lunedì 20 novembre 2017

RECENSIONE "TUTTO IL NOSTRO SANGUE" di SARA TAYLOR

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Dopo giorni di latitanza completa dovuta alla venuta di una malefica nevralgia facciale che mi ha devastato il cervellino e la capacità di comprendere qualunque cosa intorno a me, torno con una nuova recensione in cui vi parlo di un libro STRANO che ha fatto molto parlare di sé e non sempre positivamente.
Ma prima vi raccontarvi cosa ne penso vi lascio le informazioni base e vi auguro BUONA LETTURA!!!



TRAMA: Siamo sulle isole Shore al largo della costa della Virginia. Gli eventi raccontati abbracciano un arco temporale lunghissimo che va dal 19855 a 3143 in un incedere veloce le vite di vari personaggi si alternano in scene di devastazione morale, dolore, gioia e tentativi di migliorare la propria vita pur con difficoltà. Una storia molto particolare che vuole dare un messaggio terrificante o di speranza, dipende dalle interpretazioni dei lettori.

Titolo: Tutto il nostro sangue
Autore: Sara Taylor
Casa Editrice: Minimum fax
Anno: 2016
Pag: 337
Prezzo: 18,00 euro




VALUTAZIONE:



Sono arrivata a leggere questo libro per curiosità, ne sono stati dati dei pareri molto contrastanti che mi hanno portato a volerne avere uno mio personale e così, approfittando della THE HUNTING WORD CHALLENGE per la quale ho spuntato la parola SANGUE, mi ci sono avvicinata!
Non sono una cultrice della letteratura americana in generale, o almeno non ne conosco la storia o le varie correnti per dare qui un parere tecnico. Quello che mi limiterò a fare è, come sempre, esprimere la mia personale opinione su una lettura fatta.
So che queste cose sono abbastanza ovvie, ma è sempre bene ricordarle, visto mai che qualcuno mi leggesse per la prima volta ;-)

La prima cosa che ho pensato leggendo questo libro è stata MA CHE RAZZA DI MONDO ESISTE??? E questo solo dopo aver letto il primo capitolo che mi ha completamente spiazzata sul finale.
Poi ho continuato a leggere le vicende che la Taylor ci propone non capendoci molto sul perché fossero state inserite in un'unica storia, ma trovando, come elemento comune a tutte una casa di legno a più piani, piuttosto disastrata e maltenuta e sperduta in un punto dell'isola tra i boschi e la costa riscoperta di gusci di ostriche e granchi, oltre a violenza e degrado, materiale e morale.
Quella che la Taylor ci presenta in questo romanzo è una sorta di storia familiare che si intreccia con la distopia nella parte finale e ad un tempo post-apocalittico del quale l'intera popolazione delle Shore ne porta i segni.

Non ci troviamo in un mondo tranquillo e sereno, tutto è desolazione, brutalità, violenza, e attraversato da un senso di aridità umana che lascia pensare. 
Un romanzo, se così vogliamo definirlo, molto particolare che non è molto facile da seguire e che, per questo motivo è anche difficile poterne parlare.
L'intreccio narrativo è costruito in modo da intervallare varie vicende ambientante in epoche anche molto distanti tra loro e la grande quantità di personaggi che vengono coinvolti non permette una facile individuazione del soggetto dell'epoca trattata.
Confesso che ci sono stati dei capitoli che pur leggendoli non sono riuscita a capire dove l'autrice volesse andare a parare e questo ha decisamente influito molto sul mio voto alla lettura.
L'alternanza di storie è caratterizzata dalla presenza di personaggi problematici, pieni di rancore e amore per una terra che pur offrendo poco è comunque in grado di legare a sé i suoi abitanti, nel bene e nel male. Questo elemento lo si percepisce in tutte le storie che si raccontano. Ma adesso vi parlo più specificatamente di quello che ho pensato del libro.

Credo che la Taylor abbia posto le basi per una storia familiare che avrebbe potuto essere rappresentata in un modo migliore e diverso dal caos che questo libro rappresenta. Il fatto che vi siano raccontate delle vicende ambientate in epoche diverse non è l'elemento che disturba la lettura, ma è il posizionamento che queste storie assumono nel volume. Una storia del 1995 si trova vicina a quella dell'800 e poi a quella 2010 e non ci sono elementi comuni a nessuna delle tre. L'autrice sembra voler raccontare episodi della vita di una famiglia di cui inserisce un albero genealogico all'inizio del libro ma di cui è comunque difficile seguire le tracce, soprattutto per chi, come me, legge la versione e-book.
Un romanzo che non dà alcuna certezza narrativa e con un finale che non si capisce da cosa sia derivato. Si passa di palo in frasca e ci ritroviamo solamente alla fine a capire che il soggetto del penultimo capitolo è la ragazzina che parla nel primo. A questo segue un capitolo ambientato in un futuro distopico che esce fuori dal nulla come se fosse un fungo nato in un bosco dopo una notte di pioggia.

Diciamo la verità, può pure essere un romanzo rappresentativo della letteratura americana contemporanea, ma a me non ha lasciato nulla a parte una confusione enorme e un senso di tristezza e impotenza nei confronti di situazioni che non hanno alcun tipo di logica o spiegazione, almeno in questo contesto narrativo.
Per non parlare dello stile che si fa fatica a comprendere nel momento in cui ti trovi a cambiare capitolo e davanti hai prima una terza persona, poi la prima, poi la seconda, e poi di nuovo torni alla terza. 

Non lo so, non è una lettura che mi ha soddisfatto, è stato difficile tirare le somme di questo libro e non so se sia una lettura da consigliare, in realtà. Ci sono molte scene il cui senso non si capisce, molte sono violente ed esplicite, quindi forse anche per questo non so se possa essere una lettura adatta a tutti. E' una lettura difficile e per la quale serve una concentrazione particolare per seguire le varie vicende.

Bhe, credo che dopo il fiume in piena che ho creato sia il caso di salutarvi. Fatemi sapere se avete letto questo romanzo, se ne avete sentito parlare, cosa ne pensate della recensione, se si riesce a capire qualcosa e soprattutto avete qualche consiglio su come poter conoscere qualcosa della letteratura americana contemporanea?
Fatemi sapere nei commenti, se vi va, io nel frattempo vi saluto e vi mando un grande abbraccio... BUONA LETTURA A VOI AMICI VIAGGIALETTORI... A presto!

venerdì 10 novembre 2017

RECENSIONE "I MEDICI. UNA DINASTIA AL POTERE" di MATTEO STRUKUL

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


Ebbene si, anche io sono approdata nella Firenze del 1400 e ho conosciuto la sete di potere, gli intrighi, le passioni e l'amore di una delle famiglie più importanti del nostro paese.
Ho letto il primo capitolo di quella che, ormai, è una tetralogia grazie alla RUOTA DELLE LETTURE per l'obiettivo LEGGI UN LIBRO CHE HA VINTO IL PREMIO BANCARELLA ed eccolo qua, fresco fresco di premio.
Vi racconto le mie impressioni nel post, BUONA LETTURA!!!



TRAMA: Firenze 1439. La cupola di Santa Maria del Fiore è in costruzione, la città freme nel vederla terminata. Con il popolo anche Cosimo De Medici che vede in essa la realizzazione di un progetto ben più grande, riuscire ad affermare il prestigio della sua famiglia sulla città, e non solo. Ma Firenze è terra di conflitti e intrighi politici che iniziano con il sospetto avvelenamento di Giovanni (padre di Cosimo e Lorenzo) che la storia ci ha ben raccontato e di cui, questo romanzo, ci offre uno scorcio importante.



Titolo: I Medici. Una dinastia al potere
Autore: Matteo Strukul
Casa Editrice: Newton Compton 
Anno: 2016
Pag: 382
Prezzo: 9,90 euro




VALUTAZIONE:



Era da tempo che l'idea di leggere un romanzo storico si faceva strada nella mia mente e quando, con la sfida, mi è uscito questo obiettivo non ho esitato un secondo ad andare in libreria e prendere questo romanzo.
L'idea che si tratti di una serie di libri, da una parte non mi dispiace, così da avere un quadro completo, se vogliamo, di quello che è stata la famiglia Medici. Dall'altra non vorrei comprare altri libri, in vista del salone del libro sull'editoria indipendente che faranno a Roma tra qualche settimana, dove sicuramente qualcosa comprerò, se riuscirò ad andarci :-/.
Insomma, la mia curiosità barbina nel voler proseguire la serie è a livelli esagerati ma cercherò di trattenere le mie manine bucate, ecco!

I MEDICI è un romanzo storico che mi ha coinvolto fin dall'inizio. Il racconto di questa famiglia si concentra sul momento in cui la loro sete di potere si fa prepotente.
La morte improvvisa di Giovanni, il capostipite, porta la fine di una tranquillità che, molto probabilmente, la famiglia aveva solamente immaginato di vivere. Con la sua morte, infatti, Cosimo e Lorenzo cominciano ad indagare su chi possa essere stato e sulle ragioni che hanno portato a un gesto del genere evidenziando una idea di loro che non era rosa e fiori, da parte di tutti coloro che avevano intorno.

La Firenze che Matteo Strukul ci racconta è quella attraversata da una serie di lotte intestine tra le famiglie nobili della città. I Medici sono degli importanti banchieri e come tali hanno rapporti molto stretti con il papato e con altri rappresentanti dei ducati dell'epoca.
La fama porta invidia, e tale è il motore che spinge Rinaldo degli Albizzi, i Visconti di Milano e Palla Strozza (per indicare solo alcuni dei personaggi che appaiono nel romanzo) ad attaccare i Medici sia politicamente, sia personalmente. In particolare Cosimo costantemente oggetto di tentati omicidi da parte di Rinaldo degli Albizzi, il cui non riuscirci porta solo l'aumento di un'acredine che diventa percepibile in ogni pagina che lo vede protagonista.

Nel libro, però, non c'è solamente la rappresentazione delle congiure e degli intrighi di palazzo, c'è la vita di una città e quella di un uomo con la sua famiglia che vivono cercando di fare del bene per una città che, forse, non meritava tanta attenzione all'epoca.
La storia di Strukul è quindi quella di una famiglia, è vero, ma credo si tratti anche di quella di una città che si evolve con questa famiglia. Una città che insieme alla famiglia Medici subisce tradimenti, morti, passioni e gioie.
Gli eventi importanti per Cosimo corrispondono sempre ad un evento importante per Firenze e questo parallelismo tra i due mi è piaciuto molto.

Parliamo ora dei personaggi. Cosimo è chiaramente la mente della famiglia e Lorenzo il braccio, una suddivisione di compiti ben chiara fin dalle prime pagine. Così facendo l'autore decide di dare più spazio a Cosimo, anche per la longevità del personaggio stesso.
Cosimo è riflessivo e allo stesso tempo impetuoso nelle scelte che riguardano la sua famiglia. E' un uomo innamorato della sua donna e questo sentimento è forte e ricambiato. La figura di Cosimo è sicuramente quella che coinvolge di più, sebbene Contessina e la sua caparbietà mi hanno molto affascinato. Soprattutto la sua, di lei, capacità di mettere calma e ragione in situazioni difficili da gestire.
Mi è piaciuta molto anche la figura di Reinhard Schwartz, il cattivo tenebroso e prezzolato che sicuramente dà al romanzo l'aura di mistero giusta al clima degli intrighi che hanno caratterizzato quegli anni. Meno in luce sono Lorenzo e la sua famiglia, mentre Strukul sceglie di dare voce ad una donna, Laura, misteriosa e ammaliante assassina vendicatrice che tanta parte ha nel cuore del sicario.

Tutti vengono descritti in maniera dettagliata e minuziosa, e questo mi ha permesso di figurarmeli e di averli davanti a me, questo vale anche per gli abiti, e le stanze dei palazzi.
Proprio la minuziosità delle descrizioni, che sicuramente danno un valore aggiunto al romanzo, a mio avviso, mettono in evidenza la debolezza dei dialoghi tra i personaggi, quando questi non riguardano gli eventi storici, quindi accordi più o meno leciti o strategie di guerra. La narrazione piena e coinvolgente, a volte con eccessiva punteggiatura non ha rovinato comunque la riscoperta di questa storia.
Altro elemento che, seppure non gravissimo, mi è subito saltato all'occhio è legato soprattutto alla presenza di molti personaggi che vengono solamente nominati e solo in un secondo momento si dà qualche informazione sulla loro natura. Mi spiego meglio: il fatto che ci siano dei personaggi noti in una vicenda storica non necessariamente deve indurre lo scrittore a dare per scontato che il suo lettore debba conoscerli o comunque collocarli nella giusta posizione al solo vederne il nome sulla pagina, parlo essenzialmente della prima parte del romanzo. In questo senso, forse, una piccola nota o una sorta di appendice dei personaggi reali che ruotano attorno alla famiglia e che hanno un ruolo importante nello svolgimento della storia io l'avrei messa. Ovviamente anche cercarli in un momento successivo attraverso altre fonti è fattibile, ma perché dover interrompere la lettura?

A parte queste due piccole postille, direi che il romanzo è un buon modo per approcciarsi alla storia di questa famiglia. Un romanzo che, ovviamente, si concentra sugli eventi più importanti dell'epoca rappresentata e che sicuramente fa il suo dovere, nel senso che intrattiene e insegna allo stesso tempo.
Comprerò e leggerò i seguiti perché, come ho detto la curiosità è molta e poi sarebbe stupido non continuare a leggerla avendola apprezzata.

Voi avete già questo libro o l'intera serie? Che ne avete pensato? Credete che sia meritevole di tutto il successo che sta avendo? Insomma, fatemi sapere cosa ne pensate in proposito.
Vi mando un grande abbraccio e vi auguro di fare bellissime letture!!!  

lunedì 6 novembre 2017

TBR #13... OVVERO TENTIAMO DI DARCI UN ORDINE DI LETTURA... NOVEMBRE 2017

SALVE A TUTTI AMICI LETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Eccoci di nuovo qui a fare progetti, liste, propositi e organizzazioni per le prossime letture da affrontare e, come al solito, ogni volta che faccio la scelta, mi vengono in mente altre tremila letture da fare... BENE!!!
Comunque, anche per questo mese è arrivato il momento di fare una bella triade di lettura che, confesso, ho già cominciato a smaltire, ad oggi un titolo è completato, ma io lo metto lo stesso nella tbr scelta, almeno avrò un libro extra in più di cui parlarvi nel post di recap del mese;-)
Come al solito faccio prima una panoramica sulle letture della precedente tbr e poi parto con le nuove scelte del mese... Buona lettura!!!




 CI VEDIAMO UN GIORNO DI QUESTI  di FEDERICA BOSCO è stato il libro rivelazione del mese, nel senso che pur avendo già letto qualcosa della Bosco e non avendola apprezzata più di tanto, devo dire che con questa storia è riuscita a farsi un po' di breccia nel mio cuoricino.
La storia di un'amicizia vera e sincera che porta le nostre protagoniste ad affrontare problemi più o meno gravi legati alla vita. Una malattia grave, l'adolescenza, il ritrovamento di un padre e la violenza psicologica sono alcuni degli argomenti che la Bosco introduce nel suo romanzo di svolta della sua scrittura, si, lo definirei così. Un romanzo di cui trovate già la recensione sul blog e di cui vi metto il link sul titolo, se vi va di dargli un'occhiata!








Mi dispiace dirlo ma IL FABBRO DI WOOTON MAJOR  di J.R.R. TOLKIEN è stata la nota dolente di questo mese di letture. Ho già provato questa sensazione leggendo l'altro racconto, ROVERANDOM ma in questo caso, forse, è ancora di più. sa. 
IL FABBRO DI WOTTON MAJOR è il racconto di una festa con la quale il ricevimento di una stella magica permette al nostro protagonista di fare un viaggio nel mondo delle fate.
Leggendo la trama, da Tolkien, mi sarei aspettata una storia piena seppure non lunghissima. Una storia che avrebbe catapultato il lettore nel mondo di FEERIA, invece quello che ho letto è stato un mini racconto di venti pagine nel quale tutto viene raccontato in modo poco coinvolgente, frettoloso, accennato e privo della magia della sua scrittura. 
Purtroppo non l'ho apprezzato per niente, e il fatto che per un racconto si debba aspettare la spiegazione successiva di 150 pagine per carpirne qualche dettaglio in più, mi dispiace ma non vale proprio la pena di farne una recensione.
La sensazione che ho avuto leggendo il racconto è che si trattasse di una trovata della società tolkeniana di fare soldi, perché è chiaro che si tratta solamente di una bozza di qualcosa che, in un momento successivo, se avesse avuto tempo, l'autore avrebbe ampliato e sviluppato meglio. Purtroppo così non è stato e mi dispiace. Nonostante tutto ho deciso che il 2018 sarà il mio anno di lettura delle storia della Terra di Mezzo E NON VEDO L'ORA!!!



Altro romanzo che mi è particolarmente piaciuto durante il mese di Ottobre è stato IL PROFUMO DELLE FOGLIE DI LIMONE di CLARA SANCHEZ. Autrice molto conosciuta di cui ancora non avevo letto nulla,OVVIAMENTE!
Il romanzo in questione è la storia di due protagonisti molto diversi tra loro che vanno a compensarsi per i loro caratteri così distanti.
Su tutta la vicenda un senso di inquietudine costante che fin dal primo momento non lascia il lettore, ma anzi cresce fino a culminare nella visione di due vecchietti apparentemente molto tranquilli.
Una storia che ha del fosco e del misterioso che mi ha lasciato un senso di insofferenza oltre alla curiosità di conoscerne il finale, perché si, si stratta di una duologia, quindi spero a breve di leggerne il seguito!





Devo dire che riguardando tutte le letture fatte nel mese di ottobre, a parte Tolkien, non mi è andata per niente male. Ho letto dei libri pieni di storie coinvolgenti, più o meno reali o ispirate alla realtà e, devo dire, di generi che mi piacciono.
Nel mese di Novembre spero di replicare e devo dire che per uno dei romanzo della triade le cose già sono andate bene. Vi mostro i titoli scelti per questo NOVEMBRE 2017.



Dopo un bel po' di mesi, ormai, ritorno a leggere un romanzo di AGATA CHRISTIE, ASSASSINIO SULL'ORIENT EXPRESS è il romanzo da cui è stato tratto un film con un cast di attori inglesi molto famosi. In realtà non lo leggo per il film, ma perché alla volontà di leggerlo, si è aggiunta la necessità di colmare un punto di una delle sfide di lettura, quindi prendo due piccioni con una fava, olè!


  


I MEDICI. UNA DINASTIA AL POTERE di MATTEO STRUKUL è il romanzo che ho già completato e mi è piaciuto molto, nonostante alcune piccole pecche di cui vi parlerò meglio nella recensione di Venerdì, quindi rimanete sintonizzati sul blog, se siete curiosi, ovviamente!
Un romanzo storico adatto a chi vuole immergersi nelle strade di Firenze e tra i palazzi veneziani del quattrocento. Descrizioni dettagliate che rendono vividi personaggi, battaglie ed intrighi.
Un romanzo ben riuscito e primo di una tetralogia che vede, il suo ultimo romanzo come nuova uscita di questi giorni.










Classico del mese è ORGOGLIO E PREGIUDIZIO di JANE AUSTEN. Non credo che ci debbano essere delle spiegazioni in merito a questo libro che, SICURAMENTE, tutti avrete già letto e che io leggo , adesso, in questa versione tutta colorata dei classici DEA per ragazzi, un regalo di un paio di anni fa ormai.
Avevo già letto il romanzo molti anni fa, nell'edizione di mia nonna che ho regalato alla mia cuginetta e, pur non avendone avuto una buona impressione all'epoca, vorrei provare a rileggerlo ora, visto che non ricordo nulla della storia!
Mea culpa, ma è così, quindi questo mese di recupera il tempo perduto :-)




Bene amici lettori, avete letto qualcosa di questi romanzi? Cosa ne avete pensato? Io spero che sia una mese positivo come il precedente, pur nella consapevolezza che non può sempre andarmi bene, ma sono positiva sotto questo punto di vista, quindi incrocio le dita per me e vi mando un grande abbraccio... BUONE LETTURE, A PRESTO!!!

mercoledì 1 novembre 2017

RECENSIONE "LA MISCELA SEGRETA DI CASA OLIVARES" di GIUSEPPINA TORREGROSSA

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Amici belli come state? Come stanno procedendo i vostri giorni? L'inverno è arrivato dalle vostre parti? Qui da me ormai sembra di stare a Trieste, e ne sono ben lontana... Ma andiamo avanti e parliamo di cose serie, anche oggi una nuova recensione per le sfide di lettura. Devo dire che, se nell'ultimo periodo io mi stia lasciando andare alla stanchezza e alla mancata voglia di leggere, le sfide mi danno sempre una spintarella per andare avanti pur leggendo molto più lentamente, quindi direi che è un bene la loro presenza!

Questa volta vi parlo di un libro che ho notato tantissime volte in libreria, ma non ho mai pensato di comprarlo, poi un giorno ho aperto il kobo e l'ho divorato. 
Vi racconto le mie impressioni nel post, BUONA LETTURA!!!




TRAMA: Roberto Olivares è padrone di una torrefazione che gestisce con pochi operai fidati e i sapienti consigli di sua moglie Viola. Viola è una donna sensuale, intelligente e caffeomante. La sua capacità di leggere i fondi di caffè l'ha portata ad avere il titolo di principessa del quartiere e come tale è rispettata e benvoluta da tutti.
Una famiglia numerosa, la loro, composta da cinque figli molto diversi, tra tutti spicca Genziana, cui il padre dedica una miscela preziosa. Una storia familiare e di rinascita accompagnata sempre dall'aroma del caffè in tante varietà.

Titolo: La miscela segreta di casa Olivares
Autore: Giuseppina Torregrossa
Casa Editrice: Mondadori
Anno: 2015 (Ristampa)
Pag: 332
Prezzo: 10,50 euro





VALUTAZIONE:



Libro letto per LA RUOTA DELLE LETTURE per la quale ho coperto un obiettivo non completato nella principale (OBIETTIVO 3: LEGGI UN LIBRO NEL CUI TITOLO SIA CONTENUTO UN AGGETTIVO).

La miscela segreta di casa Olivare è un romanzo che mi ha sempre attirato per la copertina, con i suoi colori autunnali, e la sensazione di casa che mi trasmetteva, una sensazione che mi ha accompagnato, poi, durante tutta la veloce lettura che ne ho fatto.
Secondo libro che leggo, durante questi ultimi giorni, che al suo interno racconta qualcosa legato alla guerra e alle sue conseguenze, cosa che mi fa pensare al fatto che la maggior parte delle volte la scelta dei libri che deciso di leggere seguendo l'istinto ha sempre un collegamento con quanto letto in precedenza... Doti sensitive che fanno capolino, mah!

Comunque, torniamo a noi...

In questo libro c'è un prima e un dopo. Un PRIMA caratterizzato da felicità, desideri, ambizioni, una situazione familiare tranquilla e priva di particolari difficoltà. Poi arriva il DOPO, la guerra, la morte, la distruzione,il dolore, la necessità di sopravvivere ad un dolore immenso, oltre che alla nuova situazione della città e alla necessità di sopravvivere.
Una storia che, nella seconda parte vede la crescita della nostra protagonista, Genziana, che va di pari passo con la ricostruzione della città di Palermo distrutta dai bombardamenti del 1941 e da una guerra che non ha guardato in faccia nessuno.

La vera protagonista del romanzo, in realtà, non è l'intera famiglia Olivares, ma Genziana, una ragazza che non sembra far parte di quella famiglia attenta alla comunità e alla necessità di mantenere buoni rapporti con le persone che si hanno intorno.
Genziana è ribelle, irriverente, testarda, ma è anche fragile e piccola nella grandezza della guerra.
Non starò qui a dirvi come procedono le vicende di questo romanzo perché si tratta una storia bella tutta da scoprire, se ancora non l'avete letta. Una storia che vi farà riconoscere nella famiglia Olivares, vi coinvolgerà nella vita di Genziana e nella sua voglia di mantenere alto il nome della sua famiglia e della sua tradizione.

Il romanzo non parla solamente di Genziana, la Torregrossa dà voce a molti altri personaggi che ruotano attorno alla famiglia Olivares e che diventano rappresentanti di varie situazioni sia prima che dopo lo scoppio della guerra. 
A mio avviso, questo è soprattutto un romanzo dedicato alle donne, alla loro forza di rinascere e riappropriarsi della loro vita. E' un romanzo nel quale le donne sono la forza motrice di un mondo, quello palermitano, devastato dalla guerra e attraversato dall'arrivo di forze amiche e nemiche che mettono comunque in evidenza la natura accogliente di quella terra. Un romanzo che ci permette di conoscere una parte delle storia italiana sconosciuta ai più. 
Un omaggio che si sente in ogni parola del romanzo, in ogni descrizione ed è anche un romanzo che alle donne associa il caffè con le sue varie miscele più o meno forti, più o meno saporite, che diventano metafora dei caratteri femminili dell'opera.

Quella della Torregrossa è una storia che commuove per la sua genuinità e per la forza e il coraggio di voler andare avanti anche nei momenti più bui della vita. Un romanzo che fa emozionare, sorridere e scendere la tristezza, come se fosse lì tra le strade dei quartieri di Palermo, le loro macerie e la loro povertà.
Mi è piaciuto molto il modo in cui l'autrice rappresenta il prima e il dopo la guerra mettendo bene in evidenza la necessità di collaborazione tra tutti coloro che hanno subito lo stesso destino. 
La figura di Giovanni, il bottegaio fidato, è forze quella che, dopo Genziana, mi ha colpito più di tutti. Un uomo che per amore prende l'importante decisione di portare avanti una tradizione altrimenti perduta e che da garzone, diventa un punto fermo per Genziana e Provvidenza, altro bel personaggio della storia.
A dare maggiore magia al romanzo è sicuramente l'utilizzo di una lingua musicale ed evocativa con la quale l'autrice realizza descrizioni dettagliate che vanno ad impreziosire le pagine di un romanzo che vi lascerà una sensazione di pienezza una volta terminato. O almeno questo è ciò che ha lasciato a me.

Insomma un romanzo che consiglio se vi piacciono le storie vere e intense, se amate le storie che raccontano di tradizioni familiari, ambientate in un periodo, quello della guerra, che sicuramente conosciamo ma che non necessariamente mette al primo posto la morte, la distruzione o il razzismo e la violenza che lo hanno caratterizzato.
Io spero di avervi incuriosito alla lettura di questo romanzo, se già conoscevate l'autrice, fatemi sapere quali sono gli altri suoi libri che mi consigliate di leggere perché credo che mi avvicinerò ancora alle pagine dei suoi libri.
Nel frattempo vi mando un grande abbraccio, e vi auguro di fare delle bellissime letture!!!