giovedì 19 gennaio 2017

RECENSIONE "VIA RIPETTA 155" di CLARA SERENI

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Buon Giovedì amici, come state? Dalle mie parti il freddo impera e il vento porta il gelo fin dentro le ossa, ma cerco di sopravvivere a tutto ciò trasformandomi in un omino michelin con felpe e pile messi uno sull'altro... Nonostante questo piccolo inconveniente io continuo ad adorare l'inverno :-)
Quello di oggi è un post particolare, non tanto per la sua natura che, vedete è sempre quella della recensione, ma perché è stata una lettura totalmente casuale e di cui non sono ancora riuscita a capire se mi sia piaciuta oppure no! Credo che rimarrò con questo interrogativo per un po' di tempo, intanto vi lascio alla lettura del post!!!






TRAMA: La protagonista di questa storia è una donna, che negli anni tra il 68' e il 77', cerca di trovare la propria strada in un clima sociale difficile e in uno familiare la cui presenza nella sua vita diventa ingombrante per la sua importanza.



Titolo: Via Ripetta 155
Autore: Clara Sereni
Casa Editrice: Giunti
Anno: 2015
Pag: 208
Prezzo: 14,00 euro






VALUTAZIONE:




Via Ripetta 155 di Clara Sereni è stata una lettura molto, ma molto casuale, nel senso che un giorno, entrando il libreria, mi sono trovata davanti un espositore pieno di questo libro e la copertina mi aveva subito attirata. Non so dirvi per quale motivo, ma nell'immagine c'era qualcosa che mi diceva che prima o poi lo avrei letto, e così poi è stato!
La cosa che più di tutte rende particolare questa lettura, per me, ovviamente, è il fatto che mai come in questo caso, ho letto un libro senza sapere un minimo di trama o quantomeno quale fosse l'argomento trattato. Mi ero fissata con l'idea che fosse un giallo/thriller dato che non conosco l'autrice e, ovviamente, ho sbagliato su tutti i fronti, ma poco importa :-)

"La causa prima fu che sono snob. La casa mia la volevo proprio lì, nella porzione di Roma compresa fra Campo de' Fiori e piazza del Popolo, delimitata da un Tevere cui non prestavo molta attenzione ma lungo i muraglioni c'erano gli alberi come in via Nomentana dove sono nata, e il fiume era comunque un punto di riferimento."

Via Ripetta è una strada centrale di Roma nella quale va a vivere la nostra protagonista e scrittrice, Clara. Infatti quello che leggiamo, in questo romanzo, è il racconto di un decennio molto importante per la storia nazionale che si va ad intrecciare con la storia personale della scrittrice.
Gli anni che vanno dal 1968 al 1977, che sono poi anche i titoli dei capitoli del libro, sono stati anni di grandi cambiamenti storici, politici e culturali, per L'italia e non solo.
Sono gli anni della rivoluzione femminile, gli anni degli scontri politici tra Comunisti e Fascisti, sono gli anni delle comuni e dell'idealismo politico nelle nuove generazioni che vogliono essere parte attiva di quel grande cambiamento.
Sono gli anni della Guerra del Vietnam e di quella in Unione Sovietica, sono gli anni dei cortei, delle lotte studentesche e per i diritti degli operai. 
Insomma quello rappresentato da Clara Sereni in questo libro è un decennio di vita funzionale al raggiungimento di una libertà che tanta parte aveva avuto nella società e nelle speranze dei giovani.
Ai tempi della storia Clara aveva una ventina di anni e vive pienamente il bisogno di ottenere la propria indipendenza da una famiglia ingombrante sia socialmente, essendo ebrea e alto borghese, sia politicamente, il padre Emilio era uno dei dirigenti del Partito Comunista.
Una indipendenza che ricerca nello stile di vita caratteristico di questi anni, infatti Via Ripetta 155 è la rappresentazione del suo mondo, fatto di gente che va e che viene, persone che discutono di politica e dei problemi sociali, persone che si fermano anche solo per una notte tra le lenzuola del suo letto e che lei accoglie con normalità, non essendo legata a nessun vincolo pregiudiziale (questi sono anche gli anni della libertà sessuale).
Una casa che rappresenta un luogo in cui poter tornare ogni volta che le cose non vanno bene o che comunque si prova a fare andare bene.
Attraverso le parole di Clara ci troviamo a seguire i suoi tentativi di affermazione nel mondo del cinema e del giornalismo, non ho detto, infatti, che oltre ai nomi politici nazionali, ritroviamo tra le pagine anche quelli di grandi registi, scrittori e cantanti, alcuni già famosi, altri stavano trovando la loro strada.
La storia che la Sereni ci racconta è un continuo intreccio tra la storia del mondo e della nazione, la nostra, con quella sua personale, il tutto guardato e rappresentato attraverso la partecipazione alle varie manifestazioni politiche, alle riunioni di partito, alle riunioni delle associazioni cinematografiche presso cui ha lavorato come segretaria e poi attraverso le esperienze legate alla sua vita familiare e sentimentale.

La rappresentazione che la Sereni fa di se stessa, della se stessa degli anni 70, è quella di una ragazza che cerca di superare le sue paure, i suoi limiti e quelli che le imponeva il suo essere appartenente ad una famiglia piuttosto importante.

"Un giorno, due, forse tre. Niente più ragioni per alzarmi dal letto, ogni scintilla spenta dal sudore. A casa mia, da sola, e mi sentivo sola al mondo, dunque completamente libera di andarmene, nessuno si sarebbe disperato per me. Esaminai accuratamente le cose che mi tenevano attaccata alla vita, una per una. E nessuna che ne valesse lo sforzo. Rami eliminati via via, e alla fine il tronco nudo basta una piccola spinta e viene giù. Niente lettera d'addio, non avevo niente da dire a nessuno. Mi addormentai tranquilla, né affranta né impaurita: libertà era anche finirla con una vita che non avevo capito ancora se fosse brutta o bella, ma di certo era troppo faticosa e piena di dolore"

Questo è anche quello che si trova in questo libro, la storia di una donna che vuole avere la libertà di vivere la sua vita e che, allo stesso tempo, ha paura che il suo tentativo possa fallire miseramente. Da qui lo sconforto, ma neanche tanto sofferto, di una vita che non si capisce fino in fondo, forse perché ancora troppo giovane per partecipare ad un periodo troppo ricco di cambiamenti. Una vita di cui si percepisce la necessità di cambiamento e che già si sente diversa da quella di tutte le altre donne. 
In una ipotetica seconda parte di questo romanzo, troviamo invece una donna che matura nonostante il principio base della libertà permane sempre molto. Troviamo una donna più consapevole di se stessa, della sua posizione, della sua capacità di sopravvivenza e soprattutto una donna che decide di responsabilizzarsi lasciando da parte il suo voler necessariamente dimostrare di essere qualcuno nel mondo a favore di una affermazione maggiore di se.
Una donna che si trova a dover fare i conti con la malattia di un padre, che gradualmente perde la sua forza empatica e fisica e viene consumato lentamente dalla malattia; la malattia di una sorella per cui ancora non si conoscevano i rimedi per curarla; la scelta di una vita sentimentale stabile fatta di una relazione sincera e di un matrimonio durato 30 anni. Insomma dei grandi cambiamenti che la modellano smussandone gli angoli, ma mai cancellando quello che di base c'è in lei.

Per quanto mi riguarda e in base a quanto scritto fino ad ora devo confessarvi che il mio giudizio sta cambiando. Inizialmente avevo dato 2 farfalle pensando più ai lati negativi che ho trovato in questo romanzo, invece ho deciso di darle tre farfalle, cambiando l'immagine proprio adesso, prima di scrivere queste righe, e trovo che mi soddisfi di più.
MI rendo conto che molte delle letture che faccio sono da tre farfalle, ma vorrei dire che sono sempre tutte diverse tra loro, sicuramente è un voto di sufficienza che do anche quando ci sono delle cose che non mi convincono. Purtroppo anche in questo caso ci sono, e ve ne parlo subito.

"Insomma era chiaro, da ogni parte provavano a fermare le lotte, il progresso, il mondo. C'era l'idea che - nel caso - saremmo andati "in montagna", a "fare i partigiani", perché quello era l'unico riferimento che ci venisse in mente. Quanto il mondo fosse cambiato, nell'arco di meno di trent'anni, non eravamo affatto pronti a metterlo in conto"

Io credo che la Sereni abbia scritto questa sorta di diario per farci rendere conto dei grandi cambiamenti che ci sono stati anche nel nostro paese e non solo nel mondo: gli anni del terrorismo, della nascita delle Brigate Rosse, delle lotte tra comunisti e fascisti, delle manifestazioni e contestazioni, che se nel 68 ci vengono rappresentate come tranquille, ovviamente nei limiti del possibile, poi arriva la violenza e la paura di poter manifestare il proprio pensiero senza dover subire pestaggi. 
Attraverso le sue parole ci mostra cosa è significato vivere in Italia durante quegli anni e soprattutto quanto, proprio quei cambiamenti, avessero influenzato la vita di tutti i giovani che volevano o tentavano di cercare la loro strada.

Quello che non mi è piaciuto molto di questo romanzo è che il tutto viene fatto in modo molto distaccato, distante, gelido, quasi come se si stesse parlando di qualcosa che non le appartiene. La sensazione è quella di leggere un saggio in cui solo nella seconda parte si è visto sostituto ad un barlume di umanità.
Questo mi dispiace, perché credo che proprio perché la scrittrice ha vissuto quegli anni avrebbe potuto dare maggiore spazio alle sensazioni vissute in quel clima di libertà.
Sono, questi, anni poco descritti all'interno dei libri e sicuramente avrei preferito saperne di più. Magari invece di fare un libro di duecento pagine in cui gli eventi, a volte, sono descritti come fossero una semplice elencazione, si poteva allungare di più la narrazione aggiungendo qualche particolare in più.
Una narrazione resa, proprio per questo motivo, pesante e poco partecipata, ecco.
Si parla di molte vicende legate alla storia italiana politica e culturale, ma si da anche per scontato che tutti i lettori di questo libro siano a conoscenza di questi eventi, cosa che, forse, rende il libro poco fruibile ad un pubblico più ampio.
Insomma questi, a mio avviso, sono elementi negativi in un libro che viene indicato come possibile vincitore di un premio.
Il fatto che sia stato inserito tra i candidati al premio strega comporta necessariamente la poca fruibilità?? Non credo.

Insomma per farvela breve, credo che questo sia un libro che possa piacere a chi ha vissuto quegli anni e per chi ha conoscenza di molti degli eventi che li hanno caratterizzati e non parlo solo per l'ambito storico.
Credo che ampliato poteva essere un bel racconto di uno spaccato d'Italia che poche volte è stato rappresentato nei libri e questa forse è stata un'occasione non sfruttata al massimo.
Nonostante tutto questo devo dire che non si è trattato di un libro da cestinare, assolutamente, un libro che, però, per quanto mi riguarda, poteva essere migliorato, al di là della candidatura al premio Strega o altro.
Posso pensare che forse la concentrazione sul mondo esterno avesse dato la possibilità all'autrice di allontanare da sé e dalla sua storia personale l'attenzione del lettore?? Ma allora perché parlare di te in prima persona limitandoti a fare solo brevi accenni alla tua storia? Non so è un libro di difficile interpretazione, nel senso che, come ho detto non riesco a capire bene se mi sia piaciuto oppure no. E' una di quelle letture del mezzo, un ni, o un so che non si sa bene dove infilare... 

Dopo questo lunghissimo sproloquio sono giunta alla fine di questo articolo che, spero, possa avervi interessato almeno un po'. Fatemi sapere se avete letto o visto o sentito parlare di questa autrice, e cosa ne pensate.
Se vi va lasciate un segno del vostro passaggio e ne sarò felicissima :-)
Per adesso vi saluto, vi mando un grande abbraccio, vi ringrazio per i passaggi che fate e per tutti i commenti che mi lasciate... Non mi resta che augurarvi UN BUON VIAGGIO TRA LE PAGINE DEI VOSTRI LIBRI!!! A presto...

2 commenti:

  1. Ciao Mikla, come sempre una recensione che sa rendere molto bene l'idea di ciò che contiene il libro in questione:) sai, anche io vedendolo nella vetrina della libreria, a primo impatto sono rimasta colpita dal titolo e dalla copertina, ma non quanto te che l'hai acquistato. In effetti, ora che so anche di cosa parla non pensò che finirà in wishlist: purtroppo la politica non rientra affatto tra le mie passioni ed i romanzi che, come questo, si concentrano molto su temi del genere quasi sempre per me risulta una lettura noiosa e pesante. Mi rendo conto che si tratta di un mio limite, che spesso supero tranquillamente se la trama o la scrittura mi prendono abbastanza. In questo caso, non ci sono molti elementi che mi spingono a tentare... meglio per le mie tasche, una volta tanto!

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    1. Ciao Julia, ho preso l'ebook in realtà, proprio perché mi attirava ma senza ispirarmi troppa fiducia! Ho portato a termine la lettura con fatica a volte perché anche io, come te, non amo il genere, però, poi ho cercato di guardare oltre e questo è il risultato :-)

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