venerdì 30 settembre 2016

RECENSIONE "L'AMANTE" di MARGUERITE DURAS

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Come state amici? Sono felice di annunciarvi che il blocco del lettore sta passando e sto leggendo dei libri che, fortunatamente, mi stanno piacendo tantissimo ;-)
Oggi vi propongo una lettura brevissima ma che non per questo risulta leggera o veloce da portare a termine. Un libro molto particolare che sto ancora "digerendo", passatemi il termine.. Vi spiego, come sempre, le mie impressioni nel post, Buona lettura!!!



TRAMA: Memoria semi biografica di un'avventura amorosa tra una ragazzina francese di 15 anni ed un magnate cinese. Una storia contornata dalla presenza di una famiglia difficile che influenza molto l'essenza di questa ragazzina, non solo nel momento del fatto, ma in tutta la sua vita adulta.


Titolo: L'amante
Autore: Marguerite Duras
Casa Editrice: Feltrinelli
Anno: 2014 (Ristampa)
Pag: 123
Prezzo: 7,50 euro






VALUTAZIONE:



Come ho avuto modo di dirvi nel post dedicato alla Cassetta della Posta di Agosto, che tra l'altro è uscito con un evidente ritardo, ho trovato questo libro nel secondo passaggio che ho fatto al mercatino dell'usato della città vicino a dove abito.
Sinceramente non avrei mai sperato di ritrovare lì qualcosa che potessi aver visto di recente o che avesse potuto suscitare da poco il mio interesse, come in questo caso, invece, proprio lì ho trovato questo libricino che, tra l'altro, avevano portato da pochissimo tempo.
Devo dire che per la seconda volta, dopo tantissimo tempo, ho letto subito qualcosa che ha suscitato il mio interesse, senza aspettare tempi biblici per dare posto ad altre letture che, magari, mi ero preposta di fare, un po' come ho fatto con Battle Royale praticamente, e devo dire che queste sono le letture che apprezzo di più. Dovrei farlo molto più spesso a leggere subito le cose che compro perché mi incuriosiscono e inframmezzarle magari con qualcosa di più vecchio nella mia libreria... Comunque tornando a noi.
Il libro di cui vi parlo oggi è una versione particolare di romanzo biografico e memoire che ha, al suo interno, anche un accenno di romanzo familiare.

E' strano come, in un romanzo di poco più di cento pagine ci sia così tanto, ebbene, L'amante ha una particolare magia al suo interno che non ti abbandona neanche dopo averlo letto da tempo.
L'amante è stato il mio primo approccio a questa scrittrice di cui sento parlare soprattutto per questo romanzo. Ovviamente il titolo riprende la storia che si racconta al suo interno, ma sbaglia chi pensa che tra le pagine di questo piccolo testo ci sia solo questo.
Innanzitutto voglio dirvi che ho trovato la storia molto malinconica, rabbiosa, triste, sofferta e allo stesso tempo piena d'amore.
La scrittrice, attraverso continui cambi di punti di vista che, però, in realtà la riguardano sempre, anche se in epoche diverse della sua vita, non ci racconta solamente di sé stessa, ma anche della madre e dei suoi due fratelli. 
Si potrebbe definire romanzo familiare? Forse, non so. Non vorrei metterlo in una categoria precisa, perché mi sembrerebbe di banalizzare, in un certo senso, quello che c'è al suo interno.
Non credo di poter raccontare molto della trama dell'opera, essendo una serie di memorie legate al suo passato. L'unico episodio a cui è dedicato più spazio, ovviamente, è la storia della sua relazione, ma non c'è solo questo.
I personaggi non vengono nominati, li conosciamo solamente attraverso il loro ruolo, per cui abbiamo la madre, una donna sola, una direttrice di scuola, che evidentemente è molto più debole di quello che vuole far vedere. Una donna mentalmente instabile che si ritrova a dover lottare per mandare avanti la vita dei suoi tre figli e combattere con le difficoltà proprie e dei suoi tre figli.
Dei tre, il maggiore è una specie di bullo, un prepotente che non fa altro che sottomettere il fratello, dal carattere totalmente diverso dal suo. Un ragazzo difficile, che non ha alcun rispetto per i sacrifici della madre, per i suoi fratelli e neanche per se stesso.
L'anello debole della famiglia è il fratello centrale, un ragazzo che solo con la sorella, la scrittrice, ha il rapporto di complicità che ci aspetterebbe da due fratelli. Un ragazzo che trova nella sorella quella sorta di stabilità che manca in tutti gli altri componenti della famiglia.
E poi c'è la nostra protagonista. Una ragazzina di 15 anni apparentemente spensierata, ma che, dalle pagine del libro, è portatrice di un carico di sofferenza inespressa e repressa che mi ha portato a vedere la sua relazione, a volte, come una sorta di via di fuga da una realtà che le stava stretta. 
"Si preoccupa anche di quel mal di testa che spesso la riduce moribonda, livida, immobile, una pezza umida sugli occhi. E di quel disgusto che lei talvolta ha della vita, che la invade se pensa a sua madre e improvvisamente urla e piange di rabbia all'idea di non poter cambiare la sorte, render felice la madre prima che muoia, uccidere chi le ha fatto tutto quel male. Lui, il volto contro il volto di lei, riceve il suo pianto, se la preme contro, folle dal desiderio delle sue lacrime, della sua rabbia."  
Il personaggio che ho preferito su tutti è proprio quest'uomo, più grande di lei, ma che non la tratta come una bambina, ma come una donna, con la sua forza e la sua debolezza.
Un uomo, se lo paragoniamo a lei ovviamente, che ha paura di lei e allo stesso tempo ne è talmente innamorato da non poter rinunciare a qualcosa di lacerante, corrosivo e allo stesso tempo travolgente e magico come la loro relazione risulta essere.
Assistiamo alla nascita di una relazione difficile, resa complicata da un contorno problematico dal quale non è possible allontanarsi. Vediamo il progredire di una relazione che cresce con la ragazzina che ne è protagonista e che cerca, a mio avviso, nell'uomo cui ha ceduto, un sostegno per il peso che porta. 

"La guerra era come lui: invadeva, penetrava, imprigionava, rubava, c'era sempre, in tutto, mescolata a tutto, eterogenea, presente, nel corpo, nel pensiero, nella veglia, nel sonno, sempre, in preda all'inebriante passione di occupare l'adorabile territorio del corpo bambino, il corpo dei più deboli, dei popoli vinti, perché il male è alle porte, ci sta addosso."

Le tematiche che la Duras inserisce nel testo sono tante e tutte affrontate con grande profondità, la guerra che lacera e dilania e che la scrittrice paragona a questa sua relazione, l'instabilità della madre e l'irresponsabilità del fratello che avrebbe dovuto, forse, sostenerla. La relazione clandestina o illegale che la giovane ha con un uomo più grande e la morte di un fratello che provoca nella ragazzina una ferita profonda, inconsolabile, più grande di quella che la madre le provoca continuamente.


La breve storia raccontata dalla Duras è un continuo dare voce ad un dolore straziante che la scrittrice ha portato dentro di sé per anni. Un qualcosa di indelebile, una condizione inamovibile e immutabile che le provoca una sofferenza continua che, inevitabilmente, ricade su tutto quello che potrebbe darle gioia.
Ci sono, tra le pagine, momenti di rabbia profonda e passaggi d'amore intenso che la ragazza o donna, dipende dal momento dello sfogo, confessa lasciando il lettore senza fiato.
Una scrittura che ti cattura, tagliente, diretta e priva di fronzoli che ti arriva al cuore così velocemente che solo in un momento successivo capisci che è quel passaggio o l'intero libro ad averti lasciato una grande malinconia.
Un diario, biografia, memoire, non so, un mezzo che la scrittrice usa per favorire lo scaricarsi di una donna che ha sofferto tanto e non ha avuto il momento giusto o la persona giusta per sfogare il suo dolore.
Attenzione, non sto dicendo che si tratta di una lamentela continua, no, sono scene di vita vissuta accompagnate dalla scrittura dei sentimenti di una donna che ha deciso di parlare di sé e della sua vita senza censure.
Un libro che fa riflettere molto, che lascia quel senso di amaro in bocca che ti fa pensare a quello che si ha di bello nella propria vita, che ti incita a vivere quello che nella vita capita, anche se può risultare sbagliato. Un libro che mi è piaciuto moltissimo e che nella sua brevità stupisce per quanti spunti di riflessione possa lasciare.

Spero di avervi dato motivo di leggere questo libricino, una lettura nata per caso e che forse sono le cose più belle che si leggono. Come vi ho detto all'inizio del post, è stata un libro che ho letto il giorno successivo a quello in cui l'ho comprato e che sicuramente mi ha portato a decidere di dare spazio alle letture che compro, magari così riuscirò a limitare gli acquisti, chissà!!!
Bene! Fatemi sapere se avete letto il libro, cosa ne avete pensato, se avete intenzione di leggerlo oppure lo avete letto e non vi è piaciuto!
Io spero, dal canto mio, di avervi incuriosito con le mie parole, d'altronde questo vorrei fare, suscitare in voi quel pizzico di curiosità che possa spingervi a prendere in mano una delle letture che vi propongo nelle mie "recensioni". 
Ovviamente, ripeto, non sono recensioni ufficiali, sono solo il mio pensiero e le mie sensazioni su qualcosa che ho letto e che può piacermi o meno. 
Adesso vi saluto... Vi auguro un buon Week End di fine settembre... Fate buone letture... Ci rileggiamo presto... Un abbraccio a tutti voi Viaggialettori!!!

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