mercoledì 13 dicembre 2017

RECENSIONE "STORIA DI UNA LADRA DI LIBRI"di MARKUS ZUSAK

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Quella di oggi è una recensione che mi porterà a completare due delle sfide di lettura che ho iniziato quest'anno e a cui sono contentissima di aver partecipato e, pur avendo subito una battuta d'arresto, sono comunque contenta di aver conosciuto nuovi autori e nuove persone con la mia stessa passione, sto parlando de LA RUOTA DELLE LETTURE e della THE HUNTING WORD CHALLENGE.

Ma passo adesso a raccontarvi quali sono state le mie impressioni su questo libro e la sua storia, vi auguro una buona lettura.



TRAMA: Liesel è bambina adottata che si trova a vivere con una madre irascibile e scontrosa ed una padre dolce e pieno di attenzione nei suoi confronti nella Germania della Seconda Guerra Mondiale.
Liesel conosce la lettura grazie al suo nuovo papà e nasce in lei una passione infinita per i libri che la porta a compiere dei furti, pur di conoscere nuove storie.
Una storia di amicizia e di passione che si snoda in anni difficili e pieni di paura in una Germania che, credendosi vittoriosa e forte, vede cadere, gradualmente, i suoi ideali.


Titolo: Storia di una ladra di libri
Autore: Markus Zusak
Casa Editrice: Pickwick
Anno: 2015 (Ristampa)
Pag: 564
Prezzo: 14,00 euro




VALUTAZIONE:



Di questo libro se ne è fatto un gran parlare quando uscì il film ed io, come al solito, arrivo moooolto tempo dopo, ma non importa un granché giusto?
Un romanzo di cui tutti parlano benissimo e che ho messo un po' di pagine prima di riuscire ad apprezzare.
La mia passione per le storie ambientate durante gli anni delle guerre mi ha sempre portato a comprare romanzi che, in un modo o nell'altro mi sono piaciuti. Li compro, nella maggior parte dei casi, a scatola chiusa perché sono convinta che ogni storia può raccontarmi un piccolo pezzo in più di un epoca di cui si conoscono solo i morti e i bombardamenti.
Questo romanzo non è stata una eccezione al genere e sono contenta di averlo letto perché, per una volta, ci troviamo davanti la storia di un popolo che ha vissuto la guerra anche se non da "vittima", ma da elemento coinvolto nella storia del proprio paese.

I protagonisti di Storia di una ladra di libri sono i tedeschi della Germania del 1939, quando tutto ebbe inizio l'apice e la decadenza di un ideale che faceva capo ad un uomo che nel futuro vedeva solo la sua supremazia sul mondo.
Nello specifico Zusak ci racconta la storia di Liesel, una ragazzina di 10 anni che viene data in adozione ad una coppia di tedeschi molto particolari e con qualche piccolo scheletro nell'armadio in un periodo di terrore, paura.
Quella che viene raccontata in questo libro, però, non è solo la storia della Germania della guerra, ma è un romanzo che raccoglie al suo interno molte tematiche che vanno dalla Guerra, che fa da sfondo alla vicenda, all'amicizia, alla passione per la lettura, al valore di una famiglia che non necessariamente deve essere quella di nascita.
Una famiglia piuttosto strana quella in cui si ritrova Liesel, con due genitori all'opposto, una madre scorbutica e un padre dolce e gentile che la accoglie dandole il calore e l'affetto di cui aveva bisogno. 

La particolarità di questo romanzo è la voce narrante cui l'autore attribuisce sentimenti e poeticità, quasi a voler scongiurare la paura che si possa avere di lei. Non vi dirò di chi sto parlando, sebbene credo siano in pochi a non conoscere questa storia.

Il romanzo in se è ricco di immagini e avvenimenti che si susseguono in un crescendo parallelo anche alla gravità della situazione storica del periodo. Il tutto viene reso in modo realistico dalla presenza di questo narratore onnisciente che un po' conforta e un po' gioca con il lettore anticipando o accennando eventi che succederanno da lì a qualche pagina.
E' proprio questa interazione che mi è piaciuta di questo romanzo, sebbene inizialmente avessi fatto fatica ad entrare in sintonia con lo stile di questo autore.

Il personaggio di Liesel è molto ben caratterizzato, sia nel suo essere bambina che nella maturità inevitabilmente raggiunta per gli eventi della sua vita. Ma il suo essere solamente una bambina, se qualche volte il lettore lo dimentica, lo scrittore è pronto a ricordarlo attraverso eventi o gesti o interazioni con altri personaggi.
L'amicizia è un ingrediente importante, non solo per l'andamento della storia, quanto per la vita di Liesel e di suo padre, un tema che funge, in un certo senso, da motore per la vita di tutti i protagonisti. 
Ho apprezzato molto il fatto che Zusak avesse voluto creare i genitori come due personaggi che solo apparentemente si discostano tra di loro, la descrizione fisica che ne fa è uno degli elementi che li differenzia, come pure il diverso atteggiamento verso il mondo che li circonda.
Attorno alle figure dei nostri protagonisti, infatti, c'è una città devastata dalla povertà, dalla guerra e dai bombardamenti che la Germania subisce soprattutto dal 1942 in poi. Una realtà che coinvolge il lettore e che personalmente mi ha portato a leggere velocemente le ultime duecento pagine del libro.

Un romanzo bello, sicuramente, nostalgico e triste, anche. Un romanzo che ci racconta di come fare del bene in quel periodo non fosse sempre la cosa giusta da fare, anche se poi si è pronti a subire le conseguenze dei propri gesti. Un romanzo che insegna come l'amicizia sia importante per superare delle difficoltà. Un romanzo sulla passione per i libri che, sebbene rimanga sullo sfondo, mette in evidenza come una storia raccontata ci possa allontanare dalla paura e dalla preoccupazione ed essere salvifica.
Un romanzo sicuramente da leggere se si amano le storie di guerra ma anche se si vogliono riscoprire valori che vengono messi da parte, a volte.

Una bella lettura che mi ha accompagnato in questi primi giorni del mese e che sono molto contenta di aver portato a termine con una curiosità e un coinvolgimento crescenti.

Fatemi sapere se avete letto questo libro, se vi è piaciuto, se avete visto il film e cosa ne avete pensato. Spero di aver scritto una recensione decente e che vi abbia incuriosito, almeno un po'!
Adesso vi saluto cari amici, vi mando un abbraccio e vi auguro di fare bellissime letture!!!

2 commenti:

  1. Ciao Mikla! Amo molto leggere romanzi e testimonianze delle grandi guerre, proprio perché son periodi che non smetteremo mai di cercare di indagare e comprendere. Proprio oggi ho iniziato Io non mi chiamo Miriam, che racconta la storia di una donna rom sopravvissuta ai campi di concentramento, un aspetto del nazismo che non avevo mai affrontato in letteratura! Per quanto riguarda la Ladra di libri, ho mezzo visto il film in tv e mi ha trasmesso l'idea di un'opera che avrei molto amato da ragazzina. Non so se sia pensato principalmente per ragazzi o meno, e potrei sicuramente apprezzarlo anche ora, ma non sento la necessità di leggerlo, ecco. Comunque bellissima recensione ^^

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    1. Ciao Julia :-) IO NON MI CHIAMO MIRIAM è un romanzo che sto puntando da un po' di tempo e ancora non ho avuto modo di recuperarlo, ma sono sicura che lo leggerò sicuramente. Devo dire che non ho sentito molto la destinazione giovanile del libro, certo i protagonisti sono dei ragazzini, ma questo non va a influenzare la lettura, o almeno per me è stato così. Per me è stata una bella lettura :-)

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