mercoledì 10 maggio 2017

RECENSIONE "HANIA. IL CAVALIERE DI LUCE" di SILVANA DE MARI

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Dopo due settimane di isolamento dalla tecnologia e dalla lettura (ebbene si, ho lasciato da parte anche la lettura), torno oggi a farvi la recensione di uno dei libri che ho abbandonato e che, tornata alla base, ho deciso di portare a termine. Ovviamente complice è stato anche il fatto che mi mancassero da leggere una quarantina di pagine ;-)!

Bene, allora cercherò di tornare al mio ruolo e vi racconto cosa ho pensato di questo libro, vi auguro di fare una buona lettura del post che seguirà!



TRAMA: Improvvisamente il cielo stellato è attraversato da comete infuocate che preannunciano la venuta del Signore Oscuro sulla terra. I più potenti maghi e streghe perdono la vita per conoscere quale sia il motivo di questa venuta. Una creatura dal polso marchiato nascerà dal ventre di una vergine del Regno delle Sette Cime. Solo la morte salverà la terra dalla presenza del male che tale creatura rappresenta. Haxen è la giovane designata, Hania la creatura del male. Per non ucciderla è necessario fuggire e raggiungere terre lontane.

Titolo: Hania. Il cavaliere di luce
Autore: Silvana De Mari
Casa Editrice: Giunti
Anno: 2015
Pag: 250
Prezzo: 8,90 euro






VALUTAZIONE: 



Sono passate due settimane e mezzo da quando ho cominciato a leggere questo romanzo, non perché sia costituito da un numero spropositato di pagine, ma semplicemente perché nel momento in cui mi sono allontanata da casa ho sentito anche il bisogno di staccarmi da tutto quello che casa mia rappresenta in questo momento e quindi anche la lettura.
Pur avendolo portato con me, ho ricominciato a leggere solamente il giorno prima di rimettermi in viaggio e se vi devo dire che ne ho sentito la mancanza, la risposta è NO!

Hania. Il cavaliere di luce è il primo volume di quella che sarà una trilogia dedicata alla figura di Hania e di sua madre Haxen protagonista, quest'ultima, del prequel di cui vi ho già parlato HANIA. IL REGNO DELLE TIGRI BIANCHE.
Dopo la lettura de Il cavaliere di luce mi rendo conto che l'aver letto anche il Prequel è stato di grande aiuto, non solo per conoscere la storia della terra in cui le vicende sono ambientate, ma anche quella dei personaggi che in questo volume si dà per scontato che si conoscano.
Il quello che è ufficialmente il primo volume della trilogia di Hania, conosciamo questo personaggio un po' demone, un po' bambina, fin dal momento in cui è "concepito" nella pancia della madre. Sebbene il concepimento non sia altro che una maledizione inflitta ad Haxen e alla sua famiglia dal Signore Oscuro.
Quella che ci inoltriamo a leggere tra le pagine di questo romanzo è la storia di un viaggio che comporta la conoscenza di una madre e di una figlia, della pericolosità delle terre del regno non direttamente controllate dal sovrano, della delusione delle aspettative ma, allo stesso tempo, del superamento dei propri limiti e delle proprie ritrosie e paure a favore della nobiltà d'animo e della coerenza con i propri principi.

Protagoniste assolute di questo lungo viaggio sono Haxen, principessa del Regno delle Sette Cime, e Hania, creatura demoniaca nata per volontà del Signore Oscuro.
Haxen è una ragazzina che si trova costretta ad affrontare un destino ben più difficile di quello che la morte del padre le aveva potuto prospettare. Haxen è cresciuta come se fosse un cavaliere, portando avanti la sua eredità dal Cavaliere di Luce, suo padre e signore, di nobiltà d'animo, di giustizia e legalità.
Haxen affronta la sua paura per quella creatura di cui non conosce la natura e allo stesso tempo cerca di difenderla dal male che le circonda, dalle difficoltà che incontrano, cercando di aiutarla ad adattarsi in un mondo che, chiaramente, non le appartiene.
Se nel Prequel ci troviamo davanti ad una bambina che sembra non essere considerata come legittima erede perché femmina, in questo primo capitolo troviamo una madre che lotta con tutte le sue forze per difendere una figlia di cui ha paura, ma che vuole conoscere e aiutare, nonostante tutto.
Hania è prima di tutto una creatura demoniaca che, però, ha la possibilità di scegliere cosa essere e diventare. Dotata di capacità sovrannaturali che la rendono più matura e preparata ad affrontare il mondo fin dal suo essere dentro la pancia della madre. Hania ascolta il mondo e lo asserva, una volta nata, come se stesse passando al setaccio ogni elemento che lo costituisce senza esentare alcun tipo di essere. Hania cresce velocemente, può condizionare la volontà degli animali e degli elementi della natura, ma, come se fosse una contropartita, non può parlare, è muta.


"Hania pensò che avrebbe dovuto allenarsi. Sorridere era meno facile di quanto pensasse. Da quel momento, tutte le volte che non aveva niente di meglio da fare rubava il piccolo specchio della madre e cercava di imparare a sorridere. In effetti l'uomo non aveva torto: quello che aveva fatto era un ghigno. Sembrava più un lupo che mostrasse i denti. Peraltro le piaceva. Era bello mostrare i denti. Peccato non usasse che le bambine avessero quell'espressione. Doveva recitare, mentire: lei era ben capace di mentire. Se non lei, chi?"


Silvana De Mari non ci racconta solamente la storia di una viaggio per la salvezza del mondo, ma quella di una madre che cerca di salvare sua figlia dal pregiudizio e dalla paura delle persone, che sanno benissimo della presenza di una creatura demoniaca nel loro villaggio. E' la storia del difficile rapporto tra madre e figlia, perché si, anche se il concepimento è avvenuto in modo strano, è comunque susseguito un parto e la crescita di una bambina, per quanto sia demoniaca. 
E' la storia di una lotta continua da bene e male ereditata da Haxen che, proprio attraverso la bambina, deve fare la sua parte.
Una storia di affetti che si sviluppano e crescono attraverso incomprensioni e difficoltà, certo, ma si evolvono perché c'è la voglia di farlo e di non rimanere legati alla superficie. 
Se da una parte ci troviamo a seguire la storia di una madre consapevole della sua situazione ma che comunque cerca di sostenere sua figlia portandola su quella che ritiene essere una strada giusta e salvifica, abbiamo, dall'altra, una figlia che non conosce così affondo se stessa e la sua natura.
Una bambina demone che è alla continua scoperta dei suoi poteri, della realtà che la circonda e di come vivere con una figura che non riesce a sopportare. Anche in questo caso, però, si cerca di cambiare per adattarsi a chi condivide la sua stessa situazione.

Per quanto mi riguarda non posso negare il fatto che sia stata una bella storia ma, allo stesso tempo, devo dire che ho preferito molto di più il prequel. Forse perché mi ha lasciato con il fiato sospeso alla fine delle pagine, o forse perché il comportamento di Hania in questo volume mi ha disturbato non poco. 
Si perché la nota dolente c'è e neanche piccola. Io capisco che la scrittrice abbia voluto mettere in evidenza il disprezzo che la baby demone ha nei confronti della madre e della razza umana, ma utilizzare continuamente appellativi poco carini nei suoi confronti mi ha dato enormemente fastidio, soprattutto pensando al fatto che, essendo una lettura destinata a dei ragazzi, non mi sembra che questo sia un insegnamento valido da dare loro.
Ecco questa cosa mi ha portato a vedere il libro con un po' di riserve, e forse anche per questo motivo, pur lasciandone da parte la lettura per molti giorni, non ne ho sentito la mancanza.

Inutile dirvi che sono abbastanza dispiaciuta, soprattutto per l'entusiasmo che avevo avuto per l'altro volume, ritrovandomi davanti ad una storia che mi ha coinvolta così poco. Non posso dire che la vicenda sia brutta e illeggibile perché non è così, anzi, è avvincente e nonostante lo stile della De Mari sia piuttosto descrittivo e dettagliato, non mi ha annoiato mai. Il disturbo per quel tipo di comportamento, però, mi ha dato molto fastidio e quindi il voto arriva solo ad una sufficienza.
Con questo non voglio dire che abbandonerò la trilogia perché comunque mi incuriosisce molto e la descrizione delle ambientazioni e dei luoghi mi ha affascinato tantissimo.
Diciamo che i cambiamenti che poi si verificano nel libro mi portano a voler dare ancora una possibilità ad Hania e Haxen, spero solo di non rimanerne delusa e che presto riuscirò a recuperare anche il secondo volume già uscito!

Bene amici Viaggialettori per questa lettura è tutto, voi fatemi sapere se avete letto questo libro o altro della De Mari, se vi è piaciuto o se avete intenzione di leggerlo.
Io vi mando un abbraccio e vi auguro, come sempre, di fare bellissime letture e viaggi, tra le pagine dei vostri libri!!!

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