giovedì 1 giugno 2017

RECENSIONE "UNA VALIGIA PIENA DI SOGNI" di PAULLINA SIMONS

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


Dopo aver superato noia, nervosismo, antipatia e manie omicide posso dire di aver finalmente concluso la lettura di questo libro che dire brutto è dire poco. Se salvo 50 pagine è veramente un miracolo su 500 di cui è composto. Vi racconto tutto nel post, BUONA LETTURA!!!


TRAMA: Hannah e Chloe hanno un sogno, quello di fare un viaggio a Barcellona prima di andare al college. Quando arriva il momento della partenza, però, sorgono alcuni problemi: i loro fidanzati storici si intromettono e i genitori di Chloe si rifiutano di darle in consenso per il passaporto. Interviene così la nonna di Chloe, Moody, che le propone un viaggio alternativo che avrebbe portato i quattro ragazzi in Europa attraverso le tappe di un viaggio che sarà, per loro, fonte di conoscenza storica, familiare e personale.

Titolo: Una valigia piena di sogni
Autore: Paullina Simons
Casa Editrice: Harper Collins
Anno: 2016
Pag: 524
Prezzo: 14,90 euro



VALUTAZIONE:



Mi stavo quasi preoccupando del fatto che di tanti letture che sto facendo non ce ne fosse più nessuna su cui poter sfogare il mio veleno di lettrice, ed invece, quando meno te lo aspetti ecco che l'occasione si è presentata. Nonostante tutto diciamo che, il lato positivo, è che mi ha permesso di spuntare una nuova parola alla THE HUNTING WORD CHALLENGE cioè VALIGIA.

Della Simons ho sempre sentito parlare bene per la trilogia del CAVALIERE D'INVERNO che non ho letto e non so se lo farò mai a questo punto, nonostante tutti dicono che si tratti di una bella storia. 
Bene, quella raccontata in questo libro non lo è affatto, o meglio, a non essermi piaciuto è il modo in cui la storia è stata raccontata.
Un libro di oltre 500 pagine costruito, per la maggior parte, su pagine inutili, prive di contenuto e assolutamente noiose su scaramucce, discorsi privi di senso che sembrano essere fatti da bambini (i cui discorsi hanno, in realtà, tutta una loro logica) e che non fanno altro che montare, nel lettore, una antipatia accecante nei confronti di tutti i protagonisti.

Hannah e Chloe sono due amiche, almeno dicono di esserlo, che non fanno altro che buon viso a cattivo gioco, si cercano e poi appena una delle due si allontana si parlano alle spalle, si nascondono le cose, ma poi all'apparenza si amano follemente. 
Hannah è una mezza schizzata che non sopporta il suo fidanzato e lo tradisce bellamente con un uomo più vecchio, di tanto, di lei. Chloe sta con Mason, ma non si fida affatto di lui e del suo essere gentile nei suoi confronti, quasi da apatia patologia, ma poi appena c'è una festa e lo vede che parla con le cheerleader finisce con l'accorgersi che forse qualcosa tra loro non va, ma continuano a portare avanti la loro relazione perché SI AMANO e lui non le farebbe mai del male. MAh!!!
Passiamo a questi due baldi giovanotti, Blake mi sembra un pesce fuor d'acqua in mezzo a tutti e tre gli altri personaggi, è appassionato, curioso, cerca di sollevare il morale a tutti e di far vedere le cose in maniera positiva. Un personaggio che non si capisce molto bene, alcuni dei suoi comportamenti sono ambigui per quasi tutto il romanzo, sebbene una mezza idea il lettore arriva pure a farsela, ovviamente. Mason è quello che o rompe le scatole per ogni cosa, come fa Hannah, che potrei quasi definire la sua versione femminile, o è completamente apatico nei confronti di qualunque cosa. Della fidanzata, del viaggio che può essere fatto anche a Timbuctu e che per lui non cambierebbe assolutamente nulla. Insomma un personaggio che non mi è piaciuto per niente, forse meno di tutti gli altri, che comunque non splendono affatto ai miei occhi. 
Ma adesso il pezzo forte, parliamo di Johnny Rainbow, un nome che è tutto un programma, un personaggio che sembra essere una sorta di McGyver che risolve ogni tipo di problema, anche quelli che procura lui stesso. Un personaggio che sembra aver avuto tutte le esperienze di questo mondo e che, a soli 19 anni, sembra averne vissuti quanti Matusalemme. Insomma, diciamocelo, questo suo conoscere ogni cosa del mondo e dei ragazzi che ha davanti solo da due giorni mi sembra un po' troppo al di sopra della vita reale. 
Ho capito che in un romanzo si va anche  giocare con i ruoli dei personaggi, ma renderli un pochino più realistici magari non guasterebbe. E poi, se proprio ci stiamo lavorando, anche un po' meno lamentosi!

Le cinquecento e rotte pagine che compongono questo interminabile romanzo non sono altro che una continua lamentela su ogni cosa, piccola o grande, che sfortunatamente si trova sullo stesso cammino di questi quattro ragazzi. Nella parte centrale seguiamo le vicende dei ragazzi attraverso dei diari nei quali ognuno scrive le esperienze che stanno vivendo, e lì, vi assicuro che le risate si fanno e belle grosse. Non c'è un solo momento in cui ragazzi di 18 anni si divertono, ridono felici, si godono quello che stanno vivendo, MAI! Una depressione continua che veramente non vorrete fare altro che buttare in aria il libro (o l'e-reader come nel mio caso). E' una storia talmente assurda che non riesco a non dire cose brutte su questo romanzo.
Ci provo, anche se c'è comunque una cosa che non va...
Ad un certo punto del loro viaggio i ragazzi vanno a visitare alcuni dei luoghi della deportazione, Treblinka e Majdanek. Il racconto che Johnny (versione guida turistica, perché sì McGyver risolve tutto) fa è davvero una parte che potrebbe salvare il romanzo, purtroppo anche qui le lamentele stupide ed inutili dei ragazzi si uniscono a quelle di un gruppo di vacanzieri over 60 che si comportano allo stesso modo dei protagonisti. Si lamentano perché a Treblinka non c'è niente da vedere, perché non vogliono passare tra i boschi, e voi lettori starete li che smaniate pensando E BASTAAAAA!!! 

Insomma lettori, una esperienza che non vi augurerei per niente al mondo, ve ne sto parlando perché è una lettura che ho fatto, ma vi garantisco che se non la farete vivrete i vostri giorni con meno rodimenti di fegato!
Purtroppo pensavo si trattasse di una lettura meno stupida, per quanto non sia tra i miei generi preferiti, però, ci sono troppi comportamenti talmente assurdi che non si può andare avanti alla cieca. Ne ho ultimato la lettura perché non mi andava di abbandonarla, ma è stata veramente dura, considerate che lo sto leggendo da un mese, e ho detto tutto!

Mi dispiace per la lunghezza di questo sproloquio interminabile, ma dovevo per forza parlare con voi dell'assurdità di questo libro. Sicuramente non leggerò altro della Simons, almeno per ora, l'esperienza non è stata delle migliori quindi niente da fare!!!
Bene amici Viaggialettori, fatemi sapere se avete incontrato questi soggetti nella vostra strada di lettori e se si cosa ne avete pensato di questo libro, concordate con me o sono io una pazza???
Fatemi sapere nei commenti, io nel frattempo vi saluto, vi mando un abbraccio e vi auguro di fare tantissime e bellissime letture!!! A presto!!!

2 commenti:

  1. Starò sicuramente alla larga da questo libro, mi fido ciecamente delle tue parole e seguirò il tuo consiglio. Però Il cavaliere d'inverno secondo me lo dovresti leggere, è davvero un bel libro e ti piacerà, vedrai :)

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    1. Purtroppo devo stendere un velo pietoso sulla Simons per questo libro. Di una noia e pesantezza che neanche il più pesante dei classici può eguagliare. I personaggi sono irritanti e tutti vuoti, insomma DECISAMENTE UNA LETTURA NO!!!

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