venerdì 10 febbraio 2017

RECENSIONE "L'AMICO RITROVATO" di FRED UHLMAN

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


Amici lettori come state? Anche questa settimana vi parlo di una lettura fatta alla fine del 2016 e, con grande piacere, posso dirvi che stanno per terminare le recensioni di quell'anno quindi... don't worry, be happy!
Nel frattempo, ovviamente, vi sto sommergendo di altre letture e chissà che questo non sia il mio nuovo metodo di pubblicazione... Staremo a vedere ;-)
La lettura di oggi è stata, in realtà, una RI-lettura dopo quasi quindici anni dalla prima volta che l'ho avuto tra le mani, pensate, ma la consapevolezza e il messaggio è stato sicuramente recepito in maniera diversa... Ve ne parlo meglio qui sotto, continuate a leggere!




TRAMA: Storia dell'amicizia tra due sedicenni, uno ebreo, l'altro figlio di una famiglia appartenente all'aristocrazia tedesca. Siamo nella Germania degli anni Trenta, iniziano i primi sentori di ciò che porterà distruzione nel mondo. In questo scenario, Hans e Konradin, stringono una amicizia molto profonda e sincera.



Titolo: L'amico ritrovato
Autore: Fred Uhlman
Casa Editrice: Feltrinelli
Anno: 2012
Pag: 92
Prezzo: 7,00 euro




VALUTAZIONE:



La rilettura di questo piccolo volumetto è stata inaspettata, o meglio, avevo intenzione di rileggerlo prima o poi, e quando ho trovato un altro libro dell'autore al mercatino dell'usato, l' "esigenza" di rileggere qualcosa di suo e già noto, mi è ritornata a galla, e così detto fatto, l'ho preso e l'ho letto subito.
Quella che vi troverete tra le mani, se avrete mai intenzione di leggerla, è una novella che racconta la storia di un amicizia molto profonda, leale e sincera, allo stesso tempo è una testimonianza di cosa il Nazismo ha portato nella vita delle persone nella Germania degli anni Trenta.
Uhlman ci racconta la storia di due sedicenni che si incontrano tra i banchi di scuola, due ragazzi che presto scoprono di essere legati da una amicizia profonda che va al di là della storia e della società. Dico così perché uno dei ragazzi è figlio di una famiglia della borghesia tedesca, fortemente radicalizzata nell'ideale d'odio nei confronti degli ebrei. L'altro è figlio di un medico tedesco ebreo, va da sé che, socialmente parlando, i due non possono avere nulla in comune.
Per questo motivo credo che Uhlman ci racconti anche la storia di una famiglia tedesca che viene sradicata dalla sua appartenenza alla patria, da cui viene considerata come traditrice.

Come vedete in poche pagine le tematiche affrontate sono molte e molto importanti, l'amicizia, l'appartenenza alla propria nazione, nonostante tutto, la persecuzione razziale, anche se siamo solamente all'inizio, la storia del mondo, insomma tante cose che vengono sapientemente mescolate dall'autore in queste 92 pagine.
Ma voglio parlarvi di tutto per gradi.

La maggior parte della novella è incentrata sulle figure di Hans (ebreo) e Konradin (tedesco), l'incontro, l'iniziale diffidenza e poi la graduale conoscenza e affezione tra i due.
Ci troviamo davanti a personaggi che si comportano come due adolescenti che affrontano la vita e si fanno tutte le domande del caso, su quello che sarà il loro futuro, quello che ne sarà della loro vita e ovviamente di tutti i loro interessi comuni, l'arte e la letteratura.
Un'amicizia che cresce mano a mano che si procede con la lettura e che affronta le problematiche che anche la vita gli impone.
Inutile dire che la STORIA entra a far parte della loro amicizia, e lo fa in maniera prepotente e imperante. L'appartenenza a due famiglie ideologicamente molto diverse comporta inevitabilmente, come prima reazione, l' allontanamento di Konradine da Hans. 
I genitori di Hans hanno un forte senso della superiorità della razza tedesca sugli ebrei considerati da loro come i responsabili della guerra e della decadenza che la società stava subendo in quegli anni. Dall'altra parte, invece, ci troviamo ad osservare un medico ebreo e la sua famiglia, che è molto più aperto ed incredulo nei confronti di quanto stava succedendo. 
I genitori di Hans credono fino in fondo all'impossibilità di una così netta distinzione tra ebrei e tedeschi, soprattutto perché, ingenuamente, pensano che essendo a loro volta tedeschi, possano comunque non essere inclusi nell'orrore che poi ha travolto tutti, indipendentemente dalla loro origine.
Ed è a questo punto che l'unica cosa che si può pensare in riferimento a questo piccolo libricino è la tenerezza. La tenerezza di una famiglia che pensa di essere protetta dalla sua patria, la tenerezza di un ragazzo che non crede al tradimento del suo migliore amico, la tenerezza di un giovane che decide di andare contro la sua famiglia, per quanto gli possa risultare fattibile, pur di mantenere in vita un'amicizia che vale ben più degli ideali di una intera società.


"La politica riguardava gli adulti, noi avevamo già i nostri problemi. E quello che vi pareva più urgente era imparare a fare il miglior uso della vita, oltre, naturalmente, a cercare di scoprire quale scopo avesse, se l'aveva, e a chiederci quale potesse essere la condizione umana in questo cosmo spaventoso e incommensurabile. Questi sì che erano veri dilemmi, quesiti di valore eterno, assai più importanti per noi dell'esistenza di due personaggi ridicoli ed effimeri come Hitler e Mussolini"

Per quanto mi riguarda si parla una storia molto bella delicata e tenera, come ho detto. Una storia d'amicizia nella quale si tenta di non fa entrare la STORIA nonostante questo sia impossibile. La storia è un elemento molto presente, ingombrante e pressante in questa amicizia delicata e positiva che cerca di sopravvivere in un mondo che comincia manifestare i primi segni di "malattia".
Un libro dal messaggio chiaro, che ci dovrebbe portare a non creare odi nei confronti di chi ha ideali diversi dai nostri. Un messaggio forte che l'autore ci lascia in modo delicato e irruento, in alcuni punti della storia. E proprio questo contrasto caratterizza la sua bellezza. 
Il tutto è scritto con uno stile molto scorrevole, non manierato, pungente nei punti giusti. Uno stile utilizzato dall'autore anche per mettere in evidenza l'incoerenza di una ideologia che, avrà pure avuto un grande seguito, ma sicuramente ha dimostrato grandi mancanze nel suo fondamento.
Ovviamente non vi dirò come finisce questa malinconica storia, ma sappiate che sbaglia chi, vedendo una tuta a strisce bianco-nere in copertina, crede che si parli di Auschwitz e di Olocausto. Si parla di una amicizia che ha il coraggio di superare degli ostacoli molto grandi e imponenti e che lo fa grazie all'intelligenza di due ragazzi che capiscono che il mondo si sta sbagliando.

Un libro che sicuramente consiglio a tutti, grandi e adolescenti, a tutti coloro che hanno un concetto sbagliato dei rapporti umani, sia di amore che di amicizia e a tutti coloro a cui piacciono le storie malinconiche legate ad un passato che non c'è più e che si ricorda con felicità, nonostante tutto.

Vi lascio aspettando i vostri commenti, fatemi sapere se lo avete letto, se vi è piaciuto e cosa ne pensate. Vi ringrazio per le vostre visite e i commenti che lasciate sotto i miei post mi danno la forza e il coraggio di portare avanti un progetto, piccolo, ma in cui credo!
Ci rileggiamo presto amici Viaggialettori, un abbraccio a tutti voi!!!

2 commenti:

  1. Ciao Mikla! Uno dei più bei libri mai letti (e riletti, almeno 3 volte). Un piccolo capolavoro con un finale che è un pugno allo stomaco!

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    1. Ciao :-) Si davvero una bella lettura triste e malinconica al punto giusto e ogni volta che si rilegge fa sempre lo stesso effetto!

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