri sogni, la possibilità di superare una diceria.





La storia raccontata in questa Graphic Novel è una sorta di puzzle di vite diverse eppure tutte uguali, storie di dolori e sofferenze che ognuno porta con sé come un bagaglio da cui è difficile potersi separare.
Mi è piaciuto molto il modo in cui Simona Binni riesce a dare voce a questi dolori con uno stile delicato, malinconico, teso alla speranza. La Binni realizza delle tavole che vi mettono davanti al fatto compiuto senza mezzi termini o particolari intermezzi. Mano a mano che si procede con la lettura incontriamo tutti i personaggi che popolano la narrazione e la storia del loro dolore. Ogni personaggio è ben caratterizzato, non solo graficamente che è una cosa personale, ovviamente, ma proprio nella loro personalità, nel loro essere. Di ogni personaggio scopriamo le debolezze e i punti di forza in una sorta di spettacolo in cui i personaggi principali, Diego, Celeste e Ted diventato conduttori.





Seppure il dolore è una parte predominante del racconto quello che ne emerge è soprattutto l'amore che permette ad ogni storia e ad ogni personaggio di andare avanti, di lasciare che quel dolore possa trovare uno sfogo. Amore e dolore diventano, quindi, la combo perfetta in questa storia che trasporta e coinvolge il lettore in un modo del tutto inaspettato.
Ci sono storie che si possono essere già incontrate, sicuramente, ma il modo in cui l'autrice è riuscita a renderle me le ha presentate in un modo del tutto nuovo.
Da aggiungere alle tante lodi che ormai ho fatto a questa storia, il piacere di trovare delle tavole in cui i colori sembrano rispecchiare la storia, tutto è delicato, i colori sono pacati e si adattano perfettamente alla narrazione.
Altra caratteristica è il modo in cui le storie dei personaggi ci vengono raccontate. Passato e presente di fondono continuamente per permettere a noi lettori di conoscere il passato dei personaggi senza creare degli stacchi netti, ma con una mescolanza perfetta che non disturba affatto.






Insomma, io credo che si sia capito perfettamente quanto io abbia apprezzato questa storia. Sicuramente non ci sono delle innovazioni importanti nei fatti narrati, storie di cui si legge se si è lettori da una vita intera. Ma, come vi ho detto, la bellezza di questa rappresentazione sta proprio nella delicatezza che la Binni è riuscita a rendere pur parlando di situazioni difficili da vivere.
Un finale inaspettato vi lascerà a bocca aperta e con un senso ancora più forte di malinconia, ma se lo avrete significherà che la Binni ha fatto il suo dovere.
Io non posso fare altro che consigliarvi la lettura di questa storia, intensa, malinconica, speranzosa e legata alla possibilità di farcela e trovare la forza di affrontare il proprio dolore.

Fatemi sapere se avete già letto questo libro, cosa ne avete pensato, se avete letto anche l'altra sua opera che vorrei prendere appena possibile. O magari aspetterò la fiera se ci sarà ancora lei, non so.
Non mi resta che salutarvi e augurarvi tante e bellissime letture!!!

venerdì 11 maggio 2018

RECENSIONE "L'IMPREVEDIBILE PIANO DELLA SCRITTRICE SENZA NOME" di ALICE BASSO

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Secondo venerdì di Maggio e già sono in ansia per un altro mese che sta per finire... MA QUANTO STA CORRENDO VELOCE QUESTO 2018???
La cosa positiva è che almeno le letture non stanno andando malissimo in questo periodo, oddio, la delusione c'è sempre ma non la sto prendendo più tanto male come un tempo, l'imperturbabilità del saggio si sta impossessando di me :-)
Tornando a parlare di cose serie, oggi vi racconto le mie impressioni sul primo libro di una serie che ormai, credo, avete letto in molti ed io, come al solito, arrivo con anni di ritardo. Fortunatamente mi è piaciuta molto e credo che la lettura procederà, quindi adesso non mi resta che raccontarvi come è andata, BUONA LETTURA!!!



TRAMA: Silvana Cassandra Sarca è una ghostwriter, scrivere è il suo mestiere e lo fa con passione. Un lavoro che le procura gioie e dolori e che non le permette, sempre, di rimanere distaccata da quello che le succede intorno.
Una donna che parla con gli angeli sparisce all'improvviso e Vani (Silvana) verrà ingaggiata, prima per scriverle un libro, poi per il suo ritrovamento. Chi lo ha detto che scrivere è un lavoro sedentario??

Titolo: L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
Autore: Alice Basso
Casa Editrice: Garzanti
Anno: 2018 (Ristampa)
Pag: 269
Prezzo: 5,00 euro





VALUTAZIONE:



Ancora una volta i consigli librosi mi hanno fatto conoscere una nuova autrice totalmente fuori dalle righe. Per questo ringrazio ancora le sfide di lettura, in particolare la TUTTI AD HOGWARTS CON LE 3 CIAMBELLE che mi ha permesso di leggere il primo romanzo di una serie di quattro, per il momento, dedicato alla figura di Vani Sarca.

Che dire, non pensavo di rimanere attaccata alle pagine di questo romanzo come invece è accaduto nei momenti in cui il lavoro non mi impegnava. Il genere è quello della Gazzola, una sorta di giallo che unisce a sé anche una vena romance che non dà fastidio ad una lettrice come me che è poco incline alla lettura di romanzi esclusivamente d'amore.
Ma andiamo con ordine...

L'incontro con Vani Sarca, la protagonista di questo romanzo, è stato un colpo di fulmine. All'improvviso mi sono ritrovata a leggere di un personaggio in cui mi rispecchiavo completamente, a parte il menefreghismo nei confronti della famiglia, quello non mi appartiene.
Un personaggio diverso dal solito, che per una volta, non fosse legato alle solite protagoniste che aspirano alla famiglia, alla casa ben curata, al fidanzato perfetto e alla carriera solida e duratura. Insomma Vani è un personaggio che incarna perfettamente la normalità della vita di una donna di 34 anni che vive in modo indipendente e disincantato una quotidianità fatta di un lavoro che le piace e la sua solitudine pure.
Molti degli aspetti del carattere di Vani sono discutibili, certamente, ma sono proprio la sua scontrosità, il suo sarcasmo, la sua ironia, il  suo menefreghismo, gli elementi che la rendono indimenticabile. 
Per la prima volta mi sono ritrovata a leggere di un personaggio cui vengono affidati dei caratteri solitamente attribuiti a figure maschili. Una donna che è decisa nei suoi comportamenti, che sceglie di essere burbera per non essere "calpestata" e che proprio in questo suo atteggiamento nasconde la sua fragilità, come tutti.

Ogni personaggio creato dalla Basso in questo romanzo, per quanto poco o tanto compaia tra le pagine, è costruito in modo tale da lasciare una traccia del suo passaggio: l'opportunista Enrico, nonché datore di lavoro di Vani, sempre pronto a raggiungere risultati ottimali per la sua casa editrice e a non permettere la visione della sua punta di diamante al pubblico di lettori che dovrebbero lodare la sua ghostwriter piuttosto che i suoi scrittori ufficiali.
Riccardo, tanto bello quanto manipolatore, un uomo che stupisce e delude a pari merito. Un personaggio che comunque riesce a compensare quello di Alice. 
Un complementare, invece, è il commissario Berganza. Il classico commissario uscito dai telefilm anni 70 e 80, amante dei gialli, dal classico al più moderno. Un personaggio introverso, perspicace, che parla poco ma parla il giusto e che sorprende per il suo acume.
Infine Morgana, una Vani in miniatura e che per questo, credo, ci saranno ancora molte esperienze che faremo in sua compagnia, soprattutto per il confronto che Vani farà con il suo passato proprio tramite la piccola Morgana.
La storia in sé è stata molto gradevole, sicuramente ho apprezzato molto di più la parte dedicata alla vita di Vani, piuttosto che quella dedicata alla vicenda gialla, ma il suo ruolo di contorno non mi ha comunque infastidito.

Sicuramente è da apprezzare l'omaggio alla letteratura che la Basso introduce in molte delle pagine del romanzo, oltre, ovviamente alla figura stessa di Vani. Un romanzo che si legge bene, è una lettura piacevole che aggrada ancora di più grazie ad uno stile fresco, frizzante, ironico, che rende bene l'idea della protagonista e del ritmo che assume la storia, mai banale o deludente.

Insomma, credo che Alice Basso sia entrata a mani basse nel novero delle belle scoperte di questo 2018. Sicuramente appena avrò la possibilità comprerò tutti i volumi della serie perché è sempre positivo avere delle letture che lascino spazio alla tranquillità e al piacere di leggere senza doversi per forza impelagare in storie complicate o particolarmente intricate.
Una di quelle autrici Jolly che quando sei giù ti regala una risata e quando vuoi abbandonarti al relax è perfetta per la sua linearità e quel pizzico di intrigo che ci serve senza essere esageratamente fastidioso.
Insomma, la consiglio? Sicuramente si, a tutti coloro che, come me, non sono ancora incappati nella lettura di uno di questi romanzi.

Fatemi sapere se avete letto qualcosa di questa autrice, se avete letto le storie di Vani Sarca e se si cosa vi è piaciuto di più.
Spero di avermi trasmesso il mio entusiasmo in maniera decente, vi mando un abbraccio e vi auguro di fare delle bellissime letture... A presto!!!

lunedì 7 maggio 2018

WWW...RECAP DEL MESE... APRILE 2018

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


In questi giorni di festa ho letteralmente dimenticato la programmazione dei post e quindi, dopo qualche giorno in più del solito, vi mostro come è andato il mio mese di lettura EXTRA TBR.
Come al solito rispondo alle solite tre domande, tenendo la linea guida delle letture che ho fatto e mettendo i link ai titoli di cui vi ho già parlato così, nel caso voleste leggere una recensione che non avete letto potete farlo... Non mi resta che augurarvi BUONA LETTURA!!!


Cosa stai leggendo?





Anche per questo mese I PILASTRI DELLA TERRA di KEN FOLLET mi accompagna tra una lettura e l'altra. Sono arrivata a circa 200 pagine, la strada è ancora lunga, ma la mia è una scelta di leggerlo piano piano. Devo dire che, però, in questo mese ho letto pochissime pagine, impegnata in un'altra lettura lunga di cui vi parlerò nella Tbr. Nonostante tutto, posso dirvi che mi sta piacendo molto, anche se non sono ancora arrivata alla parte più succulenta :-)
L'altro titolo è L'IMPREVEDIBILE PIANO DELLA SCRITTRICE SENZA NOME di ALICE BASSO che sto leggendo per la sfida di lettura cui sto partecipando. Primo volume di una serie dedicata alla ghostwriter Silvana (Vani) Sarca. Non è affatto male come lettura, ma voglio vedere dove andrà a parare l'autrice che, almeno nella prima parte non mi sta proponendo molta varietà nella storia, il personaggio di Vani ì però, mi piace molto, quindi meglio mantenere alte le speranze :-)


Cosa Hai finito di leggere?



IL NIDO di CYNTHIA D'APRIX SWEENEY è stata una lettura particolare ma non entusiasmante.
Nonostante lo avessi puntato fin dalla sua uscita, al momento della lettura ne sono rimasta molto delusa. La trama parlava di intrighi e di sotterfugi tra fratelli per cercare di ottenere una sorta di eredità dal padre che avrebbe dovuto risollevarli dalle loro problematiche economiche. Quello che mi sono ritrovata a leggere è stato il nulla. 
Una sorta di serie tv inconcludente in cui ogni personaggio è egoista e pensa solamente alla sua vita e al suo fallimento legato all'idea che quei soldi potessero aiutarli.
Un romanzo che non mi è piaciuto nonostante ci siano delle tematiche importanti affrontate tra le pagine. Il tutto, però, senza una costruzione accattivante o che mi facesse andare oltre l'idea di una superficialità molto diffusa tra tutti i personaggi.






Fortunatamente il livello di lettura si è poi alzato con una garanzia, in realtà.
SINDROME DA CUORE IN SOSPESO di ALESSIA GAZZOLA è il terzo libro (in ordine di pubblicazione) in cui si racconta di come Alice Allevi decide di diventare medico legale dando vita a tutta la serie di avventure amorose e lavorative di cui è protagonista nei libri successivi.
Un romanzo in cui la figura di nonna Amalia fa da padrona come investigatrice d'eccezione.
In questo romanzo c'è la presentazione di tutti i protagonisti della serie che fin da subito dimostrano ironia, sagacia e professionalità nonostante la presenza dell'imbranatissima Alice.
Che dire, una lettura che risolleva il morale, ecco.









Non si tratta di un romanzo ma di un breve saggio dedicato alla figura delle donne e al ruolo da loro assunto nella Resistenza il libro di ILENIA CARRONELE DONNE DELLA RESISTENZA. Un saggio che ho letto in occasione della Festa di Liberazione Nazionale per omaggiare il movimento rivoluzionario grazie al quale si è riuscito a riconquistare la libertà e la democrazia.
Un saggio molto breve ma che permette di avere una infarinatura di quello che è stato il movimento partigiano e la natura della sua nascita.













LA MASSERIA DELLE ALLODOLE di ANTONIA ARSLAN è un romanzo doloroso che racconta il primo genocidio del XX secolo, quello degli Armeni del 1915.
Una storia struggente, commovente e decisamente triste che lascia con l'amaro in bocca e le domande che ci si pongono anche in relazione alla deportazione degli ebrei.
Un romanzo che racconta un episodio della vita della scrittrice che con coraggio ha deciso di regalare al mondo l'esperienza tragica che ha coinvolto la sua famiglia.
Leggerlo è dovere non tanto per piacere ma per conoscere quello che altre popolazioni hanno dovuto subire.











IL GRANDE GIOCO è il terzo volume della serie di manga dedicati alla figura dello Sherlock Holmes televisivo.
Un volume che ci introduce la figura di quello che diventerà il grande nemico di Sherlock, Moriarty.
Un volume che finisce con una sospensione che lascia presagire il proseguimento della serie anche a fumetti e che non so se continuerò, a dire la verità.
La prima serie tv, quella relativa a questi tre manga, mi aveva colpito, ma nel continuare a vederla mi sembra tutta una ripetizione, quindi non so se mi stia convincendo molto.












SILVERWOOD LAKE di SIMONA BINNI è la graphic Novel di cui vi parlerò in questo mese.
Una lettura che mi è piaciuta moltissimo, per la storia, per i disegni e per quel senso di attesa e malinconia che si cela dietro tutte le storia che la Binni ci racconta tra le pagine di questo libro.
Una lettura che consiglio a tutti, che si fa alla velocità della luce per quanto è accattivante e coinvolgente.












L'ultima lettura di cui vi parlo brevemente è CHIRU' di MICHELA MURGIA che ho letto sia per la sfida di GOODREADS, (a proposito cercatemi se avete un profilo, sono MIKLA, ovviamente, riconoscerete l'immagine della fata che vola tra i libri :-) ) sia per quella che sto facendo per quest'anno, la TUTTI AD HOGWARTS CON LE 3 CIAMBELLE. 
Un romanzo che, devo dire, non mi ha particolarmente entusiasmato. Personaggi criptici e particolarmente ermetici popolano le pagine di un romanzo che sembra più un monologo alla ricerca di qualcosa di non precisato, serenità? Consapevolezza di sé? Pace con se stessi?
Insomma, non so, non mi ha colpito, nonostante le premesse, ecco.







Cosa leggerai in seguito?


OGNI GIORNO di DAVID LEVITHAN è la lettura che mi ero ripromessa di fare la scorsa tbr ma non ci sono riuscita, quindi, siccome la curiosità ancora c'è mi dedicherò a questo romanzo che è piaciuto a moltissime persone, vediamo se non sarò la solita bastian contrario :-/


Bene amici, non pensavo di aver letto così tanto, e invece ne è uscito un bel bottino, direi.
Avete letto qualcosa di questa carrellata? Conoscete questi autori? Cosa ne pensate delle mie letture?
Il vostro mese come è andato? Fatemi sapere tutto nei commenti, se vi va!
Vi mando un abbraccio e vi auguro di fare tantissime letture e altrettanti viaggi!!! A presto...

venerdì 4 maggio 2018

BIG or small? ... QUESTA VOLTA COSA HO LETTO?

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Nuova recensione per questa rubrica che, mi rendo conto solamente adesso, mi sta portando a leggere molte dei volumi che possedevo da tempo e che si potrebbero leggere tutti in poco tempo.
Da qui la mia domanda è: MA PER QUALE ARCANO MOTIVO MI ACCUMULO PURE QUESTE LETTURE? Se non si fosse ancora capito anche questa volta ho letto uno Small book e non mi ha neanche particolarmente entusiasmato, ma vi racconto nel post, BUONA LETTURA!!!



CHIRU'

MICHELA MURGIA 




TRAMA: Chirù ha 18 anni e vuole diventare musicista. Eleonora ha 38 anni ed è una affermata attrice di teatro. Il loro incontro è casuale ma ne nasce una relazione molto stretta e complicata dalla quale ne emerge una rivisitazione del passato per Eleonora e la scoperta di volere ancora stupirsi come quando aveva 18 anni.


Titolo: Chirù
Autore: Michela Murgia
Casa Editrice: Einaudi
Anno: 2015 (Ristampa)
Pag: 191
Prezzo: 12,00 euro




VALUTAZIONE:



La motivazione che mi ha spinto a leggere questo romanzo è perché mi serviva per due sfide di lettura, quella di Goodreads di una ragazza che fa video su youtube, e quella delle TRE CIAMBELLE. Nella prima mi si chiede di leggere un romanzo di un autore omonimo (stesso nome o cognome, in questo caso nome.. Mi chiamo MICHELA anche io), la seconda il libro di una autrice italiana vivente e se non mi sono sbagliata la Murgia è viva e vegeta, quindi direi che ci siamo.
Tutto questo per dire che la volontà di leggere un suo romanzo c'era ma non particolarmente in questo momento, ecco, ma non credo che questo abbia poi condizionato la mia scelta di voto.

Ho iniziato a leggere questo romanzo molto breve sapendo che la Murgia è solita giudicare i libri degli altri, ma non mi sono mai veramente avvicinata a lei come autrice. Avrei voluto leggere ACCABADORA ma avendo giù questo mi sono un po' accontentata, per ora.
Insomma le premesse non erano buone fin dall'inizio, ma la lettura non mi ha aiutato.

Ho letto la storia di Chirù in due giorni e non mi ha lasciato nulla, anzi, un senso di fastidio che non so ben spiegare legato alla volontà di trovare qualcosa di speciale in un libro scritto da qualcuno così ben visto. 
Invece le mie aspettative sono state completamente deluse. Il voto di due farfalle è legato solamente alla scrittura della Murgia, abbastanza poetica ed evocativa da farmi sicuramente recuperare altro. La piacevolezza della scrittura, però, non si ritrova nella storia che, a mio avviso, non ha nulla di innovativo, di non letto o sentito.

La vicenda di Chirù è quella di un giovane che vuole entrare nel mondo dello spettacolo e lo fa avvicinandosi ad una donna affermata che diventerà la sua mentore. Va da sé che lo sviluppo e l'avvicinamento tra i due porta, banalmente, all'innamoramento dell'allievo per la sua insegnante. Per questo dicevo che non c'è nulla di nuovo.
Da questo rapporto, però, Eleonora fa un percorso interiore che la porterà a ripercorrere molte delle sue vicende personali e alla paura di non essere in grado di portare avanti il suo compito di mentore.

Per tornare al mio personale giudizio... 

Nonostante la lettura sia velocissima da affrontare, la difficoltà maggiore è la noia che questa storia si porta dietro. Una storia in cui ci sono dei protagonisti difficoltosi che non hanno un momento di felicità neanche se li paghi. Una relazione che sta sempre in un equilibrio precario tra il piacersi, il non potersi avvicinare più di tanto, il voler portare avanti un obiettivo e la paura di non farcela.
Nel frattempo si scopre che lei ha un passato sofferto (ma guarda un po') e lui è parte di una famiglia talmente tradizionale da non accettare completamente la natura artistica del figlio e il percorso che ha scelto per entrare a far parte di quel mondo (banalmente!)
Purtroppo non mi è andata giù per niente questa storia. Credo che sia un concentrato di banalità priva di inventiva. Una storia che quando finisci di leggerla ti chiedi quale sia stato lo scopo dell'autore e il perché abbia voluto creare una storia che non portava da nessuna parte.

Sinceramente mi aspettavo qualcosa di più, non basta descrivermi la vita di un personaggio per fare un libro interessante, o meglio, ho letto libri molto belli anche senza che ci fosse una storia particolarmente piena di eventi dietro (vedi DIARIO D'INVERNO di PAUL AUSTER) ma in questo caso proprio non ce l'ho fatta.
I due protagonisti sono antipatici, lei è una borghese con  la puzza sotto il naso che ha fatto tanto per ribellarsi alla rigidità del padre da diventare pure peggio, lui è un ragazzino che si invaghisce e si attacca alla donna come se fosse una cozza sullo scoglio e non ha un minimo di maturità.
Insomma una lettura di cui salvo solamente lo stile e basta, un finale che più scontato non si può e una costruzione talmente lineare e noiosa da essere prevedibile già a pagina cinque.
Mi dispiace molto ma, almeno in questo romanzo la Murgia non mi ha segnato in alcun modo, direi che è un libro che si può tranquillamente dimenticare.

Fatemi sapere se avete letto qualcosa della Murgia, anche se non credo ci siano moltissimi suoi romanzi in giro. 
Cosa ne pensate e se, nel caso un cui lo abbiate letto, mi consigliate la lettura di ACCABADORA o mi devo spettare una delusione anche in quel caso.
Vi mando un abbaraccio e vi auguro buone letture amici... A presto!!!

mercoledì 2 maggio 2018

TBR 19#... OVVERO TENTIAMO DI DARCI UN ORDINE DI LETTURE... MAGGIO 2018

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO  BLOG!!!

Un altro mese è passato velocemente e sono arrivata, di nuovo, al momento critico della scelta delle letture da fare... Questo mese ancora più del solito perché ero partita con delle idee, ma poi, i giorni che sono stata a casa dal lavoro con varie feste e ponti, mi hanno permesso di leggere di più e tutto si è stravolto. Ma vediamo un po' come è andato il mese di APRILE e poi la scelta delle letture di Maggio.
Il recap del mese uscirà la prossima settimana, quindi vi anticipo che ho fatto molte letture più o meno belle portate a termine per la sfida di lettura che sto facendo quest'anno.
La tbr è andata bene, direi, due libri su tre portati a termine con successo e uno di questi era lunghisssssimo... Ma vi racconto nel post, BUONA LETTURA!!!




Il primo libro letto della TBR di APRILE è stato LA NOTTE DELL'OBLIO di LIA LEVI. Una lettura che, purtroppo, ha deluso le mie aspettative nonostante ci fossero dei particolari che ho apprezzato.
Un romanzo in cui la parte storica mi è risultata molto più interessante rispetto alla storia, lentissima, dei personaggi.
Sicuramente una storia dolorosa ma resa in un modo che non mi ha permesso di empatizzare con i personaggi che la hanno popolata.
Purtroppo ho trovato la narrazione troppo lenta e la storia delle protagoniste non mi ha dato nulla di nuovo rispetto a vicende già lette, insomma una lettura no!
 








Libro che, invece, mi ha restituito la gioia della lettura è stato il secondo volume della Trilogia Millennium di STIEG LARSSON ovvero LA RAGAZZA CHE GIOCAVA CON IL FUOCO.
Una storia avvincente, intricata e coinvolgente che ci ha permesso di avere una quadro più ampio del personaggio di Lisbeth Salander e del suo passato.
Un libro che ti fa rimanere attaccato alle pagine per il ritmo serrato con cui è scritta la storia. 
Accanto alla ricostruzione della vita di Lisbeth l'autore non manca di mettere il suo lato femminista con l'affrontare la tematica della vendita e sfruttamento della prostituzione delle ragazze dell'Est Europa.
Insomma, un thriller mozzafiato con tematiche sociali importanti.
Da Leggere!!!









Libro inserito nella terzina ma con riserva è stato OGNI GIORNO di DAVID LEVITHAN che rimane nel mio interesse di lettrice ancora per questo mese, quindi potrei mettere questo romanzo come jolly e poi inserire altri titoli nella tbr del mese di MAGGIO con la speranza di riuscire a leggere tutto :-)
Sì dai, facciamo così... David Levithan lo leggerò sicuramente in questo mese e ora vi mostro le tre scelte che ho fatto da inserire nella TBR ufficiale di MAGGIO 2018.




L'IMPREVEDIBILE PIANO DELLA SCRITTRICE SENZA NOME di ALICE BASSO è il primo libro della tbr. Gioco facile? E diciamo di si, è uno dei romanzi che mi servono per la sfida di lettura, ma è comunque una lettura da fare quindi non vedo perché non poterla inserire nella tbr del mese.
Un romanzo, primo di una serie di cui, credo, siano stati pubblicati altri tre romanzi, con protagonista una ghostwriter che non ha peli sulla lingua, leggermente sociopatica e fermamente convinta delle sue idee che viene incastrata nella sparizione di una sorta di santona che vede angeli... Insomma un romanzo che non mi sta dispiacendo affatto. 
Si, perché è già in lettura :-/










I PARASSITI di DAPHNE DU MURIER è un romanzo che ho comprato da pochissimo e che mi ha incuriosito fin da subito.
Dovrei leggerlo seguendo un gruppo di lettura ma col fatto che ormai si usa solamente instagram e io non lo sto facendo non so se poi sia fattibile per me... MMM... comunque credo che lo leggerò ma non so fino a quando riuscirò a gestire anche questa lettura.
Ma poi, pure se la finisco a Giugno il problema dove sta??? Va beh!













Terzo volume da leggere è I FIGLI DEL CAPITANO GRANT di JULES VERNE. La voglia di avventura mi ha preso e ho deciso di riprendere in mano uno scrittore che sicuramente non mi deluderà.
Ho amato VIAGGIO AL CENTRO DELLA TERRA e IL GIRO DEL MONDO IN 80 GIORNI e mi sono decisa a recuperare anche questo, primo volume di una trilogia ideale che continua con 20000 LEGHE SOTTO IL MARE  e L'ISOLA MISTERIOSA che già possiedo, quindi non mi rimane che leggere.






In tutto questo, ovviamente, vorrei continuare a leggere la storia della contea di KINGSBRIDGE dei PILASTRI DELLA TERRA di KEN FOLLETT, quindi direi che ho abbastanza materiale da portare avanti per questa mensilità.
Voi avete già fatto i vostri programmi di lettura? Avete deciso quali viaggi farete e quali personaggi e terre incontrerete?
Fatemi sapere se avete letto questi libri o se avete letto altro di questi autori.
Vi mando un abbraccio e vi auguro di fare bellissime letture!!!

venerdì 27 aprile 2018

RECENSIONE "LA MASSERIA DELLE ALLODOLE" di ANTONIA ARSLAN

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


Come state amici? E' arrivato un accenno di estate dalle mie parti e la voglia di fare comincia a scarseggiare... ma cerco di mantenere la lettura come punto fermo :-)

Il libro di cui vi parlo oggi è il primo della tripletta che leggerò per questo mese per la TUTTI AD HOGWARTS CON LE 3 CIAMBELLE rispondente all'obiettivo di LEGGERE UN LIBRO IL CUI TITOLO INIZI PER M.
Un romanzo che regalai a mia madre qualche anno fa e che avevo già intenzione di leggere quest'anno, con la sfida ho anticipato i tempi, ecco.
Vi racconto come è stata la mia esperienza con questo libro nel post, buona lettura!!!




TRAMA: Il  24 Aprile 1915 è un giorno buio per il popolo Armeno, il giorno in cui ha inizio il primo genocidio del ventesimo secolo. Al grido di "La Turchia ai Turchi" ogni persona di origine armena venne trucidata e costretta a delle lunghe camminate nei terreni desertici dell'Anatolia.

La masseria dell Allodole è il simbolo di quanto successe in quegli anni e l'inizio di quella diaspora che ha portato gli armeni a disperdersi nel mondo.



Titolo: La masseria delle allodole

Autore: Antonia Arslan
Casa Editrice: Bur
Anno: 2015 (Ristampa)
Pag: 233
Prezzo: 15,00 Euro





VALUTAZIONE:




E' sempre difficile dare un giudizio a libri che trattano argomenti difficili come questo. Ma nel momento in cui si sceglie di leggere e di pubblicare le proprie opinioni, arriva anche il momento in cui si deve dare un voto alla lettura che si è fatta.
Sicuramente non c'è voto che possa essere dato dal punto di vista umano, ma cercherò, nonostante tutto, di dirvi cosa ne ho pensato di questa scrittura.
Un romanzo che è autobiografico e di testimonianza di quanto successe ad una delle famiglie Armene, quella della autrice, appunto, durante gli anni di quello che passerà alla storia come genocidio degli Armeni.

La narrazione inizia con il presentarci una cultura che, io personalmente, non conoscevo. Un popolo sempre in festa, allegro, ricco di tradizioni canore, religiose, culinarie, ricche di quel senso di appartenenza alla propria patria, alle proprie radici, sebbene lontane.
Una famiglia, quella di Sempad e Shushanig, piena di donne e bambini che scorrazzano per il cortile o tra le gambe delle donne tutte intente a preparare il pranzo di Pasqua.
Una famiglia come tante, si direbbe, una famiglia rispettata per la generosità che Sempad, il farmacista del paese, mostra non solo nei confronti di tutti quelli che entrano nella sua bottega, ma anche nei confronti di chi ha bisogno.
Un paese multiculturale quello che ci mostra la Arslan nelle prime pagine del romanzo, di cui non ci dice il nome, però, abitato da curdi, armeni, turchi, greci che convivono pacificamente l'uno con l'altro, fino a quando i Turchi, all'affacciarsi del sentore della Prima Guerra Mondiale, decidono di riprendersi ciò che è loro, dimenticando la natura gioviale di chi ha convissuto con loro fino al giorno precedente.
Tutto arriva all'improvviso, velocemente, inaspettato, incredibilmente, il Kaimakan del luogo (Una sorta di capo militare) ordina di riunire tutti i capofamiglia per ucciderli. 
Il terrore comincia a diffondersi tra le strade e tutto precipita.

Le pagine del libro sono tutto uno scorrere veloce degli eventi, un precipitare continuo dentro la bestialità umana che ad ogni pagina si dimostra sempre più crudele e imperante.
Un romanzo struggente, indubbiamente, a prescindere dal piacere o meno che si ha di leggerlo. Personaggi che in poche pagine ti fanno affezionare a loro e per i quali si soffre ad ogni sopruso.
Antonia Arslan ha avuto coraggio nel voler ripercorrere una pagina così dolorosa della sua famiglia, una storia, la sua, come di tutto il popolo armeno, che non ha avuto molto clamore rispetto al più noto eccidio degli ebrei, ma è altrettanto cruento il modo in cui sia cercato di mettere fine a questo popolo.

Il romanzo, seppur breve, è intenso, doloroso. La Arslan non si risparmia nelle descrizioni delle torture e uccisioni che vengono condotte dai soldati turchi e lo fa con un linguaggio asciutto, diretto, che non lascia spazio alla pena, al dolore. Il lettore è spinto proprio da questa "facilità" nella lettura a procedere per vedere che fine farà il resto della famiglia.
Un romanzo che celebra il coraggio delle donne di portare avanti la famiglia con dignità, nonostante le sofferenze, le difficoltà, i soprusi.
Dal punto di vista della storia, si può dire che non c'è nulla di bello in questa vicenda, mi spiego meglio. Non si può parlare di un romanzo del genere ed essere felici di averlo letto come se fosse una storia di intrattenimento.
Ci troviamo davanti ad una pagina terribile della storia mondiale e questo basta per dare a me, quantomeno, la giusta motivazione per leggere un libro del genere: conoscere ciò che è stato.

Dal punto di vista narrativo e di intrattenimento, è sicuramente un romanzo che tira un bel pugno nello stomaco e ti lascia con una grande tristezza interiore che rimane per giorni.
I personaggi sono tutti così reali e ben caratterizzati che non puoi non renderli parte della vita quotidiana. La Arlsan riesce a farti vedere quello che succede, le immagini della cucina e della preparazione del pasto di Pasqua, il funerale che apre il romanzo, e poi la strage e le sofferenze successive, sono vivide. 
Il caldo, la sete, la paura sono tutte sensazioni tangibili che non mi hanno permesso di allontanarmi troppo dalle pagine del libro.

Se da una parte c'è, quindi, la volontà di dare spazio ad un evento così poco noto, dall'altra, anche la necessità di rendere giustizia ad un popolo che, a causa di questi eventi ha perso la propria patria, ha perso la possibilità di vivere il proprio territorio costringendoli a dover trovare radici in terre straniere e lontane dal resto della famiglia.
Un romanzo ricco di cose belle e brutte, di speranza, di forza femminile, di voglia di farcela e di ricostruire.
Un romanzo che cattura e che senza giri di parole racconta quello che è stato, non pensando alla reazione di chi possa leggerlo o alla necessità di dover addolcire l'accaduto.
Un narratore onnisciente che a volte dà fastidio per la sua presenza, soprattutto quando parla di ciò che accadrà. Un elemento che, devo dire, non mi ha fatto impazzire e che non mi ha permesso di dare voto pieno, sebbene 4/5 non sia male come votazione per i miei standard.

Lo consiglio? Sicuramente a chi ha interesse per questi argomenti, a chi ama la storia, chi non ha problemi nel leggere storie di questo tipo.
Un romanzo che insegna e che ci permettere di conoscere una parte della storia che viene messa da parte troppo spesso.

Fatemi sapere se avete letto questo libro, se conoscete l'autrice, se avete letto altro di suo, io vi auguro di passare un buon Weekend, di leggere tante belle storie e di fare tantissimi viaggi tra le pagine dei vostri libri... A presto e buone letture!!!