lunedì 9 ottobre 2017

RECENSIONE "ADESSO" di CHIARA GAMBERALE

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Come state amici? Tutto bene? Come stanno procedendo le vostre letture? 

Il post di oggi riguarda una lettura che, seppur breve, mi ha legato a sé per molto tempo, l'ho iniziata a metà Settembre e me la sono trascinata vergognosamente dietro fino al primo di Ottobre. Io me lo ripeto sempre, L'IMPORTANTE E' LEGGERE, PIANO O VELOCE, BASTA FARLO!
Bene su questi tentativi di auto-sostegno direi che possiamo andare avanti e raccontarvi un po' la mia esperienza con questo libro, BUONA LETTURA!




TRAMA: Ci sono dei momenti in cui non è possibile programmare la propria vita. Ci sono giorni in cui le cose succedono, e basta. Ci sono attimi che vanno vissuti a pieno. Ci sono, poi, quelle azioni che, fatte in un secondo, comportano dei cambiamenti o dei ripensamenti lunghi. Questo è uno di quei libri che ci raccontano di attimi vissuti e rimasti tali, e di quelli che, invece, ci cambiano la vita.



Titolo: Adesso
Autore: Chiara Gamberale
Casa Editrice: Feltrinelli
Anno: 2017 (Ristampa)
Pag: 215
Prezzo: 16,00 euro






VALUTAZIONE:


Ormai di letture corpose ne leggo poche, cosa che mi dispiace molto, ma il poco tempo che ho e per il quale riesco a rimanere vigile e attenta è molto poco, quindi pur di leggere, leggo volumi più brevi lasciando quelli più corposi alla domenica, ma comunque si tratta di letture molto prolungate nel tempo.
Quella di oggi, quindi, è una di quelle letture che ho fatto grazie alle sfide. LA RUOTA DELLE LETTURE mi ha chiesto di LEGGERE UN LIBRO CON LA COPERTINA ROSSA. La THE HUNTING WORD CHALLENGE per la quale dovevo leggere un libro per la parola DONNA  e io ho scelto di vederla rappresentata in copertina, infine anche per la MADE IN ITALY BOOKS CHALLENGE per la quale avrei dovuto LEGGERE UN LIBRO DI UN AUTORE DI CUI HAI (o vorresti) L'AUTOGRAFO. Dopo aver fatto queste dovute premesse è giunto il momento di parlarvi di cosa penso di questo romanzo.

La Gamberale è una scrittrice che mi piace pur non credendo che i suoi libri siano capolavori da dover leggere per forza nella vita. E' un'autrice che, leggendola, mi fa sentire a casa, e questo mi basta, ogni tanto.
Il tema centrale del romanzo è l'amore e le varie sfaccettature in cui si manifesta, sia in storie solide, sia in momenti fugaci, in relazioni appena nate e in quelle che nascono così, senza pensarci troppo.
Nello stesso momento, però, è un libro che, dell'amore, indaga anche le paure, le incertezze, i dubbi, non solo riguardanti la storia in sé, ma il modo in cui i soggetti coinvolti finiscono per vivere quel momento.

Devo dire che la Gamberale ha un pregio, secondo me, quello di raccontare storie attraverso la voce di personaggi che possono rappresentare la realtà delle situazioni. Non ci sono mai situazioni assurde e palesemente fasulle come nei romanzi Young adult che, proprio per questo motivo non apprezzo molto (a parte qualche eccezione).
Anche in questo caso i protagonisti sono persone che vivono la loro vita in modo normale e che, nell'affrontare la novità o la vita dell'amore, si pongono domande e cercano di analizzare cosa c'è che non va. 

Lidia e Pietro sono i protagonisti di questo romanzo un po' d'amore e un po' d'analisi. Due protagonisti che si scoprono ma allo stesso tempo si scontrano portando avanti due idee diverse sul vivere la loro storia.
Pietro è un preside di liceo molto attaccato alla sua famiglia e alla sua sua terra pur non vivendola, Lidia è una presentatrice televisiva che conduce un programma che le permette di far conoscere storie di persone comuni in difficoltà. E' così che i due si incontrano e che, in un insieme di altri episodi, finiscono per innamorarsi.
I due protagonisti hanno un passato amoroso complicato alle spalle che non sto qui a dirvi, altrimenti vi darei troppe notizie, e si portano dietro gli strascichi di quelle storie che sono ormai parte integrante del loro essere. Gli altri personaggi del loro passato assumono ruoli importanti nella loro attualità e questo li porta a mettere in maggiore evidenza le loro difficoltà a lasciarsi andare pienamente.

Insomma, un libro che, seppur breve, dà molto da pensare a chi, magari, può essersi ritrovato nell'uno o nell'altro o ha potuto aver avuto a che fare con persone simili a loro.
Nonostante la lettura si stata soddisfacente, devo dire che solamente dopo un po' di pagine sono riuscita ad identificare bene i personaggi e a seguirne la storia. Pur essendoci un filo conduttore, infatti, ci sono poi storie di personaggi che si affiancano ai protagonisti anche solo per averli incontrati una mezza volta sul loro cammino, e credo che questo vada ad intaccare la linearità del discorso principale.

Come al solito, la Gamberale utilizza un linguaggio fresco che non annoia e che scorre piacevolmente soprattutto quando bisogna liberare la mente, in questo il suo lavoro lo fa bene.
Si è trattato, quindi, di una bella lettura nonostante la pecca della linearità, che magari è solo un mio fastidio e niente di più, ma d'altronde vi sto parlando del mio punto di vista ;-)

Fatemi sapere se avete letto questo libro e cosa ne avete pensato. Io nel frattempo vi mando un abbraccio e vi auguro di fare bellissime letture, a presto!

2 commenti:

  1. Ciao! Ho letto anche io questo libro un po' di tempo fa... devo dire che concordo con te sulla poca linearità dell'inizio. Tuttavia, in seguito la lettura si è rivelata davvero piacevole.

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    1. La Gamberale riesce sempre a regalarmi momenti di tranquillità con le sue storie :-)

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