mercoledì 24 maggio 2017

RECENSIONE "IL GIORNO PRIMA DELLA FELICITA' " di ERRI DE LUCA

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Oggi vi propongo la recensione di uno dei libri che ho comprato quando sono stata via per la fine di Aprile, su consiglio della Cugina, e che è stato scritto da uno di quegli autori che mi hanno sempre incuriosito ma non ho mai affrontato. Vediamo cosa ne ho pensato di questa lettura, vi auguro una buona lettura!!!


TRAMA: Don Gaetano è un tuttofare che lavora nella portineria di un palazzo molto popolato di Napoli. Nello stanzino dorme un ragazzo, nominato Smilzo, orfano di madre e abbandonato dal padre. Smilzo non conosce i suoi genitori e fa di Don Gaetano il suo mentore, amico, padre. Un romanzo breve e di formazione che ci porta a conoscere la Napoli del dopoguerra e la sua voglia di riscatto. Allo stesso tempo è la storia di un ragazzo che diventa uomo anche se non è la natura a decidere il momento, ma la città.


Titolo: Il giorno prima della felicità
Autore: Erri De Luca
Casa Editrice: Feltrinelli
Anno: 2015
Pag: 133
Prezzo: 7,50 euro



VALUTAZIONE:


Una premessa doverosa prima di parlarvi di cosa ne ho pensato di questo libro è che l'ho letto per colmare un punto per due diverse sfide di lettura la MADE IN ITALY BOOKS CHALLENGE che mi chiedeva di leggere un LIBRO AMBIENTATO IN ITALIA. La seconda sfida per cui ho letto questo libro è la LPS2017 SFIDA DI LETTURA che chiedeva di leggere un LIBRO CHE TI E' STATO CONSIGLIATO

Primo libro che leggo di questo autore che non so ben definire se mi sia piaciuto oppure no, diciamo che si tratta di un ibrido, ecco, sicuramente mi ci vorrà un'altra lettura per capirlo!
De Luca ci racconta due storie di crescita improvvisa legate a due eventi che sconvolgono la vita dei nostri due protagonisti.
Don Gaetano racconta di una Napoli in subbuglio per la guerra che ancora lasciava i suoi relitti e le sue conseguenze. Ci racconta di come il popolo in rivolta, nel 1943, in cinque giornate riesce a spazzare via dalla città i tedeschi e la loro violenza. Si, lo fanno con la violenza, ma sono spinti dalla passione e dall'amore per una città martoriata e ferita, così come le persone che la abitano.
Smilzo, a mio avviso è una riproduzione in piccolo della vita di Don Gaetano, si rende protagonista di una storia di conquista e di difesa dell'onore. 
Negli anni del dopoguerra la città si vede ricoperta da un velo di sporcizia morale che non rende giustizia alla sua bellezza. Smilzo cresce nella portineria in cui lavora Don Gaetano, ascoltando le sue storie di guerra e di vita, dividendosi con lui una vedova e i suoi desideri sessuali, e ricevendo, proprio da lui, un coltello, IL coltello, con il quale avrebbe difeso il suo onore e la sua libertà. 
Non sono convinta che i protagonisti di questo libro siano i due personaggi, ma sono più propensa a considerare Napoli la vera protagonista, di lei si raccontano gioie e dolori, perdite, ferite e risate.

"E' bella di notte la città. C'è pericolo ma pure libertà. Ci girano quelli senza sonno, gli artisti, gli assassini, i giocatori, stanno aperte le osterie, le friggitorie, i caffè. Ci si saluta, ci si conosce, tra quelli che campano di notte. Le persone si perdonano i vizi. La luce del giorno accusa, lo scuro della notte dà l'assoluzione. Escono i trasformati, uomini vestiti da donna, perché così gli dice la natura e nessuno li scoccia. Nessuno chiede conto di notte. Escono gli storpi, i ciechi, gli zoppi, che di giorno vengono respinti. E' una tasca rivoltata, la notte nella città. Escono pure i cani, quelli senza casa. Aspettano la notte per cercare gli avanzi, quanti cani riescono a campare senza nessuno. Di notte la città è un paese civile."

Quello che esce fuori da questo libro è l'amore viscerale per una città che sa di non essere perfetta e allo stesso tempo non ha paura di mettersi in mostra. Un libro che mette in evidenza il fatto che, nonostante tutti i suoi sforzi rivoluzionari, nella città c'è un marcio che ne diventa il marchio e allo stesso tempo non ne guasta la straordinaria bellezza. E questi due punti contrastanti vengono rappresentati da questi due personaggi, Don Gaetano e Smilzo, protagonisti di due eventi importanti per la loro vita, sicuramente, ma anche della storia di Napoli, il bello (la rivoluzione) e il brutto (la vendetta e il sangue).

"Quello che ti butti a fare in quelle ore è un poco tuo, il resto è di quel corpo che si chiama popolo. Sono le persone intorno che fanno come te e tu che fai come loro. Un momento stai davanti a tutti, poi altri ti superano, qualcuno cade morto e gli altri continuano in nome suo quello che è iniziato. E' una cosa che somiglia a una musica. Ognuno suona uno strumento e quello che ne viene fuori non è la somma dei suonatori ma è la musica, una corrente che si muove a onde, scortica il mare, è una fame che ti fa vedere il pane buttato a terra, e tu lo lasci a un altro, una madre che passa un passo al figlio, la commozione che fa salire agli occhi il sangue e non le lacrime. Non te la so spiegare, la rivolta."

Una lettura intensa, seppur breve, nella quale il personaggio di Don Gaetano, che ho preferito, interpreta il ruolo del ricordo malinconico, di ideali forti che spingono a determinate azioni, di saggezza e di coraggio. Un personaggio che ben rappresenta lo stile di questo autore che ha unito all'italiano la veracità di Napoli attraverso i siparietti con La Capa che vi strapperanno sicuramente delle risate. Un romanzo di contrasti che vengono rappresentati in modo "rozzo" e delicato allo stesso tempo.
Insomma una bella lettura da fare anche se forse è troppo breve per apprezzarla subito, cosa che non è necessaria, ovviamente.

Fatemi sapere cosa ne pensate, se avete letto De Luca e, se sì, quale altro suo libro mi consigliate di leggere. Spero che la recensione vi sia piaciuta :-) Vi mando un abbraccio e vi auguro di fare bei viaggi tra le pagine dei vostri libri!!!

martedì 23 maggio 2017

GRAPHIC NOVEL "TAGLIA E CUCI" di MARJANE SATRAPI

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

Come state amici? Penultima settimana di Maggio e l'estate è ormai alle porte, avete già fatto programmi per i tre mesi che arriveranno prima di ricominciare le solite routine?? Io prenderò tutto con calma e relax, per quanto questo possa essere possibile.
Torno, anche questo mese, con l'appuntamento legato alla lettura delle Graphic Novel. 
Una storia particolare e sorprendente, quella che vi racconterò oggi, BUONA LETTURA!!!






TRAMA: Marjane ci mostra un tipico pomeriggio tra donne fatto di chiacchiere, samovar, pettegolezzi e confessioni. Una lettura divertente, sboccata, sfacciata e malinconica allo stesso tempo.


Titolo: Taglia e cuci
Autore: Marjane Satrapi
Casa Editrice: Rizzoli Lizard
Anno: 2014 (Ristampa)
Pag: 140
Prezzo: 13,00 euro






VALUTAZIONE:



La scelta della Graphic Novel di questo mese è stata dettata dalla curiosità che mi è venuta dopo aver visto un video di una Yuotuber che seguo. Ha parlato benissimo di questa autrice e di questa opera sebbene Persepolis, la sua opera più famosa, sia insuperabile, secondo lei. Così mi sono messa a spulciare su internet e, dato il prezzo impossibile di Persepolis, ho optato per questo volume, considerando in seguito la possibilità di acquistare anche altro.

Taglia e cuci non ha una storia molto intricata, il lettore viene, infatti, introdotto nel salotto di una donna anziana che, dopo un pranzo con le sue amiche le invita a prendere un samovar, creando, così, una sorta di ginepraio con il quale ci regala uno spaccato dell'intimità delle donne iraniane.
Ebbene si, si parla proprio di intimità in questo libro, e lo si fa utilizzando ironia, sfacciataggine, sboccatezza, e a volte malinconia e tristezza.







Il racconto di questo pomeriggio viene fatto direttamente da Marjane che diventa lei stessa personaggio del fumetto nel quale si mettono a confronto esperienze di vita differenti più o meno positive, più o meno divertenti, più o meno tristi.
Ne emerge un quadro nel quale alcune cose possono essere percepite tramite le informazioni che si sentono in tv o tramite libri e giornali, ma allo stesso tempo ci si trova davanti un mondo molto aperto di queste donne che parlano liberamente della loro sessualità, dei loro rapporti presenti o passati, del loro ruolo nella coppia e nella famiglia.





Mi ha colpito molto proprio la libertà, quasi priva di pudore, che alcune di queste donne hanno, tante donne e tanti pensieri e atteggiamenti.
Ci sono quelle che vogliono rimanere legate alle tradizioni pur non accettandole affatto, quelle che non conoscono altro mondo al di fuori di quello che la loro famiglia ha imposto loro. Ci sono donne più scafate, o navigate o libere o... insomma avete capito, che sono riuscite, in un certo senso, ad aprirsi a nuove vedute sociali. Proprio queste diverse vedute comportano un diverso modo di affrontare determinati argomenti.


Gli argomenti toccati sono i più svariati: la prima notte di nozze, il tradimento, il rapporto sessuale visto solo come dovere coniugale, i matrimoni d'amore e quelli combinati che sono molto frequenti nella cultura iraniana.
Ma si parla anche di cose più "leggere" come la chirurgia estetica per essere più appetibile agli occhi del marito evitando di essere tradite, di quale ruolo assumere nel matrimonio se moglie o amante, di rimedi per nascondere l'assenza di verginità. 
Insomma, il titolo dell'opera, TAGLIA E CUCI non è stato messo lì a caso ha il suo perché e preannuncia sapientemente quello di cui si andrà a parlare nel volume.






Per quanto mi riguarda posso dire che ho apprezzato moltissimo la storia, ho apprezzato i disegni, molto particolari, l'utilizzo del bianco e nero e di questi tratti marcati dei volti. Ogni personaggio ha la sua particolare fisionomia e questo permette al lettore di individuarle facilmente, anche perché solamente di alcune di queste donne conosciamo il nome.
Mi è piaciuto molto il fatto che l'autrice abbia voluto fare un elogio alle donne attraverso un pomeriggio di chiacchiere in libertà nel quale il lettore viene invitato ad osservare in silenzio, quasi come se fosse lì seduto accanto a loro ad ascoltare. 
Ho apprezzato il fatto che molti argomenti, anche quelli più seri, vengano trattati in maniera leggera, attenzione non superficiale, leggera, spensierata, anche per rendere, a chi li ha, meno pesante il doverli risolvere.
Un libro che se da una parte ci mostra il lato più frivolo e privo di freni inibitori di queste donne, allo stesso tempo ci mostra una realtà, per certi versi, è triste e malinconica. Il dover sottostare al volere della famiglia per contrarre il matrimonio e poi vedere negata la possibilità di una scelta felice (anche se poi "il matrimonio è come una roulette") rende al lettore un senso di inquietudine e solidarietà. 
Allo stesso modo i sogni infranti di voler trovare maggiore libertà in Europa, abbassano un po' il livello di ironia del libro.


Sicuramente la figura dell'uomo non esce nel migliore dei modi, ma ricordiamoci che assistiamo all'incontro di donne che spettegolano ed è ovvio che si finisce per esaltare i difetti e gli errori del marito, del compagno o di uomini che non necessariamente sono presenze fisse nella loro vita.

Insomma, Taglia e cuci è una lettura che vi lascerà un ricordo piacevole e divertito, vi allieterà con la sfrontatezza dei discorsi affrontati e la scoperta di un atteggiamento che non ci si aspetta e non perché si tratta di donne che hanno una etnia diversa, ma proprio perché l'idea generale, è che le donne non siano così aperte nel parlare della loro vita privata o comunque di aspetti del genere, o almeno questo è quello che credevo io fino a qualche giorno fa.
Una lettura che vi consiglio sicuramente perché è divertente, sorprendente, pungente, insomma una lettura da fare per liberare la mente e allo stesso tempo riflettere senza doversi necessariamente intristire.

Fatemi sapere se avete letto questa Graphic Novel, se vi è piaciuta o avete letto altro dell'autrice. Io credo che comprerò anche POLLO ALLE PRUGNE così vedo se ho la conferma che si tratti di una autrice nelle mie corde e poter comprare Persepolis appena potrò. Fatemi sapere se avete qualche Graphic Novel da consigliarmi così provvederò a leggerle e parlarvene al più presto.
Nel frattempo vi saluto e vi mando un grande abbraccio! 
Buon viaggio tra le pagine dei vostri libri!!!

lunedì 22 maggio 2017

COVER REVEAL "ELEINDA" di VALENTINA BELLETTINI

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!






Il post di oggi è una novità qui sul mio blog, e proprio per questo spero di riuscire a fare una cosa decente, diciamo così ;-)
Io ed altre blogger abbiamo deciso di ospitare nei nostri angoli letterati una giovane scrittrice che, dopo anni, ha deciso di rendersi autonoma dalle case editrici e ridare nuova vita alla sua opera "ELEINDA".
Con il post di oggi voglio, quindi, darò spazio a Valentina e alla sua opera attraverso una DOPPIA COVER REVEAL, la prima cover è quella del Prequel, la seconda quella del primo volume della sua serie Urban Fantasy/paranormal romance/sci-fi in attesa, a breve, dell'uscita del romanzo. 

Tutti i volumi della serie avranno un restyling completo grazie al lavoro di DARIO DE VITO (illustratore) e GIULIA IORI (Grafica) a partire dal prequel ELEINDA. LA VITA PRIMA DELLA LEGGENDA con il quale l'autrice ha deciso di deliziare l'attesa della pubblicazione del romanzo.




TRAMA: Eleonora sta per diplomarsi, e questa è l'ultima occasione per dichiararsi al suo compagno di scuola prima di trasferirsi da Verona all'università di Milano. E' anche l'ultimo anno che deve sopportare un gruppetto di "bulle" che la rendono protagonista di episodi imbarazzanti.
A Milano, la European Technology sta attraversando la perdita del fondatore "I", mentre l'egocentrico dipendente Davide Guerra cerca una ragazza con cui dividere l'affitto del suo appartamento, il dottor Brandi prende le redini dell'azienda, usando i laboratori per il compimento dei suoi piani segreti.
Nella frazione di Villapace, il nonno Salvo e suo nipote Alessandro sono costretti ad affrontare una serie di eventi che minacciano il futuro della fattoria, compresa l'eventualità per il giovane di abbandonare la vita di campagna per una fidanzata molto ambiziosa.
Ambientato in tre stagioni (Primavera, Estate e Autunno) prima degli eventi di "Eleinda. Una leggenda dal futuro", il racconto narra le vite dei cinque protagonisti, inconsapevoli che le loro strade sono destinate ad incontrarsi.

Titolo: Eleinda. La vita prima della Leggenda
Autore: Valentina Bellettini
Casa Editrice: Self- publishing
Anno: 22/05/2017
Pag: 82
Formato: E-book

Iscrivendovi alla newsletter "Eleinda Books" potrete riceverlo direttamente gratis sulla vostra mail  


Ed ora passo direttamente a mostrarvi la nuova cover del romanzo:

ELEINDA. UNA LEGGENDA DAL FUTURO 





"Noi siamo l'uno nell'altra..."


TRAMA: Eleonora Giusti è sempre stata una ragazza sola fino a quando un drago geneticamente modifica è piombato nella sua vita. 
A lui basta guardarla per condurla in una dimensione parallela in cui entrambi percepiscono reciprocamente i pensieri più intimi, le basta sfiorarla perché la pelle della ragazza assuma lo stesso colore della sua. Ma è un'invasione che da sentire Eleonora come mai si era sentita prima: capita, speciale, amata.
Non le importa se il drago è stato creato dalla European Technology o se si tratta di un esperimento segreto il cui vero obiettivo ancora le sfugge. Lei vuole proteggerlo, proprio come ha fatto il drago quando sono fuggiti dalla sede della E. T. a Milano.
Vuole stare con lui perché da quando l'ha incontrato, la sua vita ha finalmente trovato un senso. Vuole amarlo, perché superati i vent'anni non credeva più all'esistenza di un sentimento così puro e incondizionato.
E' disposta a viaggiare per ogni continente, inseguire leggende, fuggire da una realtà opprimente, vivere sogni e incubi sulla sua pelle in nome di questa passione travolgente, a dispetto di ogni logica razionale. 
Ma non ha fatto i conti con il dottor Brandi: il creatore del drago è deciso a riprenderselo con ogni mezzo pur di portare a compimento i suoi eccentrici piani. 
Né uomini né draghi sono al sicuro.

Titolo: Eleinda. Una Leggenda dal futuro
Autore: Valentina Bellettini
Casa Editrice: Self. publishing
Anno: Fine Maggio 2017
Pag: 
Formato: Cartaceo ed Ebook    
ISBN:
Prezzo: 

Come vedete non ci sono ancora tutte le informazioni riguardanti il romanzo, ma potete iscrivervi alla sua pagina facebook o alla Newsletter e sarete informati direttamente da lì.

Vi lascio, adesso, alcuni commenti di coloro che hanno già avuto modo di conoscere l'opera di Valentina :

"Valentina scrive con uno stile lineare e modernissimo 
capace di risaltare gli sfondi di urbana attualità a cui si ispira. 
La tematica del progresso e dei suoi dubbi etici, del rapporto ormai snaturato tra l'uomo e l'ambiente, della continua ricerca della ricchezza economica e del potere a discapito di una visione umana e spirituale del mondo, fanno sì che i libri dell'autrice spazino tra quei multilivelli di lettura che si trovano fra le righe dei grandi scrittori fantasy"
L'Isola del Sapere


"Perfetto connubio tra fantasy classico e fantascienza, Eleinda fonde favola e modernità, avventura e impegno sociale, mito e realtà, lasciando correre la nostra immaginazione su un doppio binario."
Il flauto di Pan


"Addentrarsi in questo futuro prossimo, zeppo di fantasia e avventuroso è stato straordinario. Tante sono le emozioni che arrivano al lettore durante la lettura: la rendono più vera e umana."
Un buon libro non finisce mai

“Consiglio la saga di Eleinda agli appassionati di fantasy, sia adolescenti che non, e a coloro che amano i mondi paralleli, i draghi, un pizzico di fantascienza e le creature meravigliose. 
A chi ama lasciarsi travolgere dalla fantasia dirompente di una giovane scrittrice.”
Rivista Fralerighe


Ed infine vi lascio l'immagine della nostra autrice e qualche informazione su di lei :-)

Valentina Bellettini è in eterno bilico tra sogno a occhi aperti e razionalità, caratteristica che si ripercuote in tutte le sue opere. Dopo otto anni di pubblicazioni con case editrici ha deciso di passare al self-publishing per esprimere meglio se stessa e per avere un contatto diretto con i lettori.
Ama la vita, per lei mai noiosa e ordinaria, e lavora nei mercati in piazza dove cattura temi politici e sociali. Attenta ascoltatrice, spesso intreccia legami empatici con i suoi animali. E’ sposata e gestisce il blog Universi Incantati.

LINK UTILI: 

Facebook: Eleinda


Bene amici siete pronti per incontrare Eleonora e il suo amato drago?Non vi resta che iniziare a leggere il prequel nell'attesa di questo romanzo che si presenta davvero intrigante e avventuroso. 
Spero di aver mosso in voi un po' di curiosità, perché questo vorrebbe dire che ho raggiunto il mio scopo.
Vi saluto miei prodi Viaggialettori, ci rileggiamo presto!!!

venerdì 19 maggio 2017

RECENSIONE "RUMORE BIANCO" di DON DELILLO

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


Oggi sono qui per parlarvi di un libro che ha VERAMENTE messo a dura prova la mia pazienza di lettrice. Non so, effettivamente se sia stata una mossa giusta approcciarmi a questo autore attraverso questo romanzo, ma tant'è. 

Nel post troverete le mie impressione quindi, come sempre, vi auguro BUONA LETTURA!!!




TRAMA: Jack vive con la sua famiglia a Blacksmith, nella periferia americana. E' un professore universitario, docente di un corso dedicato interamente alla figura di Hitler. La sua vita procede nella normalità "banale" di un cittadino medio quando, un giorno, una nube tossica costringe tutti a lasciare le proprie case e allontanarsi fino a quando il pericolo non sarà rientrato. Da questo evento cresce in lui e in sua moglie Babette una paura sempre più condizionante della morte. 


Titolo: Rumore bianco
Autore: Don DeLillo
Casa Editrice: Einaudi
Anno: 2005
Pag: 394
Prezzo: 14,90 euro




VALUTAZIONE:


Ebbene eccomi qui, ancora una volta, a parlare di un autore che mezzo mondo ama e che a me non è piaciuto granché. Magari ho qualcosa che non va, ho qualche neurone che funziona di meno rispetto al resto del mondo, o magari, ho la capacità di mantenere una mia opinione pur andando contro corrente. Alla fine mica è detto che tutto debba piacere a tutti no? E poi non capisco neanche perché dovrei averlo io il problema, PENSIAMO POSITIVO PER UNA VOLTA!!! 

Bene dopo questa prima parte di esaurimento ben esposto vi faccio notare che la lettura di questo libro è stata fatta per una sfida di lettura, cioè la THE HUNTING WORD CHALLENGE dalla quale sono riuscita a spuntare la parola RUMORE.

Da quando ho cominciato a "frequentare" il mondo del web legato ai libri, mi sono accorta che esistono molti autori cui non mi sarei mai avvicinata se non fossi stata spinta dalla curiosità di qualcuno che ne parla bene, benissimo o male. Perché si, quando sento parlare male o malissimo di un libro, molte volte è proprio lì che mi fregano e vado subito a cercare di leggerlo per farmene una mia opinione.

Parto subito con il dire che la storia che l'autore ci racconta è suddivisa in tre momenti: il primo è quello dedicato alla presentazione dei protagonisti. Ci viene raccontata la loro vita, la loro routine familiare e la loro quotidianità fatta di discussioni in famiglia, decisioni da prendere e problematiche da affrontare. La seconda parte è dedicata all'arrivo di una nube tossica che arriva su Blacksmith, questa cittadina di provincia sconvolta da un' evacuazione forzata di tutti i cittadini che si ritrovano a vivere in luoghi e modi di fortuna per allontanarsi il più possibile dalla nube. L'ultima parte racconta il ritorno ad una pseudo normalità nella quale si sviluppa, nei protagonisti, un profondo senso di paura di morire. 
Ovviamente non starò qui a dirvi nello specifico tutto quello che troviamo tra le pagine di questo libro, ma diciamo che gli "eventi" principali sono questi.

Il racconto di DeLillo non è una storia immediata nel messaggio che vuole lanciare al lettore, è una di quelle storie che devono decantare, come il vino, su cui si deve riflettere e cercare di capire il perché l'autore abbia voluto scrivere quelle cose, in quel modo ed utilizzando quel determinato personaggio. E' una storia che si basa sulla descrizione di una normalità disarmante per il suo essere banale, ma che, proprio nella banalità nasconde il suo messaggio. Un messaggio molto duro e diretto alla sua stessa patria, l'America, e alla sua società malata di superficialità e leggerezza. 

La storia di DeLillo ci mette a contatto con un mondo, quello accademico di cui fa parte il nostro protagonista, nel quale fa da padrone un sapere sommario o insufficiente per il titolo assunto dal personaggio stesso. Nel nostro caso il protagonista, che conosce a mena dito tutta la vita di Hitler, i suoi trascorsi politici, i pettegolezzi legati alla sua vita privata, non conosce il tedesco, lingua madre del suo oggetto di studio. Si fa quindi denuncia nei confronti di quella conoscenza spicciola e blanda che porta tanti a mettersi sul piedistallo e a pensare di poter conoscere il mondo, quando poi non è così. 
In contrapposizione alla figura di Jack e alla sua cultura sommaria, c'è Heindrich, uno dei suoi figli, che fa mostra della sua intelligenza attraverso i discorsi più articolati sulla scienza, la chimica, la sociologia.
Altra tematica che viene toccata è la critica al consumismo eccessivo alimentato dalla tecnologia il cui cattivo uso sottolinea la superficialità sociale.

La seconda parte del romanzo è una sorta di spaccatura tra la parte spensierata e frivola, se vogliamo e quella più profonda e filosofica che ci accompagna fino alla fine della lettura. Nell'ultima parte, infatti, l'evento tossico, sviluppa nei protagonisti una senso profondo della paura della morte che, anche in questo caso, l'autore utilizza come spunto di critica. 
L'assurda idea di poter superare la paura della morte attraverso una pillola miracolosa diventa centrale per tutta la terza parte del romanzo. Anche in questo caso la critica è molto pungente, e non solo verso i falsi sedicenti che portano le persone più credulone a pensare di poter superare il problema con una pillola che non ha alcun effetto, in realtà, ma ancora una volta a quella parte di società eccessivamente frivola e scanzonata che si convince di poter superare le paure della vita con una pasticca.

Nel mezzo troviamo una panoramica di problematiche legate a tutte le famiglie, il rapporto tra genitori e figli, il rapporto tra i membri di famiglie allargate, il rapporto matrimoniale e la fiducia che le cose possano andare bene dopo vari tentativi (Jack ha ben quattro matrimoni alle spalle e in ognuno ha procreato. 
Insomma una storia che racconta la normalità e allo stesso tempo mette in evidenza le problematiche che possono esserci in un mondo che punta più all'apparenza che alla sostanza. Il quadro che l'autore ci mostra è quindi quello di una società malata di consumismo e sommarietà che vengono identificate dall'autore con Rumore bianco, perché è qualcosa di nascosto, subdolo e difficile da percepire per chi ne è completamente assorbito. 

Pur riconoscendone il valore sociale e letterario, per quanto riguarda il mio gusto personale DeLillo è un autore che mi incuriosisce, sicuramente, ma che devo prendere a piccolissime dosi.
Ho trovato la storia molto pesante da seguire, lenta, troppo ricca di parole e discorsi inutili, che capisco perfettamente abbiano un ruolo preciso nella storia, ma a me hanno annoiato.
La sua è una scrittura corposa, americana direi, intendendo, con questo aggettivo, la tendenza a parlare tanto e a creare discorsi privi di senso o poco coerenti con l'argomento che si sta trattando nella conversazione. Un esempio è quando a domanda si risponde con altre domande infinite introducendo argomenti assurdi pur di non dare una risposta diretta e concreta alla domanda che è stata ricevuta.
E' una caratteristica che ritrovo molto nei film e nei telefilm americani, per questo ho detto che l'autore utilizza una scrittura americana. Bhè a me piace anche questa cosa, ma in contesti diversi. Rumore bianco è la storia di un padre di famiglia, punto. Un uomo che ha le sue certezze, le sue paure, i suoi dubbi. 

Purtroppo non sono riuscita ad empatizzare con nessun personaggio, il figlio sapientone mi irritava molto e lo stesso Jack non ho ben capito che tipo di persona sia, come poi tutti gli altri personaggi del romanzo. Un libro che ho faticato molto a portare a termine e che mi ha lasciato piuttosto indifferente, apatica e imperturbata anche nei momenti in cui qualcosa è successo. 
Il fatto che non abbia particolari eventi da raccontare non è una giustificazione perché ho letto altri libri di questo tipo come ad esempio Diario d'inverno di Auster. Probabilmente è solo un problema di stile che non mi piace.

Non credo di dover dire di più su questo libro, anche perché ne ho parlato abbastanza. 
Credo che leggerò qualche altra cosa di suo, prima o poi, per capire se ho sbagliato l'approccio o se proprio non è un autore nelle mie corde. A questo proposito se avete qualche titolo da suggerirmi sarò contenta di segnarli.Fatemi sapere se avete letto questo libro, se vi è piaciuto e cosa ne pensate di questo autore o della letteratura americana in generale. 
Nel frattempo vi saluto, vi mando un grande abbraccio e vi auguro di fare bellissime letture!!!

mercoledì 17 maggio 2017

LEGGO IN LINGUA #1 ... "ARISTOTELE E DANTE SCOPRONO I SEGRETI DELL'UNIVERSO" di BENJAMIN ALIRE SAENZ

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!


Come state amici? Io sto attraversando una fase di noia da lettura che spero passerà presto, mi sta prendendo brutta perché non si tratta di un blocco vero e proprio che non mi fa leggere nulla, ma tutto quello che mi passa sotto mano mi annoia, ogni storia che inizio la lascio dopo poche pagine e non ho stimoli per andare a scegliere nuove storie da conoscere. Non so che "malattia" strana sia, ma diciamo che la situazione attuale è questa. Sto facendo delle letture per le sfide, ma pure li sono "obbligata" in un certo senso a farle, per il resto non mi va di leggere... 

Ho DECISAMENTE UN PROBLEMA  e DEVO risolverlo al più presto!!!
Nonostante tutto ciò, direi che oggi vi parlerò della prima lettura interamente in inglese che abbia mai fatto nella mia vita. Ovviamente ho letto in inglese nel corso degli anni ma non un libro intero, magari degli articoli o delle parti di testi o dei libri che ho preso per ampliare un po' il vocabolario, ma mai un romanzo. Vi racconto la mia esperienza nel post, quindi non mi resta altro da fare che augurarvi una BUONA LETTURA!!!




TRAMA: Aristotele non sa nuotare e un giorno, andando in piscina, incontra Dante che, vedendolo in difficoltà, si offre per dargli delle lezioni. I due cominciano a frequentarsi anche fuori e a conoscersi sempre di più fino a diventare amici imparando a conoscere anche se stessi.

Una storia di amicizia, di conoscenza e scoperta del mondo.


Titolo: Aristotle and Dante discover the secrets of the universe
Autore: Benjamin Alire Saenz
Casa Editrice: Simon&Schuster
Anno: 2013 (Ristampa)
Pag: 359
Prezzo: 10,14 euro



VALUTAZIONE:



Uno dei buoni propositi libreschi che mi sono impegnata a stilare per questo 2017 è quello di leggere almeno tre libri in lingua. Perché proprio tre??? Perché sono quelli che ho comprato spinta dalla curiosità e dal fatto che, in lingua originale, costassero la metà di quelli in italiano (Evviva il materialismo spiccio!!). 
E' vero pure che il livello di inglese non l'ho considerato affatto, quindi ci saranno casi in cui ci metterò una vita e casi in cui la lettura sarà giusto un pochino meno veloce di quella in italiano. Ma sono decisa a portare avanti questo obiettivo e così ho cominciato con questo libro che tutti dicono essere abbordabile. 

La storia di Aristotele e Dante è quella di due ragazzini adolescenti che vivono la loro vita un po' da borderline. Sono molto diversi tra loro e proprio questa diversità, probabilmente, li ha spinti ad avvicinarsi l'uno all'altro.
Aristotele è il protagonista vero di questa storia, tutto ruota attorno alla sua vita e ad una sorta di segreto che la famiglia cerca di nascondergli relativo al fratello di cui lui ha pochi ricordi.
Dante è un coprotagonista che va a riempire, in un certo senso, le mancanze di Aristotele e a dare, a lui, degli spunti di riflessione su tutto quello che di diverso trova nella sua famiglia.
Un  libro che parla di molte cose e lo fa in maniera semplice e diretta, cercando di rendere, forse, meno drammatiche alcune delle situazioni di cui ci troviamo a leggere.

Tra le varie tematiche che l'autore tocca c'è, ovviamente, quella dell'AMICIZIA vera, profonda, incondizionata, leale. Quella che nasce tra due persone che hanno piacere di trascorrere del tempo insieme, nonostante ci siano dei momenti di stanchezza. 
Aristotele e Dante sono due personaggi che nella loro diversità si comprendono e si sostengono. Ed è molto bello vedere come proprio la loro diversità sia il loro punto di forza.
Altra tematica è quella della FAMIGLIA, rappresentata in due modi, per quanto siano entrambe basate sull'affetto. 
La famiglia di Aristotele è meno spensierata, ed è visibile la presenza di elementi che minacciano la serenità di tutti i membri che la compongono. La famiglia di Dante è molto più affettuosa e l'affetto si vede, nel contatto fisico di baci e abbracci che si danno tra loro, nella libertà di parlare di tematiche più difficili da trattare tra figli e genitori. Insomma la famiglia di Aristotele, come lo stesso Ari, è molto più introversa rispetto a quella di Dante. O almeno questa è stata la mia impressione.
Se la Famiglia e l'Amicizia sono i due grandi temi affrontati nel romanzo, sicuramente attorno gravitano altre tematiche a cui l'autore concede più o meno spazio. Tra questi, le prime esperienze (alcol, droga e approccio con l'altro sesso), il tema del trauma di guerra, il tema dell'omosessualità, quello della violenza sul "diverso". Insomma ci sono moltissime tematiche che rendono questo romanzo uno strumento di formazione per giovani e ragazzi. 

Per quanto mi riguarda devo dire che è stata una lettura molto piacevole, proprio perché apparentemente si tratta di un romanzo leggero che, però, di leggero ha ben poco. Mi è piaciuto molto il modo in cui momenti di alta tensione drammatica siano stati smorzati dall'atteggiamento assunto dai personaggi.
Mi è piaciuto molto il modo in cui l'autore ha costruito dei protagonisti che si completano e che sono di conforto l'uno all'altro nel momento del bisogno.
Non ho ben capito, o meglio, non ho accettato affatto il comportamento dei genitori e delle sorelle di Aristotele di tenerlo fuori da una parte importante e negativa della loro famiglia. Lo trattano come se non ci fosse e se non lo riguardasse, nonostante i suoi tentativi di voler conoscere la storia di suo fratello fossero stati tanti da parte sua. Non ho apprezzato neanche il fatto che, per conoscere la verità, Ari abbia dovuto fare una sorta di "violenza" su di sé e accettare la scelta dei suoi genitori di ignorarlo e che solo quando succedono cose brutte si finisca per cedere le armi.
Ecco, queste cose proprio non le ho digerite, perché non fanno parte del mio modo di essere, posso comprendere le ragioni, forse, ma di certo non accettarle.

Per quanto riguarda, invece, lo stile e il livello di inglese, i discorsi da fare sono diversi.
Per quanto mi riguarda la difficoltà della lingua è quella di non conoscerne la grammatica, perché il vocabolario, si recupera o si amplia in base al tipo di letture che si fanno. Tutto dipende dalla pazienza che si ha nel volersi avvicinare al dizionario. Sicuramente se si parte con l'idea di voler capire tutto e subito è sbagliato, ma vedrete che mano a mano che si va avanti, ci si abitua allo stile dell'autore e anche alla presenza di espressioni che vengono ripetute spesso.
Nel caso specifico posso dire che la scelta di utilizzare molti dialoghi e meno descrizioni, rendono il libro più comprensibile e soprattutto avvicinano il lettore, anche quello meno esperto, ad espressioni idiomatiche e di uso comune che nelle grammatiche non si trovano. Come vi ripeto iniziare un libro in lingua e sperare che tutte le parole siano comprese è un errore da non fare in partenza. 

Per quanto riguarda la mia esperienza personale posso dirvi che all'inizio ho dovuto cercare molte parole, poi mano a mano che andavo avanti ne ho comprese sempre di più e la ricerca è stata meno presente. Altro elemento da tenere in considerazione è il fatto che non è necessario, sempre, tradurre tutte le parole, è possibile comprendere il senso di ciò che si legge anche attraverso la traduzione di un periodo ampio e vedere, così facilitata, la comprensione del resto.
Ovviamente le cose che ho detto non sono regole che si devono seguire necessariamente, sono solamente cose che ho riscontrato io nella mia esperienza, voi magari avrete un altro metodo. 

Per tornare al libro, come ho detto, mi ha colpito molto la scelta di utilizzare i dialoghi, cosa che di solito non apprezzo molto perché mi sembra di non ritrovarmi una storia completa, invece in questo caso non ho riscontrato questa sensazione. Le descrizioni ci sono, ma vanno a colmare perfettamente quelle carenze che il dialogo, a volte, comporta.

Insomma, una lettura molto carina, leggera, adatta a chi vuole approcciarsi alla lingua essendo consapevole della presenza di molte espressioni e modi di dire colloquiali, e di parole con più significati. Una libro che fa riflettere senza essere eccessivamente pesante.
Una lettura che mi è piaciuta molto anche se avrei modificato alcune cose, ma non si può volere tutto.

Anche per questo volume ho detto tutto, fatemi sapere se avete letto questo romanzo, se leggete in lingua, non necessariamente inglese, io vorrei affrontare anche il francese ma non so proprio da cosa partire e poi imparare lo spagnolo, ma forse voglio fare troppe cose  e tutte insieme :-/
Non mi resta che salutarvi, mandarvi un abbraccio e augurarvi BUONE LETTURE!!!

lunedì 15 maggio 2017

TBR #7... OVVERO TENTIAMO DI DARCI UN ORDINE DI LETTURE... MAGGIO 2017

SALVE A TUTTI VIAGGIALETTORI BENVENUTI O BENTORNATI SUL MIO BLOG!!!

In ritardissimo arriva la TBR di questo mese che, prevedo, tutto sarà tranne pieno di letture. Non so per quale motivo io abbia questo pensiero, ma già il fatto che sono settimane che penso a quale libro potrei leggere e non mi viene in mente nulla non mi lascia molto felice.
Non so, magari l'allontanamento totale dalla lettura per due settimane mi ha lasciato ancora una scarsa volontà di prendere un libro in mano, chissà. Fatto sta che ancora non so bene cosa inserire nella Tbr di questo mese.
Ma andiamo con ordine e cominciamo a fare un mini riassunto di quello che è successo nel mese scorso. Vi lascio al post, BUONA LETTURA!!!

Nel mese di Aprile avevo preventivato di leggere tre libri, ovviamente non considerando quelli delle sfide che si sarebbero aggiunti a tempo debito.
Due delle scelte fatte nella TBR di Aprile avrebbero colmato dei punti di due sfide che sapevo con certezza di dover leggere e uno è stato un libro libero, diciamo così.



L'unico libro che ho portato a termine entro il mese di Aprile della TBR del mese è stato IL DESERTO DEI TARTARI di DINO BUZZATI. Libro che ho letto per due sfide, la MADE IN ITALY BOOKS CHALLENGE e la LPS2017 SFIDA DI LETTURA entrambe chiedevano di leggere un libro per l'intero mese e sono riuscita ad utilizzare questo per tutte e due!
La storia è quella di Giovanni Drogo che nel suo primo incarico viene mandato al Forte Bastiani, un Forte apparentemente abbandonato nel quale l'occupazione principale di tutti coloro che vi si trovano è quella di attendere il momento in cui poter vedere riconosciuta il loro ruolo militare.
Un romanzo particolare, che segna un tassello importante per la letteratura fantascientifica italiana. Un autore misterioso di cui sicuramente leggerò altro. 






Altro volume della Tbr di Aprile è HANIA. IL CAVALIERE DI LUCE di SILVANA DE MARI. Un libro che ho, praticamente, letto e comprato e che mi aveva incuriosito tantissimo dopo la lettura del suo prequel HANIA. IL REGNO DELLE TIGRI BIANCHE.
A dire la verità mi ha lasciato un po' di delusione per alcuni elementi che potrete leggere nella recensione, ma nonostante tutto non si può dire che sia un libro brutto o una storia poco originale, anzi. Ne ho apprezzato sia lo stile sia il modo in cui la scrittrice è riuscita a parlare di temi importanti attraverso un mondo completamente nuovo. 
Insomma c'ho trovato una piccola pecca ma comunque sono curiosissima di conoscerne i seguiti.









Questo terzo volume lo metto centrale per un motivo preciso. Ho cominciato a leggerlo alla metà del mese e l'ho completamente abbandonato fino ad un paio di giorni fa. Sto parlando di RUMORE BIANCO di DON DELILLO. Un libro molto particolare sia nella storia che l'autore ci racconta, sia per il modo in cui ce la racconta. Non so ancora ben dirvi se sia un autore nelle mie corde e non mi sono ancora fatta una idea della storia e del suo perché. Vi posso dire che sono esattamente arrivata alla metà del libro e per questo lo inserisco a pieno titolo nella TBR di MAGGIO 2017. 
Io spero di portarlo a termine entro questo mese perché veramente non mi andrebbe di aggiungere l'ennesimo libro abbandonato alla pila di quelli che voglio assolutamente terminare entro l'anno, perché ODIO PROFONDAMENTE lasciarli iniziati.
Quindi, primo libro della Tbr di Maggio è un ritorno, o sopravvissuto, di quella del mese di Aprile.




Il secondo titolo che vorrei inserire in questa sorta di programma che sto facendo è MERLINO. LA MAGIA DI STONEHENGE terzo ed ultimo volume della trilogia di Merlino di cui mi sono innamorata fin dal primo volume.
Il secondo MERLINO. IL CERCHIO DEL FUTURO l'ho letto il mese scorso infilandolo nelle RUOTA DELLE LETTURE, magari riuscirò ad inserirci anche questo, chissà. 
Comunque se riuscirò a leggerlo, oltre a conoscere la fine della storia, potrò depennare dalla lista un'altra delle trilogie/saghe che ho cominciato lo scorso anno e non ho terminato. Incrociamo le dita!!!












Terzo ed ultimo volume della Tbr del mese è un libro che mi è stato consigliato da mia cugina e che ho comprato a scatola ermeticamente chiusa basandomi sulla fiducia. IL GIORNO PRIMA DELLA FELICITA' di ERRI DE LUCA, un autore di cui non ho letto nulla e che mi incuriosiva già da un po'.
Una storia che utilizzerò per le sfide di lettura che sto facendo, ma non so ancora quale di preciso, quindi quando lo leggerò vedrò.








Queste sono le letture che cercherò di portare a termine per questo mese. Magari sto barando un po' ma, non so, questo mese non ho molta voglia di fare programmi e letture. Spero di non incorrere in un drastico blocco del lettore altrimenti la cosa sarebbe da rimediare prima di subito. Diciamo che sono fiduciosa e che mi impegnerò a leggere comunque qualcosa, quantomeno a terminare il libro di DeLillo che non è il caso di portarmi avanti ancora per altri mesi avendone letto la metà.
Come sempre fatemi sapere se avete letto qualcosa di questi libri, se conoscete Erri De Luca e se si, quali libri mi consigliate di leggere.
Vi saluto, vi mando un grande abbraccio e vi auguro di fare bellissime letture!!! A presto!