sabato 27 febbraio 2016

RECENSIONE "1Q84. LIBRO 1 E 2. APRILE-SETTEMBRE" di Murakami Haruki

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Come previsto il freddo è tornato ma solo dalle tre del pomeriggio quando comincia ad alzarsi il vento pomeridiano che ormai ci fa compagnia da più di una settimana... ma ce ne faremo una ragione... Allora oggi ritorno con la recensione che vi avevo promesso nell'ultimo posto pubblicato qualche giorno fa (ve lo lascio qui) di questo libro piuttosto particolare che mi ha davvero entusiasmato... Non mi resta quindi che augurarvi Buona lettura!!!


TRAMA: Nell'anno 1984 due giovani trentenni, Aomame e Tengo, vivono in un mondo solo apparentemente reale. Aomame è un abile killer prezzolato, avvertita di questa pseudo-realtà dal tassista che, per farla arrivare in tempo al suo appuntamento, le suggerisce di scendere dal taxi imbottigliato nel traffico e percorrere l'uscita d'emergenza della tangenziale (la barriera tra le due realtà). Tengo è un ghost writer non ancora riuscito a trovare la sua collocazione nel mondo letterario cui viene affidato l'incarico di dover riscrivere il romanzo fantastico, "La crisalide d'aria", realizzato da una diciassettenne poco abile nella scrittura, Fukada Eriko, ma molto misteriosa. 
 "LaCrisalide d'aria" descrive un mondo surreale che Tengo, incontrando la sua autrice, finisce con il considerare sempre più reale e inquietante, soprattutto perché attorno a lui fanno la loro comparsa degli strani personaggi. Anche Aomame, dal canto suo, inizia ad accorgersi di strani fenomeni che non fanno parte della realtà che è abituata a vivere, tra questi il più inquietante è la comparsa in cielo di due lune. Questo la porta a domandarsi se sia la sola a vederle e se c'è qualcun'altro che come lei è in grado di superare la sottile barriera che separa il 1984 dall'anno 1q84.


Titolo: 1q84. Libro 1 e 2. Aprile-Settembre
Autore: Murakami Haruki
Casa Editrice: Einaudi
Anno: 2015 (Ristampa)
Pag: 722
Prezzo: 14,00 euro


VALUTAZIONE:


Non so se la scelta di questo romanzo, o meglio trilogia, sia stata la cosa giusta da leggere per approcciarmi a Murakami, ma comunque mi è andata bene, visto che mi è piaciuto molto... Al momento della sua uscita nelle librerie, nel 2011, questo romanzo, che volutamente non ho acquistato né letto all'epoca, era diventato per me una sorta di ossessione, si trovava ovunque!!! Io, però, per una strana motivazione, che ancora non ho capito, tendo a leggere e comprare questo tipo di pubblicazioni sempre dopo che è passato il loro momento di gloria. Sarò strana??? Sicuramente!! Ma ogni volta che leggo libri così acclamati mi sembra sempre di essere troppo influenzata dalle opinioni di tutti o comunque mi capita di ascoltare o leggere anticipazioni che mi rovinano puntualmente la lettura. Per questo motivo, la maggior parte delle volte, finisco con il comprare libri così e leggerli ad anni di distanza o, se compro delle novità, sono sempre libri poco pubblicizzati. Insomma tutto questo per dire che prima o poi arrivo a leggere anche qualcosa di noto:-)...ma torniamo alla recensione, che è meglio!!!
Leggere 1q84 è stata un'esperienza piuttosto particolare...Non sapevo la trama di questo romanzo, ma solo qualche anticipazione che non sono riuscita ad evitare (da qui il discorso di prima) che lo indicava come libro su una realtà "parallela", e già questo mi ha incuriosito. A lettura terminata mi sono trovata davanti un romanzo piuttosto inquietante, poiché la realtà che Murakami ci presenta nella parte iniziale del romanzo è NORMALISSIMA, ma poi aggiunge elementi che ti portano spesso a domandarti se sia realtà o fantasia
La prima scena ci presenta Aomame imbottigliata nel traffico cittadino che scende le scale d'emergenza della tangenziale inconsapevole del fatto che proprio lì si trova il passaggio per l'anno 1q84. L'inquietudine nasce nel momento in cui l'autore ci parla di una realtà apparentemente normale che gradatamente si fa fantastica e surreale senza che il lettore se ne renda conto.
Il mistero che intride questo mondo rende il lettore solidale con i personaggi del romanzo a loro volta spaesati di fronte a ciò che accade davanti ai loro occhi. 

" Ultimamente intorno a me continuano ad accedere cose bizzarre. il mondo sta procedendo per conto suo, e io non ne so niente, come se stessimo facendo un gioco in cui tutti possono muoversi solo quando ho gli occhi chiusi"

La stessa sensazione di spaesamento è provata da Tengo, l'altro protagonista del romanzo, che si trova alle prese con Fukada Eriko, ragazza di diciassette anni autrice de "La crisalide d'aria", piuttosto misteriosa. Fukaeri, cosi si fa chiamare la ragazza, è bellissima ha un modo strano di parlare, atono e monocorde, e sembra vivere in un mondo tutto suo, molto simile a quello da lei descritto nella Crisalide d'aria. 
Il proseguire della narrazione permette a Murakami di farci conoscere i personaggi sempre più in profondità, non rimanendo solo sulla loro storia, facilitando così al lettore la comprensione di determinati loro atteggiamenti e i loro pensieri più reconditi .
L'alternarsi dei punti di vista rende la storia molto scorrevole, sebbene ci siano alcune parti di testo che si ripetono ma che, secondo me non danno pesantezza alla storia. 
Nel romanzo vengono affrontate molte tematiche importanti, prima fra tutte la violenza sulle donne. Aomame è l'assassina di tutti coloro che usano violenza sulle donne. Siano essi mariti, compagni, padri, fratelli la loro fine è essere uccisi dalle abili mani di Aomame e dal suo rompighiaccio appuntito.
Altro tema è quello delle sette religiose che mutano la loro natura diventando sette politiche, agendo in modi poco leciti e segreti lasciando all'estero il resto del mondo e condizionando inevitabilmente la vita di tutti coloro che sono entrati in contatto con la loro realtà e le loro condizioni (Fukaeri e Aomame ne sono un esempio). 
Molto evidente è pure la volontà dell'autore di unire tra loro due culture, quella giapponese e quella consumistica americana. Elemento riscontrabile nel nome dei personaggi o delle strade, nelle ricette preparate d Tengo, nelle regole delle sette religiose di stampo buddista.  Accanto a questi elementi ci sono vari riferimenti all'America in alcune abitudini dei due protagonisti principali o nella scelta dei loro abiti ad esempio. 
Accanto a questi richiami ce ne sono altri che non riguardano solo la società o lo stile di vita, ma il mondo della musica e soprattutto della letteratura non solo giapponese ma europea e americana, ovviamente. 
Caratteristico del secondo libro è la presenza di molte spiegazioni relative ai personaggi, così da favorire il procedere della storia attraverso le vicende di Aomame e Tengo, che in questo senso scorrono in parallelo raccontando la loro vita. Le spiegazioni in questo secondo libro lo rendono più interessante e accattivante rispetto al primo che, dal mio punto di vista, è un libro di introduzione ad un mondo che nella sua surrealtà è piuttosto articolato.
Il tema che fa da motore in tutta la storia è l'amore, un amore coltivato per anni sempre uguale e sempre molto forte. Un amore che nella sua classicità e normalità, se vogliamo, entra un po' in contrasto con tutto il resto del mondo creato da Murakami. 

"Ho amato soltanto una persona - disse Aomame- quando avevo dieci anni, me ne sono innamorata e gli ho stretto la mano. [...]. Quello che desidero è incontrarlo un giorno da qualche parte, per caso. Per esempio incrociandolo per strada, o prendendo lo stesso autobus. - Un incontro casuale, voluto dal destino. [...] E se succedesse, gli confesserei tutto. Gli direi: Nella mia vita non ho amato altri che te."

1Q84 è sicuramente un romanzo molto particolare e sebbene lo avessi cominciato con un po' di scetticismo devo dire che mi sono dovuta ricredere. La cosa più affascinante per me è stata proprio la lentezza con la quale Murakami ti fa entrare in un mondo che sembra essere un film di fantastico, con descrizioni che sembrano scorrere veloci come fossero scene di un film. E' un libro diverso rispetto a quello che ho letto fino ad ora ed è sicuramente un libro che consiglio sia a chi piace il genere surreale sia a chi appunto vuole leggere un romanzo d'amore che , però, parla di un amore che non scende mai nel melenso o nel volgare.
Un romanzo i cui personaggi sono ben caratterizzati e analizzati nel più profondo del loro animo. Un libro che ad ogni pagina che si gira si spera sempre che non sia l'ultima per la curiosità che vi lascia addosso.

"Quello in cui vivo adesso è l'anno chiamato 1q84. E' così? [...]  Non è un mondo di finzione.E nemmeno un mondo immaginario. Né metafisico. Glielo garantisco. Ma questo, non è l'anno 1984 che conosce lei- E' una sorta di mondo parallelo?- L'uomo rise, facendo tremare un po' le spalle.- Mi sembra che lei abbia letto troppa fantascienza- No, non è così. Non è un mondo parallelo. Li c'è l'anno 1984 e qui c'è il 1q84, che è una sua ramificazione. non procedono in parallelo. il 1984 ormai non esiste più, da nessuna parte. Sia per lei che per me l'unica dimensione valida in questo momento è l'anno 1984."

Bene lettori, spero che con questo stralcio, oltre a tutto il resto del post, io sia riuscita a mettere in voi un pochino di curiosità. Non mi resta quindi che salutarvi e augurarvi un buon week-end e delle belle letture... Fatemi sapere se lo avete letto, se vi è piaciuto e se avete dei consigli su come procedere nella lettura delle opere di Murakami, se conoscete questo autore. 
Un abbraccio virtuale a tutti e se vi va lasciate un segno del vostro passaggio... Alla prossima!!! 
   



mercoledì 24 febbraio 2016

WWW... WEDNESDAY...#1

BUONGIORNO A TUTTI VIAGGIALETTORI !!! Benvenuti o Bentornati sul mio blog!!!


Oggi sono qui per proporvi una nuova rubrica realizzata dal blog SHOULD BE READING con la quale faccio il punto della situazione riguardo alle letture in corso, quelle finite  e quelle che farò. Tramite questa rubrica potremo scambiarci ulteriori consigli di lettura e, come sempre, opinioni nel caso in cui ci fossero letture in comune.
E' una rubrica a cui tutti possono partecipare, basta rispondere a tre semplici domande:

1) WHAT ARE YOU CURRENTLY READING? (Cosa stai leggendo?)
2) WHAT DID YOU RECENTLY READING? (Cosa hai appena finito di leggere?)
3) WHAT DO YOU'LL READ NEXT? (Cosa hai intenzione di leggere in seguito?)

Bene, ora che siete informati sul funzionamento della rubrica procedo dandovi le mie risposte... spero che possa esservi utile... A presto!!!




Cosa stai leggendo?



Ho comprato La passione di Artemisia di Susan Vreeland in piena estate in cerca di qualcosa da leggere sotto l'ombrellone e, allo stesso tempo, che fosse coinvolgente e appassionante... Devo dire che sono riuscita a soddisfare pienamente la ricerca pur non sapendo nulla della trama e riconoscendo il nome della protagonista come reminiscenza degli studi fatti all'università.
Il romanzo racconta le vicende di Artemisia Gentileschi, figlia del pittore romano Orazio Gentileschi, e del suo essere caparbia nel volersi affermare in un mondo prettamente maschile all'epoca, quello dell'arte. 
Sono più o meno alla metà e devo dire che per chi ama l'arte è davvero una lettura molto piacevole. Lo stile di scrittura è lineare, ci sono molte descrizioni fatte con l'occhio da pittrice, e non solo per quanto riguarda il paesaggio o i personaggi, anche delle stanze dei grandi e importanti palazzi dell'epoca (siamo nella prima metà del 1600). Sicuramente una lettura consigliata proprio perché l'abilità della scrittrice ti permette di entrare pienamente in quelle atmosfere.




Cosa hai appena finito di leggere?





Due letture decisamente diverse!!! L'altra verità di Alda Merini è stata una scelta d'impulso, mi ero ritrovata a pensare a questa donna un po' sopra le righe e allo stesso tempo dallo sguardo malinconico, quasi triste, questo mi ha portato a voler conoscere la sua storia. Il libro è una sorta di diario nel quale la Merini racconta la sua esperienza decennale in un manicomio. La figura che ne esce fuori è quella di una donna incompresa, in preda ad una forte solitudine ma che, nello stesso momento, cerca delle risposte per la sua condizione di infermità senza trovarne. La donna di cui la stessa autrice (la stessa Alda, ovviamente!) parla è una donna che cerca l'amore, che "ho voglia di innamorarmi: ma di chi?". La testimonianza che ci viene fornita è anche, dal mio punto di vista, una prova di coraggio per l'autrice che non esita a parlare di sé ammettendo le sue debolezze. 
Oltre ad avere la possibilità di conoscere la vita di questa poetessa, ci viene offerta anche la possibilità di conoscere la condizione dei manicomi e di come venivano trattati i ricoverati, e della difficoltà degli stessi di tornare in società:


"L'aver vissuto in un manicomio e l'avere interpretato questo vissuto, non è cosa da tutti; l'esserne poi riusciti, è stata impresa quanto mai difficile in quanto è pericoloso uscire dai meandri della propria inquietudine per addentrarsi nella socialità."

Di tutt'altro genere è  1Q84 di Murakami Haruki, un libro surreale nel quale siamo catapultati in una realtà che è tanto INQUIETANTE quanto NORMALE... e questo è sicuramente l'elemento che ha giocato in suo favore per farmelo piacere. Il titolo è un chiaro riferimento all'opera di George Orwell 1984, appunto, ma al suo interno ci sono molti altri riferimenti non solo alla letteratura mondiale, ma anche alla musica e all'America, soprattutto per lo stile di vita dei personaggi, sebbene Murakami abbia mantenuto onomastica e toponomastica giapponesi. E' sicuramente un libro molto particolare di cui sto preparando una recensione a parte quindi non voglio dilungarmi più di tanto in questa sede. Sappiate solo che leggerlo vi lascerà con una visione diversa del mondo che vi circonda.



Cosa leggerai in seguito?




La scelta devo dire è un po' banale, ma diciamoci la verità: come si fa a lasciare una storia in sospeso per tanto tempo??? IO NON CI RIESCO, DEVO SAPERE!!! Per questo motivo, appena finirò di leggere la storia di Artemisia Gentileschi mi immergerò nuovamente nell'anno 1Q84 di Murakami Haruki con la terza ed ultima parte della storia, e poi d'obbligo, non avendolo ancora mai letto (MEA CULPA!!!), leggerò 1984 di George Orwell .


Bene lettori, fatemi sapere quale/i libro/i state leggendo, quale/i lettura/e avete terminato e quale/i saranno i/il prossimo/i mondo/i che visiterete.. Spero che il post vi sia piaciuto... Lasciate il vostro commento qui o sulla pagina Faceboook...Alla prossima.. Un abbraccio virtuale a tutti voi!!! 

mercoledì 17 febbraio 2016

RECENSIONE: "IL BALLO" di Irène Némirovsky

Salve a tutti viaggialettori, Benvenuti o Bentornati sul mio blog!!!
Oggi c'è aria di primavera anche se hanno già detto che sarà solo un momento :-/, non ci buttiamo giù e aspettiamo il ritorno dell'inverno che favorisce la lettura sotto le coperte...
Allora... allora... oggi vi propongo una nuova recensione su un un libro che sebbene non sia di molte pagine offre comunque alcuni spunti di riflessione interessanti. Bando alle ciance e iniziamo subito con la recensione...spero vi piaccia :-)


TRAMA: I coniugi Kampf arrichittisi per una azione fortunata in borsa, decidono di organizzare un ballo in casa per cercare di ottenere maggiore rilievo sociale. Un ballo che non verrà celebrato a causa della vendetta da parte della figlia dei due che getta gli inviti nella Senna dopo aver subito continue vessazioni e umiliazioni dalla madre. Attraverso questo romanzo breve, la Némirovsky ci fornisce un quadro ironico e spietato di una società, quella borghese, ipocrita e poco incline al rapporto familiare.

Titolo: Il Ballo
Autore: Irène Némirovsky
Casa Editrice: Adelphi
Anno pubblicazione: 2005 (7a edizione)
Pag: 83 
Prezzo: 8.00 euro





VALUTAZIONE:




La protagonista di questo romanzo breve è una ragazzina di 14 anni che non riceve alcun tipo di attenzione da parte dei propri genitori molto più attenti a cercare prestigio solare. La loro è una famiglia di ebrei arricchitisi dopo un colpo fortunato in borsa che gli ha permesso in breve di salire ai vertici della società, entrando così a pieno titolo a far parte della borghesia.
Il ballo, che dà il titolo alla storia, è uno strumento attraverso il quale i coniugi Kampf sarebbero dovuti riuscire a raggiungere quella vetta, ma diventa anche occasione di libertà per Antoinette, la protagonista della vicenda.
Antoinette vive la sua vita in piena solitudine (come tipico di molti adolescenti) e allo stesso tempo continuamente vessata, disprezzata e in un certo senso privata della sua libertà dalla madre. Da questa sua condizione parte tutto l'odio che Antoinette prova per la madre e che la porta a vendicarsi di lei. 
Allo stesso tempo, però, Antoinette disprezza anche tutti coloro che si trovano vicino ai genitori SOLO per la posizione che sono riusciti a raggiungere. Questo è ciò che la Némirovsky punta a colpire attraverso tutta la sua intera opera letteraria, l'ipocrisia della società borghese che non guarda mai oltre la punta del proprio naso.
I coniugi Kampf sono egoisti e Antoinette è una ragazzina che cerca di farsi notare da loro e che ha sogni d'amore e felicità come chiunque altro alla sua età. 
La madre, Rosine, è una donna priva di senso materno, a tal punto che arriva a vedere la figlia come una potenziale rivale sociale.

 "Questa poi! che roba!" gridò con voce arrochita dall'ira. "Questa ragazzina, questa mocciosa, andare al ballo, ma guardate un pò!... Aspetto un pò, ti farò passare io tutte queste manie di grandezza, figlia cara... Ah! tu pensi che il tuo "debutto in società" sia l'anno prossimo? E chi sarebbe che ti ha messo in testa questa convinzione? Sappi, bella mia, che io comincio soltanto adesso a vivere, io, capito? Io, e non ho alcuna intenzione di farmi intralciare da una ragazza da marito..."

Rosine è una donna isterica, insofferente alla presenza della figlia e chiaramente insoddisfatta di tutto quello che la circonda. La sua insoddisfazione è costantemente riversata sulla figlia da lei osteggiata, criticata, corretta e derisa in ogni sua azione. Anche il marito, Alfred, per quanto rimanga in disparte rispetto alle due donne, è rappresentato comunque come un uomo assente, sia nella vita della figlia che in generale della sua famiglia. 
Il ballo è chiaramente un pretesto utilizzato dalla Némirovsky per mettere in evidenza alcune tematiche autobiografiche della sua produzione : il rapporto con la madre, chiaramente molto conflittuale, e il disprezzo verso una società che lei reputa arrogante e ipocrita. 

Nel suo complesso l'opera mi è piaciuta molto. Mi piace lo stile che ha adottato la scrittrice a tratti molto pungente, ironico e delicato allo stesso tempo. Mi è piaciuto il fatto che per parlare di tematiche importanti quali appunto l'incomunicabilità familiare, non ci sia stato necessariamente bisogno di un romanzo dalla lunghezza infinita. Non ci sono, infatti, parti di testo che servono solamente ad allungare il brodo ed ogni elemento è posizionato in modo tale da creare una narrazione lineare e chiara grazie anche alla giusta suddivisione del testo tra parti narrate e dialogate. 
Sicuramente una lettura piacevole che può fornire le basi per conoscere lo stile e le tematiche affrontate da questa autrice. 

Spero di aver suscitato la vostra curiosità nel leggere questo gioiello letterario... non mi resta che augurarvi BUONA LETTURA... lasciate un commento se vi va, vi risponderò quanto prima... Alla prossima  !!!


martedì 9 febbraio 2016

RECENSIONE: "VENUTO AL MONDO" di Margaret Mazzantini

Salve a tutti viaggialettori,
esordisco sul blog con la recensione di un libro che decisamente è stato tra i miei preferiti in assoluto del 2015. Nonostante sia martedì grasso e si dovrebbe essere allegri e scherzosi io spero che pur parlando di questo libro, diciamo così non propriamente allegro, non vi porti tristezza ma anzi vi spinga subito a leggerlo...Ma partiamo subito e BUONA LETTURA!!!




 TRAMA: Gemma è una cinquantenne soddisfatta e appagata che, in occasione di una mostra fotografica su Sarajevo, si ritrova a ripercorrere gli anni della sua giovinezza fino all'incontro con Diego, autore di alcune delle fotografie esposte nella mostra in questione e grande amore della sua vita. A distanza di venti anni, Gemma racconta la storia della sua vita, del suo matrimonio finito, della relazione con Diego ma anche della sua rinascita da una situazione difficile. Diego e Gemma si ritrovano ad affrontare problemi grandi che offrono molti spunti di riflessione: le difficoltà economiche, la maternità la guerra oltre alle problematiche legate alla creazione di un nuovo nucleo familiare.   

Titolo:Venuto al mondo
Autore: Margaret Mazzantini
Casa Editrice: Mondadori
Anno: 2008
Pag: 533
Prezzo: 15,00 euro
                                         
                                  
       VALUTAZIONE:


E' passato un po' di tempo ormai da quando ho letto l'ultima pagina di questo romanzo, ed è incredibile il modo in cui ne sono rimasta coinvolta e scossa a tal punto che continuo ancora a pensare alla sorte dei personaggi. 
Non si può parlare di un libro d'amore strappalacrime, sebbene di lacrime se ne versino e neanche poche. E' la storia di un amore tra due persone che incarnano due realtà completamente diverse tra loro: Gemma, che è anche la narratrice degli eventi, rappresenta tutto ciò che di normale e ordinario possa esserci. All'epoca dei fatti che vengono raccontati, Gemma ha 29 anni e si trova a Sarajevo in occasione delle olimpiadi invernali del 1984. Diego, più piccolo di lei di qualche anno (24 anni), è un giovane fotografo free lance. 
Il colpo di fulmine che li travolge completamente dà il via ad una serie di eventi che non coinvolgono solamente loro due ma anche altri personaggi grazie ai quali la Mazzantini presenta varie realtà presenti nel romanzo.
Specificare la loro età potrebbe risultare come un dato superfluo, ma proprio la differenza, se vogliamo minima, che c'è tra loro risulta essere un problema:

" Aveva il terrore che io potessi stancarmi della sua invadenza, del bisogno fisico che aveva di me, di toccarmi in continuazione come un bambino. Anche la notte dormiva incollato alla mia schiena, mi ritrovavo tutta sudata, la sua saliva nei capelli. Aspettavo il giorno in cui lui avrebbe cominciato a ritirarsi naturalmente nella sua parte di letto. Invece no, se si allontanava era per sbaglio o scacciato da me durante le notti di afa. Appena se ne accorgeva, anche nel sonno, tornava da me"

Lo sfondo di tutti gli eventi importanti della vicenda è Sarajevo, città che permette a Gemma (e ovviamente alla Mazzantini) di trovare il collegamento tra la sua vita passata e presente senza che si creino degli stacchi eccessivamente netti tra le due realtà temporali.
La storia si articola in due periodi il presente del 2008 e il passato dal 1984 al 1992, periodi che si intersecano magistralmente grazie ad una scrittura che non è mai troppo smielata o troppo dura, ma realistica , come realistici sono i personaggi che la scrittrice porta davanti ai nostri occhi.
La Mazzantini riesce a ricreare, attraverso le parole di Gemma, una realtà struggente, violenta, crudele e spietata e allo stesso tempo talmente coinvolgente e travolgente che inevitabilmente si prosegue la lettura per sapere il destino dei protagonisti.Gli eventi e le tematiche affrontate sono tante, molto reali e toccanti tutte in modo diverso ovviamente.
Il primo grande tema è quello dell'AMORE, per il proprio partner, per i figli, per la propria famiglia, per gli amici ma anche per coloro che le grandi difficoltà o il "bisogno" ti portano ad incontrare. E' infatti l'amore e le sue sfaccettature ad essere motore di tutta la vicenda.
Secondo tema importante è la MATERNITÀ. Maternità cercata, sperata, desiderata così ardentemente da portare Gemma a compiere gesti, che alcuni potrebbero considerare inconsulti, altri un atto, in un certo senso, dovuto alla vita che nasce.
Ultimo grande tema è la GUERRA IN BOSNIA. Le descrizioni che la scrittrice ci offre sono ben dettagliate ma questo non vuol dire che siano pesanti o noiose. Ci viene offerto un quadro perfetto e lungimirante sulla sofferenza patita dagli abitanti di una città, Sarajevo appunto, martoriata, di abitanti che lottano per sopravvivere e di coloro che nonostante le difficoltà si sono recati lì per offrire il loro aiuto, il loro conforto. Si viene a conoscenza di una guerra che non ha nulla di inferiore rispetto alle altre più note. 

"[...] Poi imparammo a dormire, a sprofondare nel sonno pur di uscire per qualche ora da quel Lager. [...] Imparammo a riconoscere la gola roca dei kalashnikov, il sibilo delle granate, il botto del mortaio e poi quel sibilo. [...] Imparammo a muoverci. A correre come lepri nelle zone scoperte: le fessure tra i palazzi, gli incroci da cui si vedevano le colline."
  
"Non bisogna fermarsi a guardare... lasciare agli occhi il tempo di vedere, di affezionarsi. E' questo che bisogna imparare. Non dare ai morti il tempo di rivelarsi, di diventare reali, bisogna tirare dritto, non discernere un corpo da un sacco di sabbia, ma lasciarseli dietro, indistinti, allontanarli dal vero, guardare solo la propria strada. Solo così si può resistere. Non dando ai morti un nome, un cappotto, un colore di capelli. Lasciarli. Imparare a scansarli già da lontano, fingere di non averli visti. Fingere che non ci siano. Perché se ti fermi, se te li lasci scivolare dentro... allora inevitabilmente rallenti il passo" 


La città di Sarajevo che la guerra ha distrutto e dilaniato in ogni sua parte è la stessa che ha favorito l'incontro tra Gemma e Diego nel 1984 ed è la stessa città che nel 2008 cerca di guardare alla guerra solo come un incubo del passato, nonostante i suoi strascichi siano ancora ben visibili.
Nel parlare dei personaggi, non so ben dirvi quale mi abbia rapito il cuore. Di ognuno di loro ci sono state cose che mi sono piaciute moltissimo e altre che mi hanno fatto storcere il naso, ovviamente non può esserci la perfezione, ma una cosa che posso dire è che la Mazzantini è riuscita a farli materializzare davanti ai miei occhi facendomi diventare parte di una realtà che ancora oggi mi rende legata a quel mondo.
Le emozioni che si provano nel leggere il libro sono molteplici, dalla gioia nel vedere due anime che si trovano, allo sconforto nella loro impossibilità a diventare genitori (l'infertilità è filo conduttore di tutta la vicenda). La paura della guerra e il terrore di non ritrovarsi mai più. Accanto a queste ovviamente l'ammirazione, almeno per me, verso due persone che decidono di affrontare una guerra volontariamente, anche se questa stessa guerra non coinvolge la loro terra che li richiama lì per un senso profondo dell'amicizia.  
Presenza importante in questo senso è Gojko, poeta, guida turistica e grande amico dei nostri due protagonisti e la sua famiglia (la madre e la sorella Sebina, figlioccia di Gemma e Diego). Ogni protagonista del romanzo è riuscito a coinvolgermi al punto tale da immedesimarmi nei loro pensieri e questo mi ha portato spesso a dovermi fermare per assimilare tutti gli eventi e prendere una boccata d'aria, soprattutto nella parte dedicata alla guerra. 
A lettura ultimata ho dovuto rendermi conto che sono stata solamente una spettatrice esterna degli eventi narrati e non ho potuto dare loro alcun aiuto o conforto.
Da non sottovalutare la chiusura finale del romanzo che permette ai vari personaggi di ritrovare un nuovo equilibrio per le loro vite dal passato così travagliato, si ha, infatti, tramite loro questa sensazione palpabile di serenità, di qualcosa che si aggiusta, in cui ogni cosa va al suo posto in modo totalmente inaspettato.

Bene cari lettori, mi sono appena resa conto che forse è stato un esordio fiume, ma le cose da dire erano e sarebbero molte ma il rischio spoiler è sempre alto, quindi mi fermo qui.
Ovviamente è un libro che consiglio a chiunque avesse voglia di un romanzo emotivamente molto forte, ma anche coloro che vogliono conoscere la Mazzantini, o per chi, come me è stato già conquistato da "Non ti muovere" perché sicuramente non rimarrà deluso in nessuno caso. 

Spero che la recensione vi sia piaciuta, fatemi sapere se lo avete letto, se vi è piaciuta la recensione e se vi è stata utile per la scelta di una prossima lettura ... Alla prossima!!!